“Oculus”: l’horror si guarda allo specchio… e si fa paura!

JE3_4956.NEFEra un cortometraggio, oggi è un film. L’idea era a tal punto buona che – da horror minimalista, ambientato in un’unica stanza bianca, con un solo personaggio e un budget di soli duemila dollari – ha cambiato taglia, allargato le spalle, e si è trasformato in uno dei film che promettono di rendere terrificante questa primavera nelle sale italiane. Atteso in Italia  (in anteprima mondiale!) dal 10 aprile, “Oculus” di Mike Flanagan (co-sceneggiatore con Jeff Howard nonché regista) è dunque il fratello maggiore di un prodotto che, nell’ormai lontano 2005, vinse una dozzina di premi nei festival di tutto il mondo. Che poi Flanagan sia nato a Salem, Massachussettts (città che per gli amanti dell’horror vuol pur dire qualcosa….) e che negli anni a seguire abbia realizzato un’opera come “Absentia”, piccolo titolo di culto che ha finito per generare molta più paura di quanto costasse (70.000 dollari di budget), bè, può solo servire da positivo indizio per capire che il tipo, con il terrore, ci sa fare.

 L’idea, geniale, è quella di rendere il killer della storia uno… specchio. Il quale non è, prevedibilmente, una porta del male, bensì il male stesso. Un oggetto che ha una coscienza e determinati letali poteri. A questa felice intuizione, Flanagan aggiunge una struttura narrativa e un montaggio non solo efficaci, ma contenutisticamente perfetti. Sì perché la trama giustappone flashback nel passato e momenti nel presente con un’alternanza dapprima dilatata, e progressivamente sempre più ravvicinata (fino ad arrivare a un climax dove passato e presente, con i protagonisti bambini e adulti, si intersecano occupando simbolicamente gli stessi spazi) evocando nei contenuti un classico del genere horror letterario come “Il pozzo e il pendolo” di Edagr Allan Poe: la storia, in pratica, segue l’esatto meccanismo del famigerato “pendolo di Focault” (una lama dondolante sopra la vittima). Tanto più che, come potrà realizzare chi vedrà il film, una sorta di pendolo ha pure un ruolo fondamentale nella trama.

La storia è quella della famiglia Russell, colpita anni addietro da una tragedia che ha segnato per sempre la vita dei due fratelli sopravvissuti: in un eccidio incomprensibile, infatti, i genitori di Tim (Brenton Thwaites, noto per Maleficent) e Kaylie (Karen Gillian – Doctor Who, Guardians of the Galaxy) avevano trovato la morte, e Tim, praticamente bambino, era stato arrestato per omicidio, per aver sparato al padre. Quando, ormai adulto, il giovane lascia il carcere, il suo desiderio sarebbe di dimenticare tutto e rifarsi una vita, ma la sorella intende, come si dice, “chiudere il caso”. L’idea di Kaylie è quella di tornare nella casa della carneficina, e ripetere le condizioni che portarono al tragico evento del passato. Mettendo al centro di tutto, il responsabile, il vero killer e cioè… lo specchio  che i genitori avevano acquistato, e che portava con sé una maledizione. Per non rovinare il divertimento agli spettatori, dobbiamo fermarci qui, limitandoci a dire che ad andare in scena è una terrificante sfida tra lo specchio e i due ragazzi.

Flanagan dosa con maestria horror e thrilling, usando con parsimonia il sangue e l’estetica “splatter”, puntando maggiormente sulla tensione psicologica (un elenco di fobie assodate nell’uomo: mangiare vetro, perdita della ragione, crimini in contesto famigliare, presenze soprannaturali, unghie e denti rotti, etc…) e su alcune buone e consolidate regole visive. Certo, la riuscita di tutta l’operazione risiede, come detto, nel “come” viene narrata, perché quanto al “cosa”, bè, la presenza maligna che mina l’equilibrio famigliare e porta progressivamente alla follia la propria vittima è qualcosa di ampiamente sperimentato. E basti per tutti un titolo leggendario come “Shining” di Stanley Kubrick (citato anche in una scena in cui il papà scrittore nella storia scrive ripetutamente il nome di una supposta amante su un foglio). Se si vuole comunque badare al sodo, l’intento primario di “Oculus”  – quello di generare paura – riesce alla grande.

Ferruccio Gattuso

Oculus
Regia: Mike Flanaganen
Cast: Karen Gillan, Brenton Thwaites ,Annalise Basso
Distribuzione: M2 Pictures
Uscita nelle sale:  10 aprile
Voto: 8/10

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