“Big Wedding”: Robert De Niro guida un cast stellare in una commedia deludente

big weddingUn’altra commedia che si mette a far cronaca di nozze imminenti, sbandierando psicodrammi, passioni, segreti, altarini che saltano. Un’altra commedia dove suoceri, futuri con-suoceri, future nuore e futuri generi, più un sacco di umanità di cornice, vanno e vengono dallo schermo. Un’altra commedia che fa ping pong tra grottesco e sentimentalismo, cercando di scandalizzare ma poi accomodandosi in un epilogo zuccheroso. Insomma, “Big Wedding” di Justin Zackham, in uscita nelle sale il 26 giugno, è una commedia poco originale, dai pochi dialoghi riusciti,  capace di stancare nonostante i suoi 94 minuti netti di durata.

Don (Robert De Niro), uno scultore, vive da tempo con l’amata Bebe (Susan Sarandon), dopo aver divorziato da Ellie (Diane Keaton): i tre, a parte qualche piccola gelosia tra le due signore, sono rimasti in ottimi rapporti. E questo benché Bebe fosse la milgiore amica di Ellie e gli avesse scippato l’uomo. Certo, Don non ha ancora sposato Bebe. Questo però non ha fermato Bebe dal diventare una seconda madre per i figli di Don e Ellie, persino per il figlio adottato di origini colombiane, Alejandro (Ben Barnes). Proprio lui deve ora sposarsi con Missy (Amanda Seyfried), graziosa ragazza di sangue irlandese. Ecco perché a casa del disordinato, puttaniere Don sono destinati ad arrivare un po’ tutti: l’ex moglie Ellie, la mamma naturale di Alejandro, Madonna (Patricia Rae), con la bella figlia Nuria (Ana Ayora), la depressa figlia di Don, Lyla (Katherine Heigl), il fratello naturale di lei, nonché figlio di Don e Ellie, Jared (Topher Grace). Ad officiare le nozze sarà il cattolico di origini irlandesi Padre Moinighan (Robin Williams). Ovvio che la marcia di avvicinamento a queste nozze sarà caotica, proprio perché ciò che dovrebbe essere una festa normale si trasforma in una messa in scena: sì perché Alejandro comunica a tutti che sua madre Madonna è di strette convinzioni cattoliche  e non darebbe mai la propria benedizione al matrimonio sapendo che Don è divorziato. Don e Ellie (che per di più ha convinzioni buddiste!) devono dunque far finta di essere ancora marito e moglie, e Bebe deve defilarsi, masticando amarissimo. Da questa situazione di partenza sfoceranno numerosi disvelamenti  la cui morale finale è: l’importante è amare senza ipocrisie,  non esistono regole.

Remake del film francese “Mon frère se marie” del 2006, “Big Wedding” caracolla tra performance attoriali deludenti (la Heigl fu nominata  al Razzie Award come peggiore attrice non protagonista del 2014), battute scontate, burle quasi boccaccesche, satira religiosa di grana grossa (al solito: i protestanti sono convinti che i bigotti siano i cattolici, i cattolici ricordano invece ai primi che i predicatori più bigotti appartengono, è il caso di dirlo, alla loro parrocchia puritana) e zuccherosità  assortite. Triste vedere la Keaton ormai relegata in commedie la cui missione è rassicurare il pubblico over 60 che la vita può sempre sorprenderti (la vedremo a breve in un ruolo molto simile accanto a Michael Douglas in “Mai così vicini”  di Rob Reiner, nelle sale dal 10 luglio), così come la Sarandon e De Niro assegnati a compitini da gestire con grande mestiere ma poca anima. A Zackham andò certo meglio nel 2007 con la commedia tra vecchietti dal titolo embelmatico  “Non è mai troppo tardi”, blockbuster da 175 milioni di dolalri di incasso, con Jack Nicholson e Morgan Freeman mattatori.

Ferruccio Gattuso

Big Wedding
Regia: Justin Zackham
Cast: Robert De Niro, Diane Keaton, Susan Sarandon
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Uscita nelle sale:  26 giugno
Voto: 4/10

 

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