“Senza nessuna pietà”: Favino gangster pentito nel film d’esordio di Michele Alhaique

senza nessuna pietà

Presentato all’ultimo Festival di Venezia  nella sezione Orizzonti, “Senza nessuna pietà” – in uscita nelle sale l’11 settembre – è opera prima di Michele Alhaique, già vincitore nel 2008 del Nastro d’argento per il cortometraggio “Il torneo”. Dell’opera prima, però, questo film sembra avere più i difetti che i pregi. Alhaique ha affermato di aver “ preparato questo film per tre anni, o forse per tutta la vita” ma – non ce ne voglia –  non ci sembra che la storia e la costruzione dei personaggi abbiano una scansione personale. Anzi, il film appare come un prodotto perfettamente di genere, vincolato rigidamente ai più classici “topoi” del noir.

Mimmo (Piefrancesco Favino) è un muratore che, per storia famigliare, è legato al zio boss gangster (Ninetto Davoli) e al figlio di lui, suo cugino, Manuel (Adriano Giannini). Tra i due non corre buon sangue: Mimmo è un introverso, si comporta da soldato fedele della micro-criminalità, ma con sempre maggior disgusto. Vorrebbe chiudere, ma rompere i legami di famiglia non è facile. Unico amico, o qualcosa di simile a un amico, è il Roscio (Claudio Gioé), compagno di “recupero crediti”. Questo precario equilibrio esistenziale viene stravolto dall’irruzione, nella vita del protagonista, di Tanya (Greta Scarano), una giovane e bella ragazza fuggita di casa che si guadagna denaro facile come prostituta su appuntamento. A chiedere i suoi servigi è proprio Manuel, che però è un sadico senza scrupoli. Mimmo ospita Tanya per 24 ore prima di consegnarla al cugino, e in questo breve lasso di tempo ha modo di legarsi emotivamente alla ragazza. Quando Tanya si trova in pericolo per mano di Manuel, Mimmo non ha troppa scelta. E da quel momento si trasforma in un uomo braccato dagli uomini dello zio boss.

Tutto, di questa storia, è come detto codificato: il boss, i suoi sgherri, il protagonista di poche parole (a proposito, il pur ottimo Favino viene relegato dal primo all’ultimo fotogramma nell’espressione di un cane San Bernardo bastonato), la fiera ma fragile prostituta. Senza contare due scene prelevate da celebri titoli “imparentati”: una, solo accennata, rievoca quella di John Travolta sicario accomodato in bagno nell’appartamento di chi deve uccidere in “Pulp Fiction”; l’altra, nel finale, una chiara ripresa dell’epilogo di “Carlito’s Way”. Non a caso, stiamo parlando di due titoli di culto del genere gangster. La dote migliore del film, per concludere, risiede nell’alchimia che si crea tra i due personaggi principali di Mimmo e  Tanya. Troppo poco.

Ferruccio Gattuso

Senza nessuna pietà
Regia: Michele Alhaique
Cast: Pierfrancesco Favino, Greta Scarano, Adriano Giannini
Distribuzione:  Bim distribuzione
Uscita nelle sale:   11 settembre
Voto: 5/10

 

senzanessunapieta

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