“In ordine di sparizione”: violenza e ironia tarantiniane nel freddo norvegese

In ordine di sparizione 06Un padre incazzato. Ma veramente incazzato. Nils (Stellan Skarsgård) sarebbe anche un tipo pacifico, uno di quelli che non chiede molto alla vita se non la tranquillità e quelle poche, salde cose che contano: la famiglia, un lavoro cui dedicarsi con costanza. La prima consiste in una moglie e un figlio, il secondo è mettersi a bordo di un enorme spazzaneve di ultima generazione, uno di quelli che prelevano quintali di neve dalla strada per spararla a lato, giù dai declivi montuosi. Il compito di Nils è liberare le strade –  a dire il vero, la strada – che collega la località dove vive, un luogo della Norvegia sperduto tra le montagne, e la grande città a valle. Cittadino modello, premiato persino con una bella targa, Nils è costretto a trasformarsi in un implacabile vendicatore quando suo figlio viene “casualmente” ucciso da una coppia di feroci gangster.

Questi sgherri sono agli ordini di un potente e psicopatico boss  – il “Conte” (Pål Sverre Hagen)- che si è diviso con una gang rivale di immigrati serbi il traffico di droga locale. Il “Conte” ha un giovane figlio, che cerca di accudire nonostante l’ex moglie (Birgitte Hjort Sørensen) lo combatta legalmente per ottenerne il completo affido. La vendetta di Nils marcia proprio come il suo spazzaneve: libera la strada dai gangster a colpi di arma da fuoco, di cazzotti, di strangolamenti, in un’ordalia di violenza inarrestabile. Nils vuole arrivare in cima, dal “Conte”, e quando scopre che il suo bersaglio ha un figlio, fate un po’ voi i conti. In tutto ciò, si inserisce anche l’intervento di Papa (Bruno Ganz), il boss rivale balcanico che deve vendicare (anche lui!) la morte di un figlio. La forza e la fortuna di Nils stanno proprio in questo: la sua missione sanguinaria si inserisce nel pieno di una guerra tra le due gang,  nata per equivoco proprio in conseguenza delle azioni di Nils. La forza di questo uomo costretto alla vendetta è esattamente quello di portare i criminali di professione su un terreno di imprevedibilità che li spiazza, e li indebolisce.

Accolto molto positivamente all’ultimo Festival di Berlino, “In ordine di sparizione” di Hans Petter Moland è un perfetto testo “tarantiniano”: dell’estetica del regista americano c’è molto, anzi moltissimo. Il fulcro narrativo della vendetta, la violenza senza censure, i dialoghi surreali (come quello in cui un gangster espone la tesi che “il sistema del Welfare non può funzionare nei paesi caldi”) e – particolare importante – un uso dell’ironia (e, a tratti, di una vera e propria comicità: come nel fantastico finale, che riserviamo a chi andrà al cinema) che rende questo film qualcosa di molto differente da un semplice gangster movie. A renderlo invece originale è senza dubbio l’ambientazione: il regista di Oslo usa le cime innevate della Norvegia, la neve incombente che torna a occupare le strade con implacabile costanza, per trasportarci in una condizione “lunare”, aliena ed estraniante. Non ci vuole molo a comprendere che la neve che condiziona i movimenti degli uomini è tutto ciò che è affine alla colpa e al peccato: soffice e vaporosa come la droga che viene trafficata dalle gang rivali, pronta a coprire i segreti e le impudicizie degli umani, oppure spazzata via dalle strade proprio come Nils spazza via i segreti dei boss e i suoi sicari. Storia di sentimenti primitivi (la vendetta innanzitutto), tesa come una corda di violino, ottimamente interpretata dai tre protagonisti maschili. E se Skarsgard e Ganz sono, per così dire, una certezza, stupisce la performance del giovane Pål Sverre Hagen nel ruolo del paranoico “Conte”. Un film per stomaci forti, ma la cui visione consigliamo.

Ferruccio Gattuso

In ordine di sparizione
Regia: Hans Petter Moland
Cast: Stellan Skarsgard, Bruno Ganz, Pal Sverre Hagen
Distribuzione:  Teodora Film
Uscita nelle sale:  29 maggio
Voto: 8/10

Poster_In ordine di sparizione

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