“Una promessa”: Patrice Leconte firma un classico melò illuminato dal volto di Rebecca Hall

une promesseUn melò classico, onestamente anacronistico. É esattamente questo che Patrice Leconte – dopo l’esperienza in animazione de “La Bottega dei Suicidi” – consegna al pubblico: una storia d’altri tempi, tratta dalla novella “Il viaggio nel passato” di Stefan Zweig, che approda sugli schermi italiani dal 2 ottobre (dopo il passaggio Fuori Concorso a Venezia) con il titolo “Una promessa”.

Nella Germania della Belle Epoque e dello Jugendstil (per l’esattezza nel 1912, a soli due anni dallo scoppio della Prima guerra mondiale) si svolge la travolgente – e platonica, e dunque ancor più travolgente – storia d’amore tra la bella Charlotte (Rebecca Hall) e il giovane Ludwig (Richard Madden), intraprendente e umile laureato che, assunto nell’acciaieria del ricco Karl Hoffmeister (Alan Rickman), ne guadagna velocemente la fiducia. In pochi mesi, il ragazzo diventa il braccio destro del maturo industriale il quale, malato da tempo, gli delega sempre maggiori poteri. Ludwig ha visione imprenditoriale, è dinamico e talentuoso: ha tutto per fare il bene dell’azienda. L’incontro con Charlotte, però, scatena l’attrazione fatale, dapprima con accenni, sguardi e silenziose intese non ammesse da entrambi gli interessati, poi in un turbine di passione che trova freno solo nell’estrema onestà dei due giovani. Il “monarca” Hoffmeister sembra non cogliere quel che sta succedendo. O forse sì.

Charlotte convince il marito ad opsitare tra le mura di casa Ludwig, nelle vesti di uomo di fiducia e di educatore del figlio Otto. Ludwig e Hoffmeister pianificano il futuro dell’azienda, mentre le note del pianoforte di Charlotte – amante della musica, donna di sofisticata sensibilità – vagano per le stanze, insinuandosi nelle menti  e nei cuori dei due uomini. La muta sfida per il cuore della donna è in atto. Il potere, però, è nelle mani di Hoffmeister e, allorché un grosso affare industriale trova sviluppi in Messico, il magnate decide di spedire laggiù Ludwig, per una permanenza di due anni che – inutile dirlo – strazia i giovani cuori dei platonici fedifraghi, tesi l’uno verso l’altra. Nasce un segreto rapporto epistolare, scoppia la Grande Guerra e, forse, l’amore che mai nacque potrà trovare soddisfazione in un futuro incerto…

Patrice Leconte è regista che, da sempre, naviga tra i generi armandosi di una totale libertà stilistica. Questa volta è il melò più dichiarato a conquistarlo, e per metterlo in scena il cineasta francese confeziona un’opera stilisticamente perfetta, nei costumi così come nel rispetto dei codici e degli stilemi del genere. A tutto ciò aggiunge una regia abilmente equilibrata tra rigore formale, evidente utilizzo delle metafore per immagini e qualche “imprevista” soluzione più moderna (il movimento nervoso e ondivago della camera a cogliere  alcuni particolari “erotici”, come il collo dell’amata, le sue mani, la sua bocca, il movimento dei suoi fianchi mentre sale le scale). Nulla si può eccepire a riguardo dell’eccellente cast anglosassone (ma non garantiamo sul doppiaggio italiano) composto da un attore di chiara impostazione teatrale come Rickman, l’ottima Rebecca Hall (la cui bellezza e fascino, sempre sontuosi, qui si fanno perfetta icona della “donna klimtiana”) e del giovane e intenso Madden, attore scozzese e volto noto al popolo del serial per “Il Trono di Spade”.

Ad affascinare, di “Una promessa”, è la precisa scelta “anacronistica” di raccontare – a tratti con toni alla Luchino Visconti – una storia d’amore platonica, violenta e pura, in un’epoca come la nostra, che definire prosaica è un eufemismo. A deludere è, invece, la seconda parte del film, quando l’intrigante costruzione dell’innamoramento tra i due giovani naufraga  – dall’esilio in Messico di Ludwig in poi, con il successivo rapporto epistolare e la promessa di rivedersi – in una freddezza narrativa e interpretativa che porta lo spettatore ad allontanarsi dalla vicenda. Alcune scelte stilistiche,  trattandosi di un melò, potrebbero essere perdonate (l’utilizzo ossessivo per tutto il film di un solo brano di pianoforte, eseguito da Charlotte; la scena troppo prolungata di Ludwig in adorazione del pianoforte di Charlotte; il “momento della verità” tra Charlotte e il vecchio marito) ma, al contempo, avrebbero potuto essere trattate con una maggiore sobrietà e un minore sentimentalismo. Perché la questione è sempre quella: riuscire a percorrere il rischioso e pendente terreno del romanticismo senza franare nel sentimentalismo.

Ferruccio Gattuso

Una promessa
Regia: Patrice Loeconte
Cast: Rebecca Hall, Alan Rickman, Richard Madden
Distribuzione:  Officine Ubu
Uscita nelle sale:  2 ottobre
Voto: 6,5/10

 

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