“Two Fingerz V”, Danti, Roofio e il disco per tutti

TWO FINGERZ_1Se in passato, all’epoca del ritorno/approdo nella grande famiglia Sony Music, avessi chiesto loro un approfondimento sull’hip hop o un paio di coordinate per individuarne la collocazione all’interno della scena, avrebbero risposto di considerare il rap un linguaggio come un altro e che i loro ascolti e riferimenti sono sempre stati italianissimi, dai maestri della canzone ai nostri campioni del pop. Col nuovo “Two Fingerz V”, uscito ieri, Danti e Roofio scoprono ancor più le carte, pubblicando un disco che vale «un piccolo cambiamento, meno ironia e voglia di avvicinarsi alla gente della nostra età, trent’anni o giù di lì, arrivando a una giusta sintesi e parlare a tutti». Sintomi già manifesti, ad esempio in pezzi passati come “Burattino” – «che colpisce un po’ più allo stomaco, piaciuto molto ai fan» – o “Come le vie a NY”. Non manca «la parte dance, quella tamarra», ma viene affiancata senza timore da ritmi e bpm più lenti, in una svolta che i Two Fingerz individuano nelle tracce “Ciao”, “Ridere di me” (un omaggio a Vasco), “Amami” e “La cassa dritta” con Fedez, ospite nel disco insieme a Ensi e Baby K. «Non mi interessa che genere, non mi interessa che razza, non mi interessa che cosa, se mi piace mischio e basta», rivendica Danti in “Una bomba atomica”, ed è proprio quello che è “V”. Album che porteranno in giro da aprile in sole 5 date live tra Milano, Torino, Roma, Lecce, Catania.

Marco Castrovinci

Articolo pubblicato su L’Unione Sarda

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