Sig. Brainwash Diamond Edition: Fedez e l’arte di (non) accontentarsi

fedez_2Così come ha fatto il pieno di tattoo, così vorrebbe fare ora con la sua ultima creatura, amata e coccolata quanto può esserlo un disco che, conti alla mano, gli ha permesso di entrare di diritto nel club di chi conta oggi nell’hip hop italiano. Non che il quel consesso siano tutti benvenuti, né che tra i suoi membri corra sempre buon sangue, ma bussare alla porta sventolando una certificazione da doppio disco di platino, beh, è una presentazione che non concede grandi repliche.

Fedez ha pubblicato la diamond edition di “Sig. Brainwash. L’arte di accontentare“, album uscito lo scorso marzo. «Un oggetto-feticcio per i fan» – dice – «e proprio per questo ho sentito l’obbligo di farne un prodotto che valesse, che ne giustificasse l’acquisto». Così, l’album si trasforma in un cd con tre pezzi inediti – “Nuvole di fango”, il singolone con Gianna Nannini, “Cambia” e “Questa vita”, con il featuring di Sopreman – e i remix di “Cigno nero”, il brano cantato con la reginetta di X Factor 2012 Francesca Michielin, del classico “Faccio brutto” e di “Pensavo fosse amore e invece…”, opera di Roofio con ospite Guè Pequeno.

Non solo, pezzo forte della confezione è il dvd “The Dream Comes True”, raccolta di immagini di backstage, live e interviste esclusive, alle cui riprese e montaggio ha messo mano direttamente Fedez. Ma questo non è una novità. Federico Lucia – questo il vero nome – è da sempre molto coinvolto in tutto il processo di produzione, una dedizione figlia della sua stessa natura di star nata dal basso, dalla Rete e dall’autopromozione. Cosa che in questi anni, e ancor prima di arrivare a pubblicare per una major come Sony Music, gli ha procurato numeri da capogiro, fan scatenati e detrattori col coltello tra i denti, proprio come vuole il protocollo del buon rapper 2.0.

«Mi occupo in prima linea del mio business», afferma Fedez, «in tutto e per tutto. Sto attento alle vendite, osservo bene dove vendo di più e dove di meno. Se devo fare flop preferisco che la responsabilità sia solo mia e non di qualcun altro che ha deciso per me. Voglio dire, come rompo le palle io non le rompe nessuno, e qui in Sony lo sanno bene», ride Fedez. Le avrà rotte anche per portare a termine la collaborazione con Gianna Nannini? Di sicuro, conferma Fedez, il suo rapporto con lei è andato cementandosi sul piano della stima reciproca. «Gianna comprò il disco con tutti i pregiudizi contro il mio status di rapper teen idol», racconta. «Ma ascoltandolo si è ricreduta. Lei è un mito, estroversa, esuberante, fuori di testa nel senso migliore del termine. E soprattutto non è supponente». Con “Sig. Brainwash” Fedez ha raggiunto un equilibrio stilistico, che non è puramente hip hop («Quello non lo sono da un po’», dice) perché vicino a una sensibilità tutta pop, che sa comunicare con i suoi giovanissimi fan, una fascia di «pubblico che ho imparato ad amare. Si parte teen idol, si cresce insieme» e si arriva… chissà. «Io non so se ho talento. Uno come Marracash scrive sicuramente meglio di me, eppure vende meno». Insomma, Fedez vende. E questo è sicuramente talento.

Marco Castrovinci

Articolo pubblicato su L’Unione Sarda del 26 novembre 2013

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