“Il ragazzo invisibile”: Gabriele Salvatores gioca col fantasy

foto-il-ragazzo-invisibile-19-lowIl genere fantasy  – con “Il Ragazzo Invisibile”, in uscita nelle sale il 18 dicembre – sbarca anche in Italia. E finisce nelle mani di un regista come Gabriele Salvatores, che con i generi non ha mai temuto di misurarsi, come dimostrano film come “Nirvana” e “Quo Vadis, Baby?”. Le vere buone notizie, però, finiscono qui.

Con un budget di 8 milioni di euro (molti per l’Italia, uno starnuto per i kolossal a stelle e strisce), il regista dell’oscarizzato “Mediterraneo” prova a compiere il primo passo in un genere che si auspica possa sviluppare un ciclo virtuoso entro i nostri confini. Perché è assodato che per il cinema i teenager siano un bacino appetibile, e che le storie di supereroi e di fantascienza siano la materia da loro preferita. “Il ragazzo invisibile” cerca di attirare l’attenzione di questa categoria di spettatori, accompagnando il film con progetti collaterali:  una graphic novel (scritta da Diego Cajelli) disegnata in stile americano (da artisti come Giuseppe Camincoli, Alessandro Vitti e Weher dell’Edera, già collaboratori in usa di case leggendarie come DC Comics e Marvel) che esce in tre albi pubblicati da Panini Comics e un album con la colonna sonora del film, composto da giovani e sconosciuti musicisti selezionati con un concorso. Tutti Under 25 e tutti, come il protagonista del film, “invisibili” per il mercato discografico. C’è del buono e c’è parecchia speranza, quindi, nel progetto che Salvatores spedisce nelle sale.

Ma siccome del film si deve parlare in quanto tale, dispiace dire che la scelta del cast (alludiamo ai giovani interpreti, Ludovico Girardello in primis,  certo non a professionisti come Valeria Golino e Fabrizio Bentivoglio), e lo sviluppo della storia, non sembrano tali da poter sfidare i “rivali” yankee. É ovvio che questa intenzione di “sfida” non c’è minimamente nella mente degli autori e realizzatori de “Il ragazzo Invisibile” ma, in ogni caso, il principio della concorrenza è ineludibile, dal momento che questo titolo finisce nelle sale a ridosso delle feste natalizie, a contendersi spettatori con altri titoli forti, e  non sappiamo quanto sia credibile l’ipotesi che un teenager medio dica al suo miglior amico: “Ehi, perché con i soldi della paghetta al posto che l’ultimo ‘Lo Hobbit’ non andiamo a vederci il film di Salvatores?”.
La storia, suddivisa in una prima parte di preparazione più convincente e in una seconda metà più d’inerzia e non irreprensibile sul fronte della sceneggiatura, racconta del grazioso, timido ragazzino Michele, poco a suo agio tra i banchi di scuola, impacciato in palestra e perdutamente innamorato della compagnia di classe Stella (interpretata dalla bella Noa Zatta; a proposito, proprio in quanto grazioso, è sinceramente poco probabile che il nostro piccolo eroe viva da outsider sfigato e vessato dagli immancabili bulli, se a quell’età l’aspetto estetico è già un punto di forza per essere accettato socialmente). Michele si sente, letteralmente invisibile. E un giorno, scappando dall’ennesima vessazione, prega di diventarlo. E lo diventa. La realtà non è poi così banale, però: non si tratta di un desiderio realizzato, ma di una sua natura cromosomica, che fa pensare alla saga Marvel degli “X-Men”. Il segreto di Michele sta nella lontana Russia, in un padre mai conosciuto, in un uomo misterioso  non vedente che lo segue a distanza, in un’affettuosa madre (Golino) che nasconde un segreto, in uno psicologo della polizia (Bentivoglio) che tiene d’occhio il ragazzino difficile per diversi motivi.

Da tutto ciò nasce una storia che ricorda un poco i film di fantascienza tinta di commedia degli anni Ottanta, tra debito a Steven Spielberg e a titoli come