“Apes Revolution – Il Pianeta delle Scimmie”: il secondo episodio del reboot funziona

ApesRevolution_Il_Pianeta_delle_Scimmie_ed050_0020_v380_le.1267Dallo sguardo in primissimo piano di una scimmia allo stesso sguardo. L’ultimo episodio della saga de “Il Pianeta delle Scimmie” – “Apes Revolution” in uscita nelle sale il 30 luglio – è racchiusa in questi due estremi. Ed è la storia, ben diretta da Matt Reeves (suo il discreto film-catastrofe “Cloverfield”), di un incontro, di uno scontro, di una comprensione e di una guerra tra umani e scimmie evolute, in una realtà – dopo il celebre disastro post-virus che fa da colonna portante narrativa alla saga – collocata cronologicamente a circa dodici anni dal disastro del pianeta: la scomparsa della luce elettrica, il disperdersi degli umani e l’esplosione di un’anarchia animale dove le scimmie evolute hanno costruito una comunità complessa, basata sui gesti e su qualche parola sporadica pronunciata.

Siamo a San Francisco, dove gli uomini vivono in condizioni disperate, arroccati in un fortino sotto la guida carismatica e saggia di Dreyfus (Gary Oldman). Il sogno, coltivato insieme al fido Malcom (Jason Clarke) è quello di riguadagnare il pianeta agli uomini. E il primo passaggio passa dall’elettricità, dalla luce e dall’uso dell’acqua. Una diga a pochi chilometri di distanza, nel cuore del bosco, sarebbe la soluzione: riattivarla porterebbe a un passo avanti considerevole verso la risalita. Il problema è che quel bosco è in mano a Cesare e alla sua comuntà di scimmie. Scimmie evolute, capaci di combattere e di difendere il proprio territorio. Il primo contatto tra scimmie e uomini è negativo: le scimmie risparmiamo gli uomini ma pretendono che si allontanino. Malcom, però, sa che il rischio vale la posta in gioco: serve un patto con Cesare, anche a rischio della propria vita. E così, riesce a convincere Dreyfus a ritardare l’attacco armato definitivo ai primati, giocandosela col tempo. Tre giorni di tempo per far ragionare Cesare, attivare i collegamenti della diga e tornare in città. Troppe forze, però, complottano contro questa riuscita. Cesare (interpretato dall’ex Gollum de “Il Signore degli Anelli” Andy Serkis) è combattuto tra diffidenza e interesse verso gli umani: sa che da loro può venire il male (la violenza, la predisposizione alle armi, l’avidità) ma anche il bene ela conoscenza scientifica. L’aggerssivo Koba, invece, odia gli umani e cerca di spingere alla guerra il leader, coinvolgendo anche il figlio di lui, Occhi Blu. Il rapporto tra Malcom e Cesare sembra portare buoni frutti, ma Koda ha un tradimento in serbo.

Con un budget spettacolare di 170 milioni di dollari (peraltro in via di recupero nelle prime settimane di uscita nelle sale Usa) e una realizzazione in ottimo 3D, Matt Reeves realizza un episodio ad alto tasso di entertainment, con una scenografia e una fotografia di grande qualità. Il prologo sulla comunità scimmiesca prima dell’apparizione del primo uomo è di quelle che ipnotizzano letteralmente lo spettatore. Le dinamiche narrative sono abbastanza elementari: la vicenda scorre su binari prevedibili, i personaggi sono abbozzati e costretti in ruoli netti e funzionali alle tesi che si vogliono sostenere (la necessità di comprensione tra razze e culture diverse, chi specula sullo scontro frontale, chi cerca di evitare le sofferenze della guerra, la critica ideologica alla vivisezione, i rifrimenti al contemporaneo, con la sete per le fonti di energia, etc.), ma come detto la resa estetica è  una vera festa per l’occhio. La resa realistica delle scimmie made in Weta Digital (interpretati da attori calati in tute da motion capture: una “divisa” che, nelle riprese in esterno, li induceva a sudate terrificanti) è stupefacente, e in definitiva la dote di puro entertainment di questo film è tale da non deludere le aspettative di un pubblico estivo in cerca di titoli di chiara evasione. A deludere sono tutti gli interpreti comprimari ai margini di Gary Oldman (al solito bravo anche in un ruolo così “light”) e Jason Clarke: volti da serial tv come la poco carismatica Keri Russell, per  poi scendere verso tutti gli altri, per finire con le comparse non perfettamente “addestrate” ao compiti più elementari. Il vero carisma lo sfoggiano le scimmie, protagoniste di una tensione tragica alla corte di re Cesar, qualcosa che fa pensare alle opere di William Shakespeare come “Macbeth”, “Riccardo III” e “Amleto”.

Ferruccio Gattuso

Apes Revoltuion – Il Pianeta delle Scimmie
Regia: Matt Reeves
Cast: Gary Oldman, Jason Clarke, Keri Russell
Distribuzione:  20th Century Fox
Uscita nelle sale:   30 luglio
Voto: 7/10

 

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