Litfiba, nuovo live, vecchia storia. L’intervista

LITFIBA_IMG_0083

Lunedì pomeriggio di un fine marzo oltremodo uggioso. Camerino dell’Alcatraz, storica venue concertistica milanese. Certo che rivederli tutti assieme (Pelù, Renzulli, Maroccolo e Aiazzi) sotto lo stesso soffitto fa sempre un certo effetto. E dà una fitta solenne al cuore. Nonostante – e qui è il raziocinio ad intervenire al volo… – i Litfiba “wave” partiti nelle cantine fiorentine dei primissimi anni ’80 quello che avevano da dimostrare lo avevano già ampiamente realizzato con l’uscita della cosiddetta Trilogia del Potere dei vari Desaparecido, 17 Re e Litfiba 3 e con la pubblicazione di due album dal vivo seminali come 12/05/87 (Aprite i Vostri Occhi) e l’epitaffio Pirata del ’89, giunto a pochi mesi dagli scontri di Tienanmen e ad un soffio dal crollo del Muro berlinese. Ora, abbastanza incredibilmente, si riparte da qui con un fortunatissimo tour che sta girando l’Italia (e nella stessa Milano, tra gennaio e marzo, ha totalizzato quattro infuocati “sold-out”) e con un doppio-live (definitivo?) uscito recentemente per Sony. E proprio da tali eventi andiamo a cominciare nei quindici minuti scarsi che abbiamo avuto a disposizione con la band al gran completo. Una band, va detto, rilassata e fiera dell’agognata riappacificazione. Dopo tanta, troppa Guerra (citazione inevitabile).

 

Sbaglio o nei Litfiba, da fine 2009 ad oggi, i miracoli sono all’ordine del giorno?

Piero Pelù: Credo che tu abbia ragione. Certo, la reunion tra me e Ghigo che ci ha portato a girare tra il 2010 e l’anno scorso quando uscì Grande Nazione è stata una situazione bella e inaspettata allo stesso tempo, ma quest’ultima con il nucleo storico… (riflette) beh è stata un qualcosa di davvero impossibile! Almeno fino a quando non ci siamo incontrati per tenere le prime prove.

Addirittura “impossibile”, dici…

Pelù: Sì, perché non è una cosa molta diffusa trovare nella storia della musica un gruppo che si è riunito non una, ma ben due volte! (ride) Però tutto ciò fa parte della complessità di questa band e della sua discografia. Sai, non è facile descrivere i Litfiba in poche righe.

Posso confessarvi che il vostro nuovo disco dal vivo dal titolo lunghissimo (Litfiba, Trilogia 1983-1989, Live 2013) rende finalmente giustizia a quelli che avete pubblicato a fine anni ’80? Che, ci mancherebbe altro, restano amatissimi dai fans ma o furono registrati tipo bootleg (Aprite i Vostri Occhi) o molto rielaborati in studio (Pirata)…

Pelù: Beh, un album – in studio come dal vivo – è sempre un punto d’arrivo. Lo registri, esce nei negozi, i fans lo ascoltano e tu intanto sei già andato avanti! (sorride) Apprezzo la sincerità di un instant-live come quest’ultimo, ma sono certo che da aprile in poi, durante le nostre nuove date italiane, queste canzoni suoneranno già diverse.

Quindi il “tour del potere” proseguirà per buona parte del 2013…

Ghigo Renzulli: Oggi non è facile fare progetti a lungo termine. Noi suoneremmo assieme ancora per un bel po’, ma vediamo, mese per mese, cosa succederà.

Quando lo scorso dicembre eravate chiusi nella vostra sala-prove fiorentina a sgranchirvi i muscoli, si era parlato anche di un brano inedito. Che però, in quest’album, non compare…

Ghigo: Un abbozzo effettivamente c’è, ma non abbiamo ancora avuto il tempo di terminare il songwriting complessivo. Diciamo che se son rose fioriranno…

Come farete a spiegare a chi viene a cantare a squarciagola in questi concerti che (forse) questa reunion, prima o poi, finirà?

Gianni Maroccolo: Questi erano i piani fin dal principio. I Litfiba attuali restano Piero e Ghigo ed io e Antonio (Aiazzi, ndr) siamo ben felici di far parte di questa bella ‘scampagnata musicale’. Tutto qui e, credimi, non è poco. Solo il tempo ci dirà quando sarà il momento di fermarci.

Antonio Aiazzi: Anche perché questa era una cosa che andava comunque fatta. Non potevamo esimerci dal tornare a suonare tutti e quattro assieme. Dallo scorso giugno, per il concerto in onore di Ringo De Palma a vent’anni esatti dalla sua scomparsa, eravamo in ballo e, ad un certo punto, fermarsi era proprio impossibile.

Ghigo: Posso aggiungere una cosa in conclusione?

Prego, mister Renzulli.

Ghigo: Di Aiazzi l’ho sempre saputo, ma Gianni Maroccolo è diventato proprio una bella persona in questi lunghi anni che non ci siamo frequentati. Glielo dico come un complimento. Una volta lo avrei inseguito con la chitarra pronto a dargliela in testa. Ora, invece, lo abbraccerei come un fratello.

Marok sorride e abbassa la testa. C’è un bel clima in questo camerino e forse pure Ringo è nascosto da qualche parte, qua attorno, a fare tic-toc-tic con le sue bacchette. Io, tornato a casa e mentre scrivo queste righe, riascolto per l’ennesima volta questo magnifico “istant-live” impresso su doppio-cd. Ed un solo slogan mi compare sulle labbra: ¡que viva (a lungo) el bandido Litfiba!

Simone Sacco

Le prossime date dei Litfiba (attenzione, tre sono già sold out!)

10/04/2013 – FONTANETO D’AGOGNA (NO) – Phenomenon di Fontaneto d’Agogna – SOLD OUT

13/04/2013 – CORTEMAGGIORE (PC) – Fillmore SOLD OUT

17/04/2013 – NAPOLI – Casa della Musica

20/04/2013 – ROMA – Atlantico Live

21/04/2013 – ROMA – Atlantico Live – SOLD OUT

LITFIBA_IMG_0468LITFIBA_IMG_3491

One thought on “Litfiba, nuovo live, vecchia storia. L’intervista

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.