The Trip goes to Atlantide: ritorno sul continente perduto del prog

the trip_1A colloquio tardo-mattutino, negli uffici della Sony, con Joe Vescovi (tastiere) e Furio Chirico (batteria) dei famigerati The Trip. Nome assolutamente di culto, quello della band nata in Inghilterra in piena esplosione Swingin’, prosperata in Italia fino al 1974 grazie alla fervida scena-rock di quei tempi e divenuta, col passare delle stagioni, uno dei nomi più rispettati dell’universo-progressive anche grazie a due album molto amati come Caronte e Atlantide (e proprio di quest’ultimo è appena in circolazione una super-ristampa con l’aggiunta di un concerto dal vivo registrato al ClubCittà di Kawasaki il 4 novembre del 2011). Pronti a stappare lo champagne e a celebrare la ricorrenza, allora? Non proprio, visto che un terzo dei The Trip – alias il bassista anglosassone Arvid ‘Wegg’ Andersen – è venuto a mancare a fine marzo 2012 lasciando un vuoto incolmabile sia nel cuore di Vescovi che di Chirico, ma anche la consapevolezza che dal ritorno nei negozi dello stesso Atlantide (un concept-album dall’impianto strumentale tuttora deflagrante) si possa e si debba in qualche modo ripartire. Cediamo a loro il microfono aperto di PlayMilano.

Cosa si prova, dopo tanto tempo, a rimettere piede su Atlantide?

“(Joe Vescovi) Innanzitutto una grande emozione, dato che sono passati 41 anni dall’uscita del disco. Però fammi immediatamente specificare che la nostra non è stata una speculazione sulla recente scomparsa di Wegg. I The Trip si erano già riuniti nel 2010 e stavano facendo le loro cose da un pezzo prima che lui venisse tristemente a mancare”.

“(Furio Chirico) Più che altro il nostro tributo a Wegg Andersen sta, non nella ristampa di Atlantide, ma nel live registrato in Giappone che abbiamo messo sul secondo CD. Penso che quel concerto a Kawasaki presso l’Italian Progressive Rock Festival sia stata un’ottima uscita di scena per un personaggio incredibile come lui. Lui che negli anni ’60 ha suonato con tutti gli dei della chitarra, escluso solo Jimi Hendrix. Pensa a un qualsiasi musicista che ha bazzicato lo Star Club di Amburgo o il Marquee della Londra psichedelica e sappi che Wegg, a quei tempi, era già lì in sua compagnia a jammare su un determinato brano. Sia che si trattasse di Ritchie Blackmore, Alvin Lee, Eric Clapton, Screamin Lord Sutch, ecc.”.

La reunion dei The Trip non è una faccenda recente, vero?

“(J.V.) In realtà a me hanno iniziato a chiedermelo fin dalla fine degli anni ’80! (ride, Ndr) Solo che, pur non escludendo mai la cosa, aspettavo sempre che capitasse il momento giusto. Ci abbiamo provato seriamente anche nel 1998 solo che poi Wegg ebbe un serio incidente cadendo da un’impalcatura e anche lì abbiamo dovuto mettere tutto miseramente in stand-by. Almeno fino al 2010”.

the trip_2Perché siete ripartiti proprio da Atlantide (1972) e non avete seguito l’esatto ordine cronologico che prevedeva prima The Trip (1970) e Caronte (1971)? Per non dire del vostro canto del cigno Time Of Change del ’73…

“(J.V.) Si è trattata di una pura e semplice combinazione. Abbiamo ripreso i contatti con la Sony solo a gennaio/febbraio di quest’anno e, quando si è messo tutto nero su bianco, eravamo già in ritardo di un anno sul quarantennale di Atlantide! (ridacchia, Ndr) Ah, averlo saputo prima che Renato Meli, uno dei discografici più preparati in quest’ambiente e nostro vecchio amico da circa tre decadi, lavorava proprio in questa multinazionale…”

“(F.C.) Diciamo però che il ‘bisticcio cronologico’ – se mi passi il termine – ci è servito per amalgamare meglio la band dopo la triste dipartita di Wegg. Ora difatti siamo un quartetto/quintetto grazie alle collaborazioni di Fabrizio Chiarelli e Angelo Perini che ci hanno donato un tiro decisamente più rock”.

Mettiamo che il “nuovo” Atlantide venda (discretamente) bene…

“(J.V.) Beh, non dovrei dirtelo, ma se le cose dovessero seguire un certo percorso commerciale, aspettati una ristampa di Caronte già per l’anno prossimo! Magari con un altro CD allegato, stavolta pieno di materiale raro e forse pure con qualche altra sorpresina in più…”.

