Sorteggi Champions League 2013-2014: “profumi” dal Principato

Coppa Grandi OrecchieMonte Carlo – Ammettiamolo: non è stata una vigilia serena e rilassata quella che ha accompagnato l’arrivo del Milan direttamente nell’urna di Monte Carlo per la formazione dei gironi eliminatori della Champions League 2013-2014 la cui finale si terrà il prossimo 24 maggio nella cornice del prestigioso Estàdio da Luz di Lisbona. E, a scanso di equivoci, scriviamo in primis Milan invece che Juventus o Napoli (a proposito, complimenti pure a loro per essere giunte tra gli ambiti bussolotti del Grimaldi Forum) solamente perché questo sito si chiama PlayMilano e l’undici rossonero sarà, per l’anno in corso, l’unico team meneghino impegnato nelle coppe europee. Tutto qui, il tifo non c’entra, il diritto di cronaca magari sì.

Ma torniamo alla vigilia “agitata” del Diavolo. Prima il match di San Siro con il PSV Eindhoven (andata in Olanda 1-1) caricato di tante, troppe pressioni per via dei circa 30 milioni di euro in palio per l’ingresso nella fase finale del trofeo dalle grandi orecchie. Poi la vittoria, convincente, per 3-0 (Balotelli e doppio Boateng) sporcata dalle dichiarazioni post-partita di mister Allegri (“Magari domani mi dimetto e me ne vado sul gommone a Livorno”, ultima frontiera dei metaforici sassolini nella scarpa…) seguite subito dall’acqua gelida di Adriano Galliani (“Quella di Allegri era solo una battuta”) ovviamente intento a spegnere ogni focolaio di polemica. Infine le insistenti voci di mercato (sempre di più confermate a Monte Carlo dalla voce dell’AD bianconero Beppe Marotta) sull’arrivo dell’attaccante Alessandro Matri a discapito del buon rendimento di un ritrovato El Shaarawy nelle due gare con lo stesso PSV (“Al Milan stiamo bene così, non abbiamo bisogno di nessun altro”, le parole del diretto interessato a fine partita). Quindi riassumendo: notte burrascosa in attesa di un soleggiato pomeriggio monegasco che, vada come vada, terrà impegnata la compagine di via Turati almeno fino al prossimo dicembre. Poi o saranno ottavi di finale o ripescaggio in Europa League. Oppure arrivederci all’anno prossimo.

Ma torniamo al calcio giocato. Come ormai saprete tutti, dal “draw” della Costa Azzurra sono capitate al Milan due avversarie di assoluto blasone (perlomeno a livello storico…) come il Celtic Glasgow (che scenderà in campo a San Siro il prossimo 18 settembre per il debutto dell’avventura rossonera) e l’Ajax di Amsterdam, oltre al solito Barcellona che dal 2011 ha già affrontato ben quattro volte Balotelli e soci uscendone sconfitto in un’unica occasione (il 2-0, peraltro inutile, dello scorso febbraio) e si candida fin d’ora – nonostante il cantiere aperto  messo in atto dal nuovo allenatore Gerardo “Tata” Martino – a (stra)vincere a mani basse il girone H. Nonostante qualcosa scricchioli pure dalle parti del Camp Nou e il pluri-pallone d’oro Lionel Messi abbia appena ceduto al collega Franck Ribèry il titolo di “miglior giocatore UEFA” per quel che riguarda la stagione appena passata. Giusto così: il francese ha fatto faville negli ultimi dodici mesi portando di diritto il Bayern Monaco (dopo tanti bocconi amari) alla vittoria della sua quinta Champions League, mentre l’argentino, in quanto a trofei personali, è sempre più a rischio-indigestione molesta.

