“Quel che sapeva Maisie”: una piccola bimba osserva sconsolata il mondo adulto

_WMK2330.NEFA due anni da distanza dal passaggio al Toronto International Film Festival giunge finalmente in Italia il bel film di Scott McGehee e David Siegel “Quel che sapeva Maisie”, in uscita nelle sale il 26 giugno. Adattamento contemporaneo dell’omonimo romanzo ottocentesco di Henry James, il film poggia sull’ottima qualità di un cast nel quale, sorprendentemente, spicca per straordinario talento l’esordiente seienne Onata Aprile. Accanto a lei, attori di calibro come Julianne Moore e Steve Coogan,  e giovani colleghi come Alexander Skarsgård e Joanna Vanderham. Primeggiare a quell’età in questa compagnia, lo si deve ammettere, ha del sensazionale.

É esattamente attraverso la perforante intensità dello sguardo di questa bambina che passano quasi tutte le fortune di una storia che è fin troppo facile etichettare come tipica di una famiglia disfunzionale. C’è infatti lei, Maisie, armata di una sensibilità fuori del comune e di una maturità ben nascosta dietro la sua età (pronta peraltro a “esplodere” nel clamoroso finale), al centro di una battaglia senza esclusione di colpi tra due genitori in rotta. La madre, Susanna (Moore), è una rockstar di New York scostante ed egocentrica; il padre, Beale (Coogan),  è un uomo d’affari inglese altrettanto egocentrico, completamente  concentrato sul proprio lavoro. Entrambi, per questioni di carriera, sono spesso lontani da casa, e affidano così Maisie alle amorevoli cure della giovane baby sitter Margo (Vanderham). Tra la sensibile Margo e Maisie si crea col tempo un rapporto intenso. Intanto, nelle poche occasioni in cui dividono lo  stesso tetto, Susanna e Beale si vomitano addosso incomprensioni che rendono inevitabile la rottura. La situazione si fa bizzarra quando, una volta separati, Susanna scopre che l’ex marito Beale ha iniziato una relazione proprio con Margo. La guerra in tribunale per l’affido è inevitabile, Maisie si concede un po’ confusa (ma forse solo apparentemente tale…) ai due genitori, presa e sballottata tra una casa e l’altra. In tutto ciò, Susanna inizia una relazione con un barman  molto più giovane di lei, Lincoln (Skarsgård). Dopo le iniziali diffidenze, anche con Licoln la piccola Maisie insatura un rapporto prezioso. Perché Lincoln è sensibile e compassionevole, ed è disposto al sacrificio: proprio come Margo. E quando il destino mette di fronte Margo e Lincoln, pressoché coetanei e piacenti, scocca una scintilla che complica ulteriormente le cose.

La magia del film di McGehee e Siegel (e dello sceneggiatore Carroll Cartwright, cui va l’intuizione di adattare il romanzo di James ai nostri giorni) è quella di riuscire a porre l’intera osservazione della storia ad altezza della piccola Maisie: è suo lo sguardo infantile su un mondo adulto immaturo, solipsista, irresponsabile. Un’abilità, questa dei due registi, che in un certo senso rende la pellicola in questione analoga a due altri titoli recentemente apparsi nelle sale, e cioè “Incompresa” di Asia Argento e “We Are The Best” di Lukas Moodysson, storie di bambini e adolescenti alle prime armi, egualmente osservati con delicatezza, rispetto ed empatia.

Ferruccio Gattuso

Quel che sapeva Maisie
Regia: Scott McGehee e David Siegel
Cast: Julianne Moore, Alexander Skarsgård, Onata Aprile
Distribuzione: Teodora Film
Uscita nelle sale:  26 giugno
Voto: 8,5/10

 

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