Stupiti che il prog dei tempi d’oro (1969-1974) faccia tuttora presa anche sulle nuove generazioni? Dunque questi ragazzini non sentono solo l’hip hop italiano.

“(F.C.) Stupiti fino a un certo punto. In fondo gli americani Dream Theater esistono da oltre 20 anni e, se non fosse stato per loro e pochi altri discepoli come Porcupine Tree e Flowers King, magari tutto questo interesse per il progressive oggi non ci sarebbe stato. Voglio dire: dei Dream Theater puoi dire tutto il bene o il male di questa Terra, però è indubbio che il prog e un certo modo di fare rock non legato alle classifiche lo abbiano condotto loro, John Petrucci e soci, nel terzo millennio”.

“(J.V.) Siamo molto contenti che quella che negli anni ’70 era vista solo come musica pop, ora sia diventata cultura a tutti gli effetti. Noi, d’altronde, non lo abbiamo mai messo in dubbio e ci abbiamo sempre creduto”.

Quanto furono importanti Emerson, Lake & Palmer nell’evoluzione dei The Trip in versione power-trio? Prima difatti eravate un quartetto di post-beat psichedelico…
“(J.V.) Non tantissimo, nonostante le mille apparenze. Io ad esempio, essendo tastierista, ho sempre seguito con grande attenzione il Keith Emerson solista o come leader dei The Nice ma, a distanza di quattro decenni, posso affermare che la nostra fu una strada oltremodo personale”.

“(F.C.) Al massimo un debito di riconoscenza dovremmo rivolgerlo ai Procol Harum perché i The Trip hanno sempre avuto quest’anima blues mischiata a delle forti tentazioni orchestrali. E gli autori di A Whiter Shade Of Pale e A Salty Dog sono sempre stati l’esempio più riuscito e celebrato del cosiddetto rock sinfonico”.

La carta estera – a differenza della PFM o del Banco del Mutuo Soccorso – però i The Trip non l’hanno mai calata…

“(J.V.) Il fatto è che stavamo bene con la RCA italiana e loro, dopo la sbornia-pop degli anni ’60, avevano capito che dovevano investire anche in territori più rock e così hanno trovato noi… Quando sono andato negli Stati Uniti, anni dopo lo scioglimento della band, bazzicavo i negozi di dischi e trovavo regolarmente gli album dei The Trip tra quelli dei Tangerine Dream e dei Traffic… Insomma, la nostra musica oltreoceano girava eccome, tant’è che in Giappone ci vedono tuttora come delle rockstar! (ride, Ndr)”

the trip_3Senti Joe, ma dopo la fine dei The Trip e durante il tuo periodo di turnista di lusso per Dik Dik e soprattutto Umberto Tozzi, non ti è mai venuto voglia di metterci un po’ di moog in più dentro le loro composizioni easy-listening?

“(J.V.) Beh, io dal vivo ci provavo ad ogni occasione, ma dovevi vedere che occhiatacce storte mi lanciavano i Dik Dik! Umberto, invece, l’assolo personale te lo concedeva sempre e lì ti assicuro che si faceva pure del grande rock… Una volta eravamo in Canada per una data importante e dei giornalisti locali ci dissero: ‘Umberto Tozzi is cool! He’s the real italian Bryan Adams!’. E difatti, con quei capelli rossi e la chitarra Fender al collo, il paragone non era nemmeno così azzardato…”.

A quando una data a Milano dei The Trip?

“(F.C.) Speriamo quest’autunno/inverno in qualche bel teatro, ci lavoreremo a breve col nostro manager… Al momento abbiamo fissato un concerto il 2 agosto al Piper 2000 di Viareggio e, da lì in poi, vi terremo sicuramente informati”.

E di pezzi nuovi ne avete già parlato tra di voi?

“(J.V.) C’erano un bel po’ di idee in vista di un album assieme a Wegg Andersen, ma la sua scomparsa ha fermato il processo compositivo. Ma tranquillo che non ci arrendiamo…”.

“(F.C.) Già, speriamo nel 2014 di far uscire un album di inediti, oltre che la ristampa di Caronte. Sarebbe un bel gesto nei confronti di un caro amico che non c’è più”.

La ristampa di Atlantide è disponibile nei migliori negozi di dischi sia in versione doppio CD che doppio vinile a 180 grammi con allegato un bel concerto nipponico di Vescovi e company. Se vi è piaciuta l’intervista ai The Trip, a questo link trovate anche la nostra recente chiacchierata col Banco del Mutuo Soccorso.

Simone Sacco

TheTrip_Atlantide

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