“I nostri ragazzi”: un dramma famigliare tinto di thrilling e di (parecchio) pessimismo

foto-i-nostri-ragazzi-16-highCosì sono, se vi pare, i nostri ragazzi. Speriamo sinceramente di no. Speriamo non tutti. Il cinema spesso e volentieri (da Gus Van Sant in giù) ce li ha dipinti come Ufo, esseri alieni ai nostri ritmi esistenziali. Soprattutto, con un sistema valoriale completamente differente dal nostro. Talvolta, completamente assente. Amorali, più che immorali. A questo profondo pessimismo attinge il film “I nostri ragazzi” di Ivano Di Matteo, presentato al Festival di Venezia, alle Giornate degli Autori, in uscita nelle sale il 5 settembre.

Dopo l’ottima prova de “Gli equilibristi”, Di Matteo (oggi alla sua quarta regia) a nostro avviso non riesce a ripetersi. La storia – un dramma famigliare tinto di thrilling – è ispirata al romanzo “La cena” di Herman Kock, e vede al centro due famiglie borghesi romane guidate, se così si può dire, da due fratelli molto diversi fra loro. Uno, Paolo (Luigi Lo Cascio) è un chirurgo pediatrico dalla dura vita di corsia, ha un sistema di valori ben codificato, non vive nel lusso, ha al suo fianco una moglie semplice (Giovanna Mezzogiorno) e solidale nei suoi confronti. I due hanno un figlio introverso di nome Michele (Jacopo Olmo Antinoiri, scoperto da Bernardo Bertolucci in “Io e te”), il cui unico rapporto amicale sembra essere con la cugina Benedetta (Rosabell Laurenti Sellers), estroversa e superficiale. Il padre di quest’ultima, nonché fratello di Paolo, è Massimo (Alessandro Gassman) avvocato rampante della “Roma bene”, specializzato nel tirare fuori dai guai  clienti colpevoli e non colpevoli (il caso specifico raccontato nel film evoca un po’ banalmente la tragedia genovese di Carlo Giuliani: un poliziotto dentro un auto, minacciato da un individuo armato di mazza da baseball e deciso a spaccare il vetro per aggredirlo, esplode un colpo e uccide l’aggressore). Massimo ha una compagna (Barbara Bobulova), che ha preso il posto della prima moglie morta e non è mai stata accettata dalla “cognata acquisita”. Il repertorio di luoghi comuni – tipico dei film italiani, purtroppo – sembrerebbe etichettare  Paolo come il nobile cavaliere altruista del sistema pubblico, Massimo come l’avido e volgare avvocato benestante. Ma quando all’uscita di una festa, brilli e aggressivi, i due figli di casa aggrediscono e mandano in coma una barbona per puro gioco, le reazioni dei due genitori/fratelli e delle rispettive compagne saranno alquanto imprevedibili. E solo un atto di estrema responsabilità (o di estrema irresponsabilità…) potrà risolvere il grave problema, che è poi quello di proteggere i figli dalla legge o, al contrario, obbligarli a pagare fio per i propri errori.

Conosciamo davvero i nostri figli? E, attraverso il rapporto viscerale e protettivo che abbiamo con loro, conosciamo realmente noi stessi? “I nostri ragazzi” pone un quesito che conquista l’interesse dello spettatore, ma fallisce a nostro avviso nella narrazione, dal passo troppo lento e dal  taglio televisivo, con insistiti primi piani (soprattutto sui volto piegato dal dolore della Mezzogiorno), così come fallisce nella direzione del pur valido cast, il quale non sembra dare il massimo costretto, come appare, nella griglia di scene dilatate oltre il dovuto.

Ferruccio Gattuso

I nostri ragazzi
Regia: Ivano Di Matteo
Cast: Luigi Lo cascio, Alessandor Gassman, Giovanna Mezzogiorno
Distribuzione:  01 Distribution
Uscita nelle sale:    5 settembre
Voto: 5/10

 

inostriragazzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Pin It on Pinterest