“Fratelli Unici”: Luca Argentero e Raoul Bova parenti serpenti

foto-fratelli-unici-24-high“Non erano disponibili Riccardo Scamarcio e Alessandro Gassman e allora hanno pensato a me”. Poi apre il suo ben noto sorriso. Luca Argentero la butta sul ridere per commentare la sua ennesima presenza in una commedia leggera. Per un attimo la carriera dell’attore torinese sembrava potesse sterzare verso ruoli più complessi, o comunque differenti da quelli del bravo ragazzo di bell’aspetto: avvenne in occasione della partecipazione ai noir “Il cecchino” di Michele Placido (2012) e “Cha Cha Cha” di Marco Risi (2913). Poi, però, ha vinto il mercato, si può dire: e il mercato (leggasi gran parte del pubblico) preferisce vederlo così come appare in “Fratelli unici”, nuova commedia di Alessio Maria Federici, in uscita il 2 ottobre. Non è un caso che il peraltro capace Argentero non se ne stia con le mani in mano (artisticamente parlando) e si cimenti nella produzione. Tra l’altro con uno sguardo molto intelligente e attuale al web: con la sua Megatu.be, un multi-channel network di You Tube per webseries, musica e videogames, l’attore fa da direttore artistico per web series. E guarda avanti.

In “Fratelli unici” Argentero è protagonista accanto a Raoul Bova, un altro specialista della commedia leggera: i due attori interpretano una coppia di fratelli a tal punto distanti da sentirsi, come suggerisce il riuscito titolo (diciamolo da subito: la cosa più riuscita, o meno sbagliata, del film), unici. Soli. Come se l’altro non ci fosse. Perché Pietro (Bova) è un medico affermato, benestante ma distante da tutto e tutti. A cominciare dalla ex moglie Giulia (Carolina Crescentini), che infatti s’è portata via la figlia Stella (Eleonora Gaggero) e sta per risposarsi con un tipo alquanto noiosetto di nome Gustavo (Sergio Assisi). Francesco (Argentero) è invece l’eterno Peter Pan dal lavoro precario – fa lo stuntman nemmeno troppo abile – e dalle minime aspirazioni: incontrare belle ragazze nei bar e nei club e portarsele a letto, sfruttando il proprio bell’aspetto. Un incidente, che toglie la memoria a Pietro e lo riporta mentalmente a un età di pre-adolescenza, si rivelerà la scintilla per cambiare la vita di tutti questi protagonisti. Pietro non può più stare da solo, va a vivere dal fratello, il quale deve riassestare tutte le proprie abitudini. Lo fa di buon grado, dopo mille esitazioni, perché sa che può mettere mano alla carta di credito del detestato consanguineo istupidito dal candore infantile che lo ha colpito. A inserirsi nelle menage famigliare ci si mette pure la bella vicina di casa di Francesco, l’insegnate di yoga Sofia (l’ex Miss Italia Miriam Leone), con cui i rapporti sono di accesa disistima reciproca. Ma che cambieranno, oh se cambieranno… Perché la malattia di Pietro sarà una rivoluzione. Ma naturalmente non vi spieghiamo di che tipo.

Il problema è che una trama del genere, fosse maneggiata da un Dany Boon in una commedia francese di medio livello, forse porterebbe a un buon risultato. “Fratelli unici” – realizzata  dalla Luxvide,  non a caso produttrice di fiction tv da prima serata su Raiuno come “Don Matteo” – si rivela invece un prodotto di taglio televisivo, dove i buoni sentimenti, declinati nella peggiore chiave del buonismo, occupano militarmente la scena. E dove il cast, peraltro in gran parte adatto alle corde della commedia, viene chiamato a svolgere il più classico dei compitini. La storia finisce per essere una serie troppo lunga di gag (alcune stirate all’eccesso, come quella del dito medio, altre più riuscite ma in definitiva innocue) e di situazioni irrigidite in clamorosi luoghi comuni (da citare, la classicissima battaglia di cuscini con piume svolazzanti per la stanza: ma quanti di noi usano veramente i cuscini imbottiti di piume, come pare avvenga nell’universo dei film?). A tutto ciò si aggiunge un uso implacabile del product placement “senza il quale però  – ha ricordato giustamente Argentero nella conferenza stampa milanese di presentazione del film – “non potrebbero uscire in sala più della metà dei film”. Rimarcando che “anche alcuni film d’autore ricorrono a questo metodo di finanziamento”. Questo è certo, ma forse in modo meno goffo di come invece accade nel film di Federici, arrivando a un imbarazzante spot per il progetto Lab4 Energy di Eni. Imbarazzante per come viene inculcato nella storia e per come viene affidato alla recitazione certo non shakespeariana dell’innocente e giovanissima Eleonora Gaggero.

Per Federici si tratta del primo film “completamente mio” (parole sue) con sceneggiatura originale (di Luca Miniero, già regista di  “Benvenuti al Sud”, “Benvenuti al Nord” e “Un boss in salotto”) dopo un sequel (“Lezioni di cioccolato 2” con lo stesso Argentero) e un remake “Stai lontana da me” (con Enrico Brignano e Ambra Angiolini”). Al netto dei difetti evidenziati, siamo quasi certi che comunque questa commedia avrà un buon successo al botteghino.

Ferruccio Gattuso

Fratelli Unici
Regia: Alessio Maria Federici
Cast: Luca Argentero, Raoul Bova, Carolina Crescentini
Distribuzione: 01 Distribution
Uscita nelle sale:  2 ottobre
Voto: 4,5/10

 

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