“Song’e Napule”: i Manetti Bros. griffano una commedia “gangsta”

DSC_0469def_Giampaolo Morelli e Alessandro Roja_foto di Barbara OizmudA Napoli, oggi, Paco Stillo (Alessandro Roja) è un bravo ragazzo, forse un po’ goffo, certo timido, diplomato in Conservatorio in pianoforte. E siccome un lavoro proprio non riesce a trovarlo, pensa bene di sfruttare l’unica raccomandazione che ha, in Polizia. Il Questore Vitali (Carlo Buccirosso) lo assume e lo sbatte dietro una scrivania. Un giorno, però, le cose cambiano radicalmente: il commissario Cammarota (un ottimo Paolo Sassanelli)  –  un duro che vive quotidianamente sul fronte anti-criminalità e che non ha esitazioni a “sporcarsi le mani” pur di incastrare qualche camorrista – ha bisogno di lui. Paco sa suonare il piano e proprio per questo può svolgere un delicato ruolo da infiltrato, che può portare alla cattura dell’inafferrabile O’ Fantasma, un boss camorrista la cui unica foto esistente è in epoca scolare (e nemmeno noi, per mantenere la suspense, vi diciamo chi lo interpreta). Il boss sarà presente al matrimonio della figlia di un amico, il gangster “Mazza di Ferro” (Franco Ricciardi): la band che deve esibirsi alla festa, quella della star del melodico napoletano Lollo Love (Giampaolo Morelli), ha appena perso un tastierista e sta facendo provini. Paco deve entrare nella band, partecipare al matrimonio, riconoscere O’ Fantasma e segnalarlo ai colleghi. Entrato nella band di Lollo, però, Paco si affeziona a lui e alla bella sorella Marianna (Serena Rossi, volto noto della fiction, in titoli come “Olivetti”, “Caruso” e “Il clan dei camorristi”). Il dramma ora è tutto nell’immediato futuro: quando l’operazione sarà finita, Paco avrà deluso i suoi nuovi compagni…

Con “Song’E Napule” – in uscita nelle sale il 17 aprile – iManetti Bros (Zora la Vampira, Piano 17, Paura 3D) sfornano una commedia al sapore “gangsta” che, sin dalle prime battute, fa comprendere come la coppia romana composta da Marco e Antonio Manetti abbia senza dubbio una marcia in più rispetto all’asfittica inerzia che muove l’80% delle commedie italiane. I Manetti sono decisamente “altro” per come sanno trattare i temi che intendono narrare, per il ritmo che impongono ai loro film con un montaggio personale, per la loro agilità nel trattare i film di genere. L’idea di portarci nel mondo, assolutamente intrigante, dei cantanti neomelodici napoletani è validissima, così come quella di abbinarlo con una classica storia di operazione poliziesca sotto copertura. I lati deboli della sceneggiatura (peraltro quasi sempre servita da dialoghi ficcanti, firmata da Michelangelo La Neve) sono piuttosto quelli legati alla parte “romantica” della vicenda, dove Paco flirta con Marianna.  Alla fine, si potrebbe dire che il film ha due anime, una sicuramente migliore dell’altra. E che questa doppia anima si rispecchia simbolicamente nella colonna sonora: a una serie di graffianti brani di musica funky dal forte sapore “nero” fanno infatti da contraltare zuccherosi brani di genere melodico napoletano. Ma in fondo è anche questa la colorita, suggestiva grande anima di Napoli, un mondo a parte dove si tengono per mano furbizia e candore, commistioni musicali black dal ritmo coinvolgente e sinuose melodie da strapaese, buone intenzioni e criminalità. E la sensazione che si evince, da questo curioso “poliziottesco” tinto di commedia (o commedia tinta di “poliziottesco”, a seconda di come la si vuole vedere), è che i Manetti Bros Napoli la amino davvero.

Ferruccio Gattuso

Song’E Napule
Regia: Manetti Bros.
Cast: Alessandroa Roja, Giampaolo Morelli, Paolo Sassanelli
Distribuzione:  Microcinema
Uscita nelle sale:   17 aprile
Voto: 7/10

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