“Come fare soldi vendendo droga”: tra provocazione e denuncia, un viaggio nell’emergenza droga degli States

Come fare soldi vendendo droga _Bobby CarltonUna grande guerra che non accenna a spegnere i suoi fuochi. Una guerra che fa solo i vantaggi dei due contendenti, con un enorme spreco di denaro, di paura, di sofferenze. Una guerra che si potrebbe spegnere in un solo modo, che il provocatorio documentario di Matthew Cooke “Come fare soldi vendendo droga” – nelle sale dal 3 luglio – ribadisce per tutti i suoi 95 minuti di durata.

La guerra di cui si parla è quella nel nome della droga: da diffondere, secondo i capi dei grandi cartelli criminali, soprattutto centro e sudamericani; da impedire secondo il governo Usa. Messa in questi termini, la questione non si porrebbe nemmeno. Si tifa per chi combatte i criminali. Ma questo film suggerisce – da una chiara posizione antiproibizionista – che la guerra di cui sopra serve solo ai due rivali e brucia denaro che potrebbe essere impiegato per una campagna molto simile a quella che ha portato a gestire il problema del tabacco. E cioè: legalizzazione, ma con informazione, campagne culturali, soluzione di molti problemi sociali connessi con la povertà che porterebbero molti giovani ad allontanarsi dall’uso e dallo spaccio degli stupefacenti. La legalizzazione, poi, porterebbe alla fine del potere dei capi cartello e di tutta la filiera criminale che scende – come illustra efficacemente il documentario di Cooke – per i “kingpin”, i venditori al dettaglio, i medi e piccoli spacciatori. Al contempo, “Come fare soldi vendendo droga” offre interessanti testimonianze sia di ex boss (come il celebre signore della droga “Freeway” Rick Ross o Bobby Carlton, nella foto, che a 13 anni spacciava già marijuana a scuola), spacciatori e agenti di polizia, sia di personaggi celebri che hanno avuto problemi con le dipendenze (Eminem, ad esempio) o hanno opinioni anti-proibizioniste (gli attori Susan Sarandon e Woody Harrelson, il rapper 50Cent). La provocazione del tutto sta nel narrare un vademecum a vari livelli – come se fosse un videogioco –  per passare da normale cittadino a boss dello spaccio.

Certo, il documentario è schieratissimo e non prevede un’esposizione di tesi contrarie a quella anti-proibizionista. A tutto ciò va aggiunta una faziosità politica non indifferente, a tratti furbastra: per stigmatizzare i danni e lo spreco di denaro (che fa gli interessi di molti, a cominciare dal sistema delle carceri: il 25% dei carcerati nel mondo è statunitense, a fronte di una popolazione Usa che è solo il 5% di quella mondiale!) si collegano determinate politiche proibizioniste con i loro costi umani (le perquisizioni “militari” della Dea nelle case dei sospettati, con conseguenti errori di persona, oppure l’incriminazione di individui innocenti) a precisi volti di presidenti americani, da Nixon a Bush Sr., passando per Reagan, mentre quando il grafico mostra che queste politiche Usa sono proseguite per tutti gli anni ’90 fino ad oggi, si evita di trattare con la stessa durezza il presidente democratico Clinton che se ne stava alla Casa Bianca in quegli anni. Ma il cuore di Hollywood e dell’industria dello Spettacolo a stelle e strisce, si sa, per lo più batte per i Democratici. Vecchia storia.

Ferruccio Gattuso

Come fare soldi vendendo droga
Regia: Matthew Cooke
Cast: Eminem, Woody Harrelson, Susan Sarandon
Distribuzione: Woovie
Uscita nelle sale: 3 luglio
Voto: 6,5/10

 

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