Il Celtic (rappresentato al Grimaldi Forum dall’attempato Billy McNeill che, nelle vesti di capitano dei biancoverdi, l’allora Coppa Campioni la sollevò sul serio nel giurassico 1967…), d’altro canto, si dimostra compagine sicuramente più alla portata della incasinata squadra di Allegri (che proprio in queste ore ha ceduto un tassello importante come Kevin “Prince” Boateng allo Schalke 04), ma attenzione alle incursioni del greco Georgios Samaras e alle notevoli motivazioni che uno come mister Neil Lennon è sempre pronto a infondere nei suoi giocatori. E da questo punto di vista ne sanno qualcosa sia Iniesta e compagni clamorosamente sconfitti al Celtic Park l’autunno scorso (ricordate le lacrime di Rod Stewart in tribuna?) che i poveri “minatori” dello Shakhter Karagandy distrutti pochi giorni fa per 3-0 nei preliminari di Champions con lo stesso Celtic che partiva da un rognoso 2-0 sul groppone. Ebbene sì, ci vorranno muscoli saldi e grande, grandissimo cuore.

Champions League_HPResterebbe infine l’Ajax, una nobile decaduta del calcio continentale, divenuta nel frattempo “maggiorenne” per quanto riguarda la mera lontananza temporale dai grandi trofei (la sua ultima Champions risale al lontano 1995, ben diciotto anni fa, vinta guarda caso proprio contro il Milan…), ma pur sempre meritevole di ogni forma di “respect” (come consiglia sempre e comunque l’UEFA). Eppure a naso i ragazzi di Frank De Boer (passato alla Storia per i suoi due rigori sbagliati contro l’Italia nella semifinale di Euro 2000) sembrerebbero essere i contendenti meno accreditati del girone H. A maggior ragione se uno ascolta (e decifra) le argute parole di una leggenda vivente come Johan Cruyff intercettato a caldo nella mixed-zone subito dopo lo svolgimento dei sorteggi. Interpellato da un collega catalano il Profeta del Gol ha confermato che il gruppo H “profuma di passato per la presenza di nomi storici come Celtic, Milan e Ajax” stando ben attento però a non inserire nella lista anche l’undici blaugrana. Ovviamente il divino Johan non voleva mancare di rispetto a nessuno, ma allo stesso tempo è fuor di dubbio che l’aristocrazia del calcio europeo continui oggigiorno a preferire nomi tedeschi, spagnoli, inglesi e perfino portoghesi (Porto e Benfica, entrambe in prima fascia) quando si preannunciano grandi imprese o coppe da mettere in bacheca. Cruyff, per la cronaca, era a Monte Carlo per ricevere direttamente dall’UEFA la donazione di un milione di euro che serviranno alla sua fondazione benefica (www.cruyff-foundation.org) a costruire in Europa sei campetti da calcio destinati a riportare la gioia a molti ragazzi sfortunati. L’ennesimo tocco vincente dell’immortale numero 14.

Nobiltà europea lontana dai confini italiani, si diceva poco fa. Ragion per cui escono soddisfatte dall’urna del Forum pure la Juventus (decisamente buono il gruppo B con gli abbordabili Galatasaray – ma occhio ai mai domi Sneijder e Drogba… – e Copenhagen oltre alla sfida di cartello con il Real Madrid dell’ex Ancelotti) e il Napoli. Che avrà si beccato avversari ostici e imponenti come il Borussia Dortmund (finalista a Wembley lo scorso maggio), l’Arsenal di Lucas Podolski e l’outsider Olympique Marsiglia, ma contate pure che i partenopei partivano dalla quarta fascia (la più a rischio) e di più non si poteva sperare. Poco male: la creatura di De Laurentis & Bigon sfoggia in panchina una garanzia come Rafa Benitez (vincitore della Champions nel 2005 e dell’Europa League nel 2013) e in campo un acquisto favoloso come Gonzalo Higuaín. No, il gruppo F non profuma di passato ma – citando mister Jurgen Klopp direttamente in quel di Dortmund – “è un girone geniale”. E sportivamente attraente, aggiungiamo noi. Si comincia tra il 17 e 18 settembre. Buona Champions a tutti!

Simone Sacco
UEFA CL

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