Paramore, e alla fine restarono in tre… (l’intervista “playmilanese”)

Paramore - Main Pub - Pamela LittkyÈ sempre un bello spettacolo (giornalistico) quando gli americani – alias coloro che il music business l’hanno praticamente inventato da zero – si trovano nella condizione di spiegare, illustrare per bene, giustificare. Camminare abilmente su quel filo sottile che si estende tra diplomazia e senso della verità. Ecco perché aspettavamo i Paramore al varco. Una band, quella  proveniente da Franklin (Tennessee), già autrice di quattro album e simbolo assoluto per la generazione under-25 che vede in loro il gruppo pop-punk “contemporaneo” perfetto e maggiormente riconoscibile. Solo che gli autori di Riot! e Brand New Eyes, nel frattempo, hanno perso l’apporto prezioso dei fratelli Josh (chitarra) e Zac Farro (batteria), attorno ai quali il sound leggero e grintoso di questi ragazzi del South si era cementato fino ad ora. Fine della storia? No, i Paramore si sono raggruppati attorno ad un terzetto base (la rossa Hayley Williams alla voce, Taylor York alla chitarra e Jeremy Davis al basso) e da lì, modello Genesis di fine anni ’70, sono ripartiti sfornando un album eponimo (Paramore uscito lo scorso aprile) decisamente pop-oriented che ha fatto storcere il naso a qualche critico pernicioso (leggi la versione americana di Rolling Stone), ma che ha ampiamente soddisfatto tutto il resto degli States. Ok, il resto facciamocelo raccontare dagli stessi Hayley e Taylor che si presentano di fronte alla stampa il giorno seguente al loro concerto milanese che, di fatto, ha inaugurato la stagione dei live presso l’Ippodromo di San Siro. Concerto riuscitissimo dato che i fan della notte prima, non ancora domi, hanno aspettato i loro idoli stazionando direttamente fuori dal luogo dove si è tenuta quest’intervista…

Allora, come stanno effettivamente i Paramore dopo tutti gli sconvolgimenti professionali degli ultimi tempi?

“(Taylor York) Stiamo in forma. Alla fine abbiamo perso due componenti della band (i già citati Zac e Josh, Ndr) e, per superare tutto ciò, ci siamo lanciati alla ricerca di nuove forme espressive. Ci è andata bene, ci è andata male? Beh, diciamo che per quest’album volevamo prenderci dei rischi, ma i riscontri positivi da parte del pubblico intercettati durante questi nuovi concerti, compresa la data di Milano che è stata splendida, ci hanno fatto comprendere che la strada intrapresa era quella giusta”.

Però, al momento, restate ancora un trio privo di un batterista ufficiale (al momento i Paramore si esibiscono col turnista Illan Rubin, Ndr). Pensate di rimediare nei prossimi tempi?

“(Hayley Williams) Mmh, partiamo dal principio: abbiamo dovuto affrontare parecchi casini in questi ultimi due anni e solo il fatto di aver creato un album migliore degli altri, per me rappresenta già una bella vittoria da gustare… Ovviamente questo non vuol dire che ci piacerebbe vivere in un dramma costante anche quando dovremo incidere il prossimo! (ride) Mettila così: ora siamo nuovamente felici e quindi, quando ci sarà da registrare un disco ‘felice’, vedremo di affrontare anche il tema del batterista vacante…”.

“(Taylor) Già, al momento stiamo bene così e non avvertiamo l’urgenza di cambiare. Vedremo in futuro cosa succederà”.

Pensate onestamente che ‘Paramore’ sia un album che, a livello di liriche, si porti dietro troppi rimpianti?

“(Hayley) Wow, che domanda difficile! Passo la parola a Taylor…”.

“(Taylor) Rimpianti direi di no, ma considerazioni di vita vissuta sì. Sai, rimpianti non possiamo proprio averne. Che senso avrebbe se mi lamentassi perché stasera dovrò suonare la mia chitarra per due ore? In fondo non mi sono scelto un lavoro in ufficio dalle 9 alle 5, faccio il musicista in una rock band e questo è quanto”.

paramoreSentite, se vi faccio questa scansione temporale – i Blondie negli anni ’80, i No Doubt nei ’90 e i Paramore nel terzo millennio – voi a caldo cosa mi rispondete?

“(Hayley) Ah, la speranza è quella… (sorride) La cosa divertente, però, è che sono diventata fan dei Blondie soltanto un paio d’anni fa, prima non conoscevo neanche un loro pezzo, neppure quelli più famosi. Appena abbiamo scoperto che il nostro produttore Justin Meldal-Johnsen (uno che in passato ha suonato il basso per Beck e Nine Inch Nails, Ndr) era pure lui un ‘devoto’ di Debbie Harry e soci, abbiamo provato a trasferire un po’ di quel mood anni ’80-danzereccio nei nostri brani. I No Doubt? Ovviamente li rispettiamo tantissimo, ma noi veniamo dall’emo-punk melodico degli anni ’90, Sunny Day Real Estate e Jimmy Eat World, quel mondo lì insomma…”.

Questo però non vi ha impedito di realizzare una traccia funky come ‘Ain’t It Fun’: lo considerate finora il brano più coraggioso e sperimentale delle vostra intera carriera?

“(Hayley) Noi, musicalmente parlando, sentiamo un po’ di tutto nei nostri iPod perciò scrivere una canzone del genere non vuol dire svendersi, ma solo apprezzare le cosiddette big tunes! Ci abbiamo messo circa nove anni per arrivare a comporre delle linee funky così avvolgenti abbinandole a degli ottimi cori gospel nel finale. Ed ora fatecele godere! (ridacchia)”.

“(Taylor) Non voglio assolutamente fare paragoni, sia ben chiaro, ma anche i Daft Punk assieme a Pharrell Williams sono tornati con un singolo funky (Get Lucky, Ndr) altamente elettrizzante! Tutto ciò per dire che sarebbe figo fare qualcosa un giorno con Pharrell o i Daft Punk, ci piacciono da impazzire!”

“(Hayley) E pure Julian Casablancas non sarebbe male! Adoro gli Strokes!”

Ok, mi svelate qual è la domanda più noiosa che vi sentite rivolgere sempre riguardo ai Paramore? C’è un hashtag che proprio non sopportate?

“(Taylor) Guarda, quella che mi fa davvero alzare gli occhi al cielo è quando mi chiedono cosa si prova ad avere una ragazza come leader della band! (sghignazza) Scherzi a parte, mi fa piacere che questo ultimo disco abbia scatenato una marea di curiosità varie: qui in Italia chiedete certe cose, ad Amsterdam altre, a Londra altre ancora, ma tutto verte sempre sulla natura eterogenea di Paramore. E questo è cool!”.

Ultima domanda: dato che vi vedo belli carichi, avete già pensato al vostro nuovo album?

“(Hayley) Nooo! Abbiamo troppi concerti a cui stare dietro nei prossimi mesi. Di nuova musica non sappiamo ancora quando si discuterà…”

Vi sono piaciuti i Paramore all’ippodromo di Milano? Bene, allora la band originaria di Franklin replicherà il suo nuovo show italiano il prossimo 10 settembre a Bologna con una data già fissata al Paladozza. Prevendite ufficialmente aperte da qualche settimana.

Simone Sacco

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