“Il magico mondo di Oz”: un sequel (minimalista) animato per Dorothy, Toto & co.

Fusion TIFF FileDire “Oz” al cinema significa dire successo: perlomeno, se si parla di quel primo, leggendario film diretto da Victor Fleming che fece incetta di Oscar nel 1939, rivaleggiando con l’altrettanto mitico “Via col vento” (sempre diretto da Fleming, dopo l’addio di George Cukor!). Il romanzo originario di L. Frank Baum era il nerbo di quella storia, la matrice dalla quale si sono sprigionate altre avventure (nel 2013, ad esempio, quella diretta da Sam Raimi: “Il grande e potente Oz”), contenute nei libri del pronipote di  Baum, Roger Stanton. Da una di queste opere nasce “Il magico mondo di Oz”, in uscita nelle sale il 12 gugno.

Un sequel vero e proprio, il lungometraggio di animazione diretto da Will Finn e Dan St.Pierre, che riporta la giovane Dorothy ad Oz poco dopo essere tornata a casa nel suo sabbioso e rurale Kansas. Il terzetto di amici Spaventapasseri, Uomo di Latta e Leone hanno di nuovo bisogno di lei. La fata buona Glinda è finita, come tanti altri personaggi positivi del mondo di Oz nelle mani del malvagio Giullare, assetato di potere assoluto. Con un bastone magico, il Giullare è in grado di trasformare chi vuole in burattini coi fili, proni ai suoi desideri. E dunque ecco Dorothy  sulle ali dell’arcobaleno correre in aiuto dei vecchi amici, e trovarne di nuovi come il dotto gufo Socrate, che non sa volare per la troppa ciccia, il maresciallo Mallow, la Principessa di Porcellana e un vecchio albero pronto a trasformarsi in nave, Nat.

Il lungometraggio di Finn e St.Pierre (che in Usa, va detto, ha guadagnato spiccioli: solo 6 milioni di dollari…) è un prodotto chiaramente indirizzato a un pubblico di bambine tra i 3 e i 9 anni, inframmezzato di brani melodici cantati (nella versione italiana la voce canora di Dorothy è della finalista  di “X Factor” Violetta) composti da artisti come Bryan Adams Tift Merritt, Jim Dooley, con un plot piano ed elementare costruito sui temi dell’amicizia, dell’amore sincero e dell’avventura. I disegni, l’animazione e in fondo il progetto generale fanno sinceramente pensare a un prodotto di seconda categoria, certo non all’altezza delle opere d’animazione degli ultimi tempi. Ma un’intrinseca poesia, forte del mito originario di Oz, sembra comunque resistere tra le righe di questa avventura che, in home video, potrebbe dire molto di più che in sala.  Poi, forse un pubblico adulto accompagnatore potrebbe trarne senza dubbio altre letture: sulla sete di potere assoluto, sul potere (o ideologia) che tende ad alienare l’individuo per renderlo massa governabile. E quella Dorothy tanto americana disposta ad attraversare i mondi per andare a salvare gli amici da un Giullare “dittatore”, e che alla fine dichiara: “ci sarà sempre l’arcobaleno a tenerci uniti”, fa decisamente pensare all’America della Seconda guerra mondiale e del successivo dopoguerra, saldamente ancora all’Europa dal Patto Atlantico. Deliri interpretativi? Mica tanto, se il film originale uscì nel 1939, l’anno in cui il secondo conflitto mondiale scoppiò.

Ferruccio Gattuso

Il magico mondo di Oz
Regia: Will Finn e Dan St.Pierre
Cast: Animazione
Distribuzione: M2 Pictures
Uscita nelle sale:  12 giugno
Voto: 6/10

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