“Una folle passione”: Jennifer Lawrence e Bradley Cooper coppia dannata in un melò “biblico”

SERENA_D12-3149_R_CROPDopo le zuccherosità infarcite di luoghi comuni sull’Italia di “Love Is All You Need”, la regista danese Susanne Bier pensa bene di trattare con mano pesante un genere come il dramma passionale. É suo infatti l’adattamento del romanzo “Serena” di Ron Rash, bestseller edito nel nostro paese con il medesimo titolo del film, “Una folle passione”. La pellicola, affidata a una coppia di star come Jennifer Lawrence e Bradley Cooper, esce nelle sale il 30 ottobre.

America, North Carolina, fine anni venti: George Pemberton (Bradley Cooper) è un uomo determinato a trasformare la propria impresa nel legname in un piccolo impero. Insieme al fido socio Buchanan (David Dencik) gestisce l’attività senza farsi troppi scrupoli, sia verso la sicurezza dei propri operai, sia nel conquistare, a colpi di mazzette, i favori dei politici locali. L’avversario, perché ce n’è sempre uno, è lo sceriffo McDowell (Toby Jones), vicino a un’associazione che intende fermare il disboscamento selvaggio della regione. All’aitante e vorace George manca solo un tassello per rendere perfetta la propria esistenza: una donna. La trova in Serena (Jennifer Lawrence), amazzone determinata quanto lui, capace di muoversi tra i boschi e di agire nei momenti critici. Una volta giunta in North Carolina, Serena diventa il braccio destro operativo di George, scatenando le gelosie di Buchanan. É da questo piccolo, silenzioso e insidioso germe – la gelosia – che cresce la dannazione capace di incrinare l’armonia generale, trascinandola passo dopo passo verso un finale di tragedia dal sapore biblico.

Un aggettivo, questo, non usato a caso perché le metafore bibliche si sprecano nella vicenda, su cui grava una cappa di predestinazione e moralismo di marca protestante indiscutibile. Dunque Buchanan comincia a flirtare con gli avversari di George, fino al punto di minacciare di tradirlo e confessare le tante corruzioni alla base dell’impresa. L’idea di Serena è semplice quanto spietata: liberarsi di Buchanan. Nel suo grembo sta crescendo l’erede di famiglia e nulla può essere compromesso. George  (che tra l’altro nasconde un segreto capace di minare alla base il rapporto con Serena) si presta a compiere questo crimine che, però, è solo il peccato originale, e il primo gradino, per una discesa agli inferi che travolgerà tutto e tutti. Per l’appunto seguendo chiare metafore bibliche, dalla tentazione di Eva ad Adamo (senza contare di come Serena risolve il problema dei serpenti tra i boschi…), all’assassinio di Abele da parte del fratello Caino, alla predestinazione e alla spirale sanguinosa al sapor di “Macbeth” che ne seguirà. Fino alla fiamme “infernali” che scriveranno la chiusa su una vicenda dove parole come perdono, compassione, rinascita non possono esistere.

Il vero problema è che “Una folle passione”, sin dal titolo, denuncia una smaccata prevedibilità: ogni passaggio narrativo è automatico, il pesante impianto moralistico e metaforico è sin troppo evidente, l’interpretazione dei protagonisti è spinta fino al “titanismo”, soprattutto per quanto riguarda la sempre brava Jennifer Lawrence, sul cui volto bellissimo ma duro la Bier insiste quasi con ossessione da cinema muto. Un’immagine per tutte, il primo piano sul volto di Serena, immobile come quello di una bambola di ceramica, nell’epilogo in cui ogni possibile redenzione e ritorno all’umanità è precluso. E seppure non sia lei la reale protagonista della storia (è George), ne resta il motore passionale, occupando la scena con una cupa regalità, sostenuta da un volto meraviglioso  e da un corpo statuario e sensuale.

Ferruccio Gattuso

Una folle passione
Regia: Susanne Bier
Cast: Jennifer Lawrence, Bradley Cooper, Rhys Ifans
Distribuzione:  Eagle Pictures
Uscita nelle sale:  30 ottobre
Voto: 5/10

 

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