Massimo Volume: “Il nostro primo dio, nel frattempo, è diventato Vic Chesnutt…” (l’intervista di PlayMilano)

mv_magliocchetti16©

Al telefono con Emidio Clementi, voce narrante da sempre dei Massimo Volume. E che voce profonda: ve lo siete beccati ultimamente, in versione-reading, con le letture del suo ultimo romanzo ‘Le Ragioni delle Mani’? Intensissimo, il buon Clementi: pare un elegante suonatore di bandoneón pronto a spendere un’ultima lode per il jazz degli anni ’50 prima della fine del mondo…

Ok, divagazioni poetiche a parte, Mimì mi chiama dalla sua Bologna per discutere di ‘Aspettando i Barbari’, l’ultimo sostanzioso album dei Massimo Volume dopo l’improvviso ritorno in pista del 2008 e la prova della completa maturità raggiunta con il bellissimo ‘Cattive Abitudini’ del 2010. Ora però è già tempo di una ennesima sfida sotto forma di un disco strano (quasi alla P.I.L. dei bei tempi), nervoso e totalmente d’impatto, nonostante il marchio di fabbrica sia sempre quello degli anni d’oro. Totalmente di qualità visto che, nell’epoca dei “nuovi rapper italiani” sfornati con la velocità di un caffè espresso nel più lurido bar dell’impero, i Massimo Volume hanno realizzato appena sei dischi in oltre vent’anni di storia. Chi va piano (e tiene profondamente a ciò che fa…), finisce sempre per profumare di incontestabile nobiltà.

Dunque, questo è il vostro secondo album post-reunion. In pratica la band è tornata definitivamente in corsa come ai vecchi tempi di ‘Lungo i Bordi’ (1995) e ‘Da Qui’ (1997). Volevo perciò sapere se avete notato delle differenze significative tra la gestione anni ’90 dei Massimo Volume e quella, probabilmente più matura e consapevole, di questo terzo millennio…

“Paradossalmente le cose sono cambiate pochissimo nonostante nel frattempo l’industria discografica sia crollata di botto e le vendite dei CD – e te lo dico da componente di un gruppo che non ha mai avuto a che fare con la parte alta delle classifiche… – siano ancora più ridimensionate e ridicole rispetto a due decenni fa. Però all’epoca ce la prendevamo parecchio se il circuito dei locali in cui suonare era più o meno sempre lo stesso. O se i nostri dischi non raggiungevano almeno quel determinato numero di copie smerciate. Insomma, stavamo spesso incazzati…”.

Eravate più ambiziosi.

“Sì, mentre oggi siamo più consapevoli (come dici tu) e di conseguenza disincantati. Ma ti assicuro che per i Massimo Volume è meglio non dedicarsi più ai voli pindarici. Risulta oltremodo utile sapere alla perfezione che, nell’autunno del 2013, questa è una professione dura e faticosa, ma pur sempre sospesa a metà tra il lavoro e l’hobby.”

Lucido, come al solito.

“Cosa vuoi farci? Siamo orgogliosi di suonare questa musica e abbiamo un profondo rispetto per la nostra preziosa nicchia di ascoltatori, ma è logico che non possiamo fare programmi a lunga scadenza. Visto che noi non siamo né pop-star né una formazione ‘classica’ con un seguito di fan enorme su cui poter contare”.

‘Aspettando i Barbari’ è il primo album dei Massimo Volume in cui non compare il vostro nome in copertina: solo un caso oppure non volevate “deturpare” quella splendida (e un po’ lugubre) opera firmata da Ryan Mendoza?

“Beh, un’estrema cura nei confronti delle pennellate di Mendoza ce l’abbiamo sicuramente messa! (ride) E poi tanti altri gruppi prima di noi (tipo i Led Zeppelin del quarto album, giusto per citare un esempio clamoroso. Ndr) sono passati attraverso quello stratagemma del cancellare il proprio logo. Per me dà più forza alla musica che vuoi irradiare e comunque, scrivere ‘Massimo Volume’ sul cellophane che avvolge il CD, alla fine ci sembrava un giusto compromesso”.

Quesito da nerd: ma tu lo sticker lo conservi ogni volta che apri un disco nuovo?

“No, io butto via tutto, a volte anche l’album se non mi piace! (ridacchia) Vittoria (Burattini, la batterista. Ndr) invece è scrupolosissima su questi rituali e appiccica sulla copertina tutti gli adesivi d’accompagnamento”.

mv_magliocchetti11

Senti, è stato strano per te iniziare il disco con ‘Dio delle Zecche’? Praticamente si può parlare di una “pseudo-cover” visto che il testo, per una volta tanto, non è firmato da Emidio Clementi bensì dal poeta Danilo Dolci…

“Sì, un po’ bizzarro lo è stato, ma non c’erano alternative: quel pezzo poteva stare solo lì, in cima alla track-list. Si tratta di un brano molto particolare: asciutto, freddo, con una nota tenebrosa di synth che lo accompagna fin dal principio”.

