“Dracula Untold”: un vampiro “rivisitato” difende l’Occidente

draculaDopo  “Maleficient”, la nuova tendenza si consolida: il “revisionismo” dei malvagi della grande tradizione letteraria e cinematografica passa anche per i canini di Dracula. Il “vero” Dracula, il “Dracula non raccontato” – come recita la traduzione di “Dracula Untold” – è quello che apparirebbe nel film di Gary Shore, in uscita il 30 ottobre nelle sale.

A dire il vero, uno “spiegone” parziale su chi fosse il Conte Vlad e su come avesse tentato di arginare l’avanzata dei turchi all’estremo confine orientale dell’Occidente cristiano, ce lo aveva già fornito Master Coppola in “Dracula di Bram Stoker”, vent’anni e passa fa. Ma Gary Shore, giovane regista irlandese per lo più specializzato in corti e in magie visive in campo pubblicitario, si vede consegnare chiavi in mano la possibilità di realizzare un intero film dedicato alla questione. Ok, un film da un’ora e venti minuti, qualcosa che bada al sodo narrativamente, che si affida a buoni effetti speciali (e sadismi assortiti: il produttore Michael De Luca è lo stesso di “Blade”)  che non pretende di segnare un capitolo fondamentale nella storia cinematografica dedicata al Re dei Vampiri. Nulla per cui spellarsi le mani ad applaudire, ma nemmeno qualcosa per cui alzare alto lo sdegno, come taluni fan del Vampiro e dei kolossal horror sembrano fare in questi giorni.

Dunque eccolo, il Principe di Valacchia Vlad III (Luke Evans, già Zeus in “Immortals”), aitante guerriero che ama la pace, che sopporta il vassallaggio verso l’Impero Ottomano, pagando tasse onerose ogni qual volta a corte si presenta uno sprezzante messo del Sultano (Dominic Cooper). Un poderoso balzello vale la quiete e la possibilità di continuare a vivere – nell’Anno del Signore 1462 –  con gli amati consorte (Sarah Gordon) e figlio, nonché a coltivare la propria fede cristiana. Quando però il Sultano alza la posta e pretende di ricevere, secondo barbara tradizione, come ostaggio proprio il figlio di Vlad (da allevare alla corte ottomana per decenni, trasformandolo in un estraneo) il Principe non ci sta. Chi può fermare i turchi? I pochi abitanti di Valacchia certo no. Ci vuole una potenza “ultraterrena” e, con immenso sacrificio da parte di Vlad, potrà esserlo solo quella della strana creatura incontrata tempo addietro in una grotta: un vampiro (interpretato con grande mestiere teatrale da Charles Dance, che il pubblico televisivo riconoscerà come Tywin Lannister in “Game of Thrones”). Da costui  – come da confronto dialettico nella grotta di cui sopra: l’unica scena da mandare a memoria dell’intero film è infatti questo dialogo, magistralmente condotto da Dance con toni e colori shakespeariani –  Vlad può ottenere i poteri a patto di una insidiosa maledizione: farsi mordere, diventare vampiro a sua volta, sbaragliare il nemico con i poteri acquisiti, resistere per tre giorni alla sete divorante di sangue umano e ai raggi solari, dopodiché tornare alla veste umana. Riuscirà Vlad?

Il Dracula di Gary Shore (a proposito: 100 milioni di dollari di budget, mica male) è qualcosa di simile a un supereroe di casa Marvel o Dc Comics: dalla sua non ha la regale e serpentesca insidiosità – caratteristiche che nei decenni abbiamo viste affidate ai vari Dracula, da Bela Lugosi a Gary Oldman –  bensì crassi poteri di iper-velocità e forza fisica. Il Dracula di questa tonitruante pellicola affollata di impalamenti e battaglie all’ultimo sangue  è una sorta di Superman capovolto che – ecco la particolarità – accetta un patto diabolico ma in difesa della propria famiglia e della propria fede. Inusuale vedere un vampiro che si raccoglie in preghiera ai piedi di un crocifisso: bene, in “Dracula Untold” ciò accade. Una lezione dal sapore “neocon” per dirci che, forse, non si deve andare troppo per il sottile, e dunque qualsiasi alleanza è buona per difendere il nostro mondo dalla minaccia dell’integralismo islamico? Tra l’altro in questa storia i turchi vengono raffigurati in modo tutt’altro che politicamente corretto: non vi è una sola figura positiva nelle loro fila, a controbilanciare l’immagine di un sultanato spietato e arrogante, dotato di un esercito imperialista e avido. Forse, a ben vedere, questa è l’unica caratteristica del film non “revisionista”.

Ferruccio Gattuso

Dracula Untold
Regia: Gary Shore
Cast: Luke Evans, Sarah Gadon, Dominic Cooper
Distribuzione:  Universal Pictures Italia
Uscita nelle sale:   30 ottobre
Voto: 6/10

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