“3 Days To kill”: Kevin Costner agente segreto in stile “Die Hard”

3 daysL’inverno del nostro scontento. Forse è un po’ troppo crudele definire, con queste parole shakespeariane, la stagione presente della carriera di Kevin Costner. Ma è un fatto che l’attore e regista che ebbe in mano il mondo nei primi anni Novanta, oggi si barcameni in ruoli minori e in film senza troppe pretese. “3 Days To kill” di McG – in uscita nelle sale il 5 giugno – è quel che si definisce un thirller di scuola, dove le coreografie action sono senza dubbio la dote migliore portata in visione allo spettatore. Quanto alla cura dei personaggi e alla trama, non è che questo discreto mix tra giallo spionistico e commedia possa definirsi originalissimo: soprattutto perché il suo “taglio di sartoria”, passateci il termine non cinematografico ma efficace, è lo stesso che, qualche anno fa, cadeva a pennello sotto la mitica pelata di Bruce Willis. Stiamo ovviamente parlando della saga di “Die Hard”, la cui principale e fortunata caratteristica era proprio quella di calare l’Eroe in una situazione pericolosissima, per poi vederlo gestire sparatorie, esplosioni e combattimenti corpo a corpo in alternanza a situazioni di gestione famigliare. Talvolta, addirittura, sovrapponendo le situazioni.

Proprio come faceva Bruce Willis, dunque, il Kevin Costner calato nei panni dell’agente Cia Ethan Runner affronta un’organizzazione criminale ma al contempo gestisce una comune situazione di famiglia, e cioè quella del padre distante che d’improvviso deve recuperare il tempo perduto con una figlia divenuta adolescente (Hailee Steinfeld). Per capirci, Ethan può sfuggire ai killer per poi correre ad insegnare alla figlia Zoey  come si va in bicicletta, è capace di rimandare uno scontro a fuoco con dei sicari per essere puntuale alle giostre insieme alla pargola trascurata nei cinque anni precedenti, discute di come si deve educare la prole con un ostaggio padre di famiglia che, ogni tanto, rinchiude nel proprio bagagliaio, infiene obbliga un gangster italiano a spiegare la ricetta del sugo alla figlia, per telefono. Situazioni paradossali che, però, divertono e servono a stemperare la tensione che sale negli ottimi scontri a fuoco portati sullo schermo. La storia è semplice e diretta: dopo una vita da agente segreto, Ethan è stanco e malato (gravemente), vorrebbe andarsene in pensione ma, come di tradizione, lo attende un’ultima missione. A commissionargliela è la Cia attraverso una collaboratrice da urlo (Amber Heard, esplosiva dark lady spietata e ironica): se Ethan farà tutto per bene, eliminando a Parigi il sicario detto l’Albino (Tòmas Lemarquis) e chi sta sopra di lui –  il bossodetto “Il Lupo” (Richard Sammel) –   Ethan riceverà un farmaco sperimentale che dovrebbe allungargli la permanenza tra i vivi,  oltre a incassare un sacco di soldi e un’adeguata assicurazione/dote da girare alla giovane figlia, una volta morto.

La firma registica di McG è efficace ed essenziale a un tempo: action e commedia (con un pizzico di commozione: ad esempio quando Ethan insegna a Zoey ad  andare in bicicletta) vengono trattate con dovizia a colpi di coreografie esplosive e dialoghi ben calibrati. Come detto, il pensiero corre più alle pellicole di “Die Hard” che a un vagheggiato Tarantino, e nei titoli di testa iniziali, ben costruiti dopo un lungo prologo, il riferimento è tutto al cinema anni Sessanta. La co-produzione di Luc Besson non è casuale, e rimanda a tanti film d’azione girati dal cineasta francese. L’uscita pressoché estiva del film ci pare la cosa giusta.

Ferruccio Gattuso

3 Days To Kill
Regia: McG
Cast: Kevin Costner, Amber Heard, Connie Nielsen
Distribuzione:  Eagle Pictures
Uscita nelle sale:  5 giugno
Voto: 6/10

 

3DaysToKill-70x100

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.