A proposito: intrigante l’idea di aggiungere un po’ di elettronica al vostro consueto suono (ultra)chitarristico…

“Già. L’importante è stato, come ci siamo detti in studio, che synth e tastiere dessero un colore a certi pezzi senza forzature, mode o estremismi di sorta. E poi, nel complesso, anche ‘Aspettando i Barbari’ resta il consueto disco dei Massimo Volume con tante belle chitarre che esplodono al momento giusto. Perfino più duro del previsto, se vuoi. Tant’è che me lo immagino piuttosto impegnativo e faticoso (dal punto di visto fisico) da suonare dal vivo.”

L’ultima volta eseguiste ‘Cattive Abitudini’ integralmente durante i primi mesi del tour promozionale: pronti a ripetere l’esperimento con ‘Aspettando i Barbari’ fin dalla prima data di Ravenna del prossimo 31 ottobre?

“Non ne abbiamo ancora discusso con scrupolo (l’intervista si è svolta ai primi di ottobre, Ndr), ma credo di no. Nel senso che l’album nuovo è probabile che sarà suonato nella sua interezza, ma non di fila. Ci piazzeremo dentro altre canzoni del nostro passato.”

mv_magliocchetti02

Sicuramente un pezzo come ‘Vic Chesnutt’ (dedicato allo sfortunato cantautore alternativo di Athens, amico di Michael Stipe e deceduto nel 2009) vi sarà impossibile escluderlo. A me, come pathos, ha ricordato sia il Jim Carroll di ‘Wicked Gravity’ che citavi in ‘Inverno ’85’ o addirittura l’Emanuel Carnevali de ‘Il Primo Dio’…

“In effetti qualche analogia c’è… Però mi spiace che qualcuno abbia già mosso delle critiche negative proprio nei confronti di quel brano: voci provenienti dal web mi riportano che ho adoperato delle liriche troppo cupe e stentoree, che forse ci sarebbe voluta più dolcezza nei confronti di Chesnutt e della sua condizione fisica (Vic era costretto ad esibirsi sulla sedia a rotelle, Ndr)… Mah! Ammetto la cadenza marziale del pezzo, la sua durezza stilistica, ma il nostro è stato solo un omaggio-tributo animato dalle migliori intenzioni. Tutto qui.”

Mi sono tenuto questa domanda giusto tra le ultime: perché quel gerundio “Aspettando”, Mimì? Non pensi che i “Barbari” del titolo (a parte l’ovvio riferimento al libro di Kavafis) siano già arrivati? E stiano banchettando da un bel po’ di tempo in questa povera Italia contemporanea…?

“Con quel titolo ci tenevamo a sottolineare un concetto di attesa imminente, non si sa se positiva o negativa. L’importante per noi era evocare una routine spezzata, qualcosa che prima non c’era ed adesso finalmente c’è. O si trova giusto dietro l’angolo, pronta ad irrompere sulla scena…”

Quindi, in ambito Massimo Volume, cosa ci conviene aspettare a breve?

“Il tour! (ride) Scherzi a parte, tra poco uscirà un libro a fumetti ispirato dall’ascolto dei testi di ‘Cattive Abitudini’. Se ne occuperà Gianluca Costantini, un amico della band e un ottimo artista visivo”.

E invece il disco che hai tenuto di più nello stereo ultimamente è… ? Rispondimi ancora a questa domandina facile facile e poi sei libero di tornare ai tuoi impegni col gruppo.

“Un ottimo album: quello che Gil Scott-Heron ha realizzato in compagnia di Jamie degli XX prima di lasciarci per passare a miglior vita. Si intitola ‘We’re New Here’, non è recente (è del 2011, Ndr), ma mi sta appassionando in maniera fortissima”.

I Massimo Volume, come già ricordato all’interno dell’intervista, daranno il via alla tournée di supporto ad ‘Aspettando i Barbari’ con una data in programma al Bronson di Ravenna il prossimo 31 ottobre, in pieno Halloween-style. In Lombardia saranno il 15 novembre alla Latteria Artigianale Molloy di Brescia e il 5 dicembre al Magnolia di Segrate, alle porte di Milano. Gli altri show finora confermati li trovate tutti a questo link. Buona attesa…

(Le foto dei Massimo Volume sono opera di Ilaria Magliocchetti Lombi).

aspettando-i-barbari

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.