“Resta anche domani”: un dramma sentimentale fatto su misura per (le) teenager e che maltratta la musica

_DSC0387.NEFTratto dal romanzo best-seller di Gayle Forman “Resta anche domani” (Mondadori, p. 246, 15 euro), omonimo film di R. J. Cutler (regista con esperienza di documentari al suo esordio cinematografico) in uscita il 18 settembre è un dramma cucito su misura sulle esigenze sentimentali di un pubblico femminile che non superi i 15-16 anni di età. Va detto senza alcuna esitazione, dunque, che può risultare indigesto – per zuccherosità e alto tasso di luoghi comuni – a due categorie di spettatore: quello adulto e quello con conoscenza o esperienza musicale.  Perché, sebbene tutto ruoti intorno alla musica, e anzi la musica venga eletta a metafora degli accadimenti nella vita dei protagonisti, è proprio questa a essere trattata in modo estremamente superficiale.

Mia Hall (interpretata da Chloe Grace Moretz, volto noto per le commedie “Kick Ass” e “Kick Ass2”, esordiente a soli cinque anni come protagonista nel remake di Michael Bay “The Amityville Horror”) è una giovane ragazza innamorata della musica colta, abile suonatrice di violoncello, figlia di una coppia di ex hippy uno dei quali, il padre Denny (Joshua Loenard) ha un passato da batterista in una rock band indipendente. Crescendo e rivelando il proprio talento, Mia ha convinto i propri genitori a stringersi attorno a lei, mettendo in un cantuccio le proprie aspirazioni artistiche a beneficio dell’allevamento musicale della luminosa figlia. Il sogno, per Mia, è quello di entrare nella mitica Juilliard School e cominciare una carriera da concertista. La vita della ragazza viene sconvolta da diversi eventi, un amore e una tragedia. L’amore è quello con il carismatico cantante e chitarrista rock Adam (il britannico Jamie Blackley), leader di una band in ascesa, musicista come lei anche se appartenente a un mondo molto diverso, nel quale la dolce Mia fatica ad accomodarsi: sale prove, post-concerti affollati di sfacciate fan in adorazione del suo fidanzato, feste notturne. E quando le due carriere sembrano prendere destinazioni mentali e soprattutto geografiche differenti, le tensioni sono nell’ordine delle cose. Quando la relazione sembra sul punto di naufragare, interviene la tragedia: un incidente automobilistico che devasta la vita di Mia. E proprio in seguito a questo incidente, Mia si ritrova un potere (quasi) assoluto di indirizzare in un senso o in un altro la propria esistenza.

Il più classico dei “teen drama” scorre fino a un epilogo prevedibile, compiendo uno slalom scrupoloso tra battute “memorabili” adatte a finire sul diario di scuola di fan tredicenni del film o del romanzo e situazioni che definire luoghi comuni è poco (lei che chiede a lui: “perché non hai mai composto una canzone su di me?”, i due lovers che escono abbracciati nel post concerto, le pose di lui quando si esibisce sul palco, le discussioni strappa-lacrime tra i due). E poi, per riprendere il concetto di cui sopra, ci sarebbe l’uso superficiale e privo di reale conoscenza in materia, della musica. Basti qualche esempio pratico: Adam discute con Mia davanti al furgone della band, caricando la strumentazione dopo un concerto, semplicemente buttando i cavi della chitarra, alla rinfusa tra gli amplificatori. Ora, qualsiasi persona abbia militato anche per due mesi in una band e abbia suonato dal vivo sa che i cavi sono elementi fragilissimi, che vanno arrotolati in modo particolare affinché non si rompano i fili di conduzione elettrica all’interno, e raccolti in contenitori a parte. Chiunque buttasse i cavi in quel modo verrebbe linciato in un amen dagli altri esponenti della band. E non è una discussione animata con una fidanzata in crisi che può far dimenticare un gesto così importante a un musicista. Secondo esempio: Mia decide di suonare una sera nel giardino di casa insieme agli amici di papà, prende il violoncello con cui dovrebbe sostenere l’esame per la Juilliard School e… si mette a poca distanza dal falò (fonte di calore in grado di dilatare e rovinare il legno del costoso strumento) e si mette a suonare, manco fosse un chitarrista al mare intento a suonare “La Canzone del Sole” di Battisti. Ma per favore.

Ferruccio Gattuso

Resta anche domani
Regia: R.J. Cutler
Cast: Chloe Grace Moretz, Mireille Enos, Jamie Blackley
Distribuzione:  Warner Bros Italia
Uscita nelle sale:  18 settembre
Voto: 3/10

 

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