Mauro Ermanno Giovanardi, cartoline solitarie da Honolulu

mauo ermanno_1Quattro chiacchiere in compagnia di Mauro Ermanno “Joe” Giovanardi, ex crooner sentimentale degli indimenticabili La Crus, tornato al culmine di una primavera fortemente “novembrina” (mamma mia, quanta pioggia!) con un bel disco umbratile “dei suoi”. Disco – per la cronaca – del tutto particolare, realizzato egregiamente assieme all’ensamble livornese Sinfonico Honolulu e giostrato sull’uso gioioso e squillante dell’hukulele, ovvero la chitarrina tradizionale delle Isole Hawaii. Contenuto stilistico? Un bel po’ di cover storiche tratte dal canzoniere “alto” tricolore (Storia d’Amore di Celentano, Livorno di Piero Ciampi cantata in coppia con Nada, Ho Visto Nina Volare di Faber, Noi Duri di Buscaglione, ecc.) più qualche recupero ad hoc e un pugno d’inediti tra cui il paradigmatico Accarezzami Musica. Il titolo di tanto ben di dio? Maledetto Colui Che È Solo. Della serie: frase maledetta come poche, Giovanardi-pensiero purissimo.

Ti è mica capitato di ascoltare i dischi solisti di Eddie Vedder dei Pearl Jam (tipo la bellissima colonna sonora di Into The Wild o l’ancora più esplicito Ukulele Songs) per trovare l’ispirazione dietro a questo progetto?

“No, assolutamente no. Tra l’altro manco lo sapevo che Vedder suonasse l’ukulele… La mia è stata un’avventura nata a Livorno, un paio di anni fa, quando i ragazzi del Sinfonico Honolulu mi hanno invitato come ospite a cantare un pezzo con loro. Tutto è andato alla perfezione, ma il colpo di fulmine è scattato definitivamente qualche tempo dopo…”.

Dove esattamente?

“A Lunezia, nei pressi di Massa Carrara, in occasione dell’omonimo Premio quando, di fronte ad una folla di almeno settemila persone, ci siamo lanciati in due brani: Io Confesso, che è una mia composizione, e Se Perdo Te della divina Patty Pravo. Il successo è stato tale e travolgente che mi sono detto: ‘Hey, forse qui sarebbe il caso di fare immediatamente un disco’… (ridacchia)”.

Questo ha cambiato in corsa i tuoi piani professionali, vero?

“Direi di sì, visto che a quel punto avevo il mio nuovo album d’inediti già scritto e in parte arrangiato. L’ho chiuso in un cassetto e, a questo punto, credo che se ne riparlerà a fine 2014. E mi sono messo, assieme ai ragazzi del Sinfonico, ad assemblare per bene Maledetto Colui Che È Solo. Che, da come la vedo io, resterà un unicum e, fino a prova contraria, non avrà un seguito. Prendila come una struttura sinfonica orchestrata da strumenti alieni e poco avvezzi al pop come l’ukulele, l’organetto, la marimba, ecc.”

Hai già ricevuto dei feedback in occasione delle cover scelte? Che so, la Fondazione De André, gli eredi di Ciampi, lo stesso Adriano Celentano…?

“Aspettiamo prima che esca il disco! (ride. N.B.: l’opera è in circolazione fisica e digitale dallo scorso 21 maggio, Ndr ) Scherzi a parte, Alberto Radius l’ho sentito via mail (nel CD compare la sua Nel Ghetto ripresa tanti anni fa anche dai torinesi Fratelli di Soledad, Ndr) e mi ha scritto che era molto contento della cosa. Poi andrò di persona da Dori (Ghezzi, Ndr) per farle sentire Ho Visto Nina Volare sperando che le piaccia. E devo dare una copia dell’album anche a Vinicio Capossela per captare il suo parere riguardo a Non è l’Amore Che Va Via”.

E poi ci sarebbe Patty Pravo della quale appunto hai suonato dal vivo Se Perdo Te, ma che stranamente non hai incluso nel disco…

“Ho dovuto lasciar fuori qualcosa, almeno altre sei-sette tracce, per far sì da avere una scaletta corposa in vista dei concerti estivi. Anzi, finita questa intervista, devo immediatamente prendere la macchina e filare dritto a Livorno a provare con il Sinfonico Honolulu almeno un altro brano dei La Crus (nell’album ci sta già la mega-classica Come Ogni Volta, Ndr), un paio di cose più nazional-popolari e dei brani decisamente ispirati dall’underground”.

Joe_fascione HP

Il prossimo 9 giugno sarai nel regno incontrastato degli hipster, alias il festival Mi Ami di Milano, e subito dopo di te salirà sul palco anche la già citata Patty Pravo: collaborazione in vista?

“Secondo te? (sorrisino) Patty è pazza nel senso positivo del termine, curiosa, coraggiosa, in passato ha fatto un album a cui collaborarono Manuel Agnelli e Marco Parente: per me, nel contesto del Mi Ami, ci starà benissimo e, se ci saranno le condizioni tecniche necessarie, è probabile che… (lascia la frase a metà e mi sorride nuovamente, Ndr)”

Che futuro si prospetta per il neo-cinquantenne Mauro Ermanno Giovanardi?

“Beh, spero tante belle date con il Sinfonico Honolulu. Poi quest’autunno ci saranno altre repliche in teatro di Chelsea Hotel, la piece sui miti americani e inglesi del rock interpretata da me e dal critico Massimo Cotto; nel 2014 arriverà il mio terzo album solista, poi magari dell’altro teatro con uno spettacolo tuttora da scrivere ed allestire. Chissà…”.

Sentito Fantasma, l’ultimo disco (fortemente sinfonico) dei Baustelle?

“Purtroppo no, negli ultimi mesi ero in studio a Lari, vicino a Pisa, per completare Maledetto Colui Che È Solo. Devo recuperarlo”.

La prima volta che l’ho ascoltato, così imponente negli arrangiamenti e cantautorale e “Tenco-style” nell’animo, mi è sembrato di risentirci dentro i La Crus di fine anni ’90…

“Lascia che ti racconti un aneddoto: nel ’96, ai tempi del primo album dei La Crus, concessi un’intervista a una webzine. Il giornalista, in quel caso, era Fabrizio Massara (colui che fu il primo tastierista dei Baustelle) mentre la fotografa che immortalò l’incontro era una giovanissima Rachele Bastreghi… Me lo ha confessato lei stessa una decina d’anni dopo, visto che io ovviamente non potevo ricordarmelo. Mi disse che quel giorno era talmente emozionata che non riuscì neppure a fare una foto decente! (risate)”

Mauro Ermanno Giovanardi – per gli amici “Joe” – presenterà in quel di Milano Maledetto Colui Che È Solo assieme al Sinfonico Honolulu il prossimo 31 maggio presso l’Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare (ingresso gratuito) e successivamente il 9 giugno all’interno della tre giorni meneghina dedicata al Mi Ami Festival.

Simone Sacco

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