“Sin City 3D – Una donna per cui uccidere”: Miller e Rodriguez firmano un noir dal ritmo quasi infallibile

sincity“Sin City è un posto in cui entri tenendo gli occhi ben aperti, o non ne esci più”. La battuta, da perfetto film noir (e scandita immancabilmente in voice off)  fa parte dell’ultimo, attesissimo “Sin City 3D – Una donna per cui uccidere”, in arrivo nelle sale il 2 ottobre. A portarlo sullo schermo dopo nove lunghi (per i fan, lunghissimi) anni è lo stesso autore del primo “Sin City” uscito nel 2005,  Robert Rodriguez. Accanto al nome del regista di origini messicane fido compare di Quentin Tarantino non può mancare, in cartellone, quello del genio del fumetto Frank Miller perché – proprio come avvenne per “Sin City” – questo nuovo episodio deve a lui lo stupefacente impianto estetico.

Perché i due “Sin City” non sono semplicemente un adattamento del fumetto originale, ma la pura trasposizione del fumetto su schermo, in un connubio tra realtà e disegno che lascia stupefatti ed estasiati. A tutto ciò, “Una donna per cui uccidere” aggiunge l’uso, che non possiamo definire altrimenti che magistrale, del 3D. Rodriguez, convinto sostenitore del mezzo, l’aveva impiegato con straordinaria abilità in pellicole come “Missione 3D-Game over” (2003) e “Le avventure di Sharkboy e Lavagirl in 3D” (2005): in questo caso regala agli spettatori un’opera sontuosa dove il tratto graffiante di Miller, lo stupendo bianco e nero sporadicamente corretto dalle incursioni colorate di rosso e giallo e la tridimensionalità (sin dall’efficacissima scena iniziale, con i fiocchi di neve a trafiggere la scena) si congiungono per trasportarci di peso, letteralmente, nel cuore della Città del Peccato.

Una città senza morale, senza speranza, dove si sopravvive e basta, dove il potere è marcio e senza argini e sa di essere intoccabile, dove la vendetta è l’unica molla che spinge a tirare avanti perché quando subentra la noia esistenziale (quella che ammorba il colossale killer e picchiatore Marv, ancora una volt impersonato da uno sfigurato Mickey Rourke) allora finisce che accetti qualsiasi missione o impresa suicida pur di non far dondolare ogni dannata notte la tua testa sopra il banco del Kadie’s Bar. É in questa città che Rodriguez e Miller portano l’avventura originale della graphic novel “Una donna per cui uccidere” e la corredano ai margini di un altro episodio pubblicato (“Un sabato notte come tanti”, contenuto in “Alcol, pupe e pallottole”) e  di due episodi scritti apposta per lo schermo, “The Long Bad Night” e “The Fat Loss”.

É comunque la Donna del titolo, qui impersonata da una sublime e terrificante Eva Green nel ruolo di Ava Lord (l’attrice francese ha vinto la concorrenza di attrici come Angelina Jolie, Scarlett Johansson, Rachel Weisz, Salma Hayek e Jennifer Lawrence) a fare da centro di gravità del film. Dark lady malvagia, totalmente amorale, regalmente rispecchiata dal corpo seducente e serpentesco della Green, dai suoi occhi ampi ma vuoti di umanità, affascinanti e gelidi a un tempo: è lei   – che già aveva vestito i panni di femme fatale in “Dark Shadows” di Tim Burton e in “300 – L’Alba di un impero” di Noam Murro  – il capolavoro nel capolavoro di Rodriguez. Nel bianco e nero espressionistico di “Sin City” il suo corpo svela e nasconde, e ipnotizza. Proprio come fa la sua personalità. É lei a ingannare prima Dwight McCarthy (Josh Brolin, erede del ruolo che fu, nel primo episodio, di Clive Owen) e poi il detective Mort (Christopher Meloni) per ottenere ciò che vuole. É sempre lei ad avvalersi di un servitore colosso come Manute (Dennis Haysbert) che ricorda un po’ il Lothar di Mandrake e un po’, per fedeltà cieca e devozionale, il Max/Von Strohiem de “Il Viale del Tramonto” di Billy Wilder, non a caso insuperato noir che diede il via agli anni ’50.

Molto più piani ed elementari, invece, i due episodi che fanno da contorno a questa storia, e cioè quella che vede protagonista  Joseph Gordon-Levitt nei panni del giocatore d’azzardo Johnny deciso a sfidare e battere a poker il più potente uomo della città, il  Senatore Roark (Powers Boothe) e quello in cui la bellissima e alcolizzata spogliarellista Nancy (Jessica Alba) cova la vendetta contro il medesimo uomo politico, responsabile del suicidio dell’amato John Hartigan (Bruce Willis). A corredo di questi protagonisti, una galleria di personaggi (e di relativi efficaci cammei) come la supersexy killer della Città Vecchia, Gail (Rosario Dawson),  un politico e uomo d’affari cinico  (Ray Liotta), uno strano medico dai modi spicci e sadici con il volto pazzoide di Christopher Lloyd, e  per finire persino Lady Gaga.

Ferruccio Gattuso

Sin City 3D – Una donna per cui uccidere
Regia: Robert Rodriguez e Frank Miller
Cast: Mickey Rourke, Eva Green, Josh Brolin
Distribuzione: Lucky Red
Uscita nelle sale:  2 ottobre
Voto: 7,5/10

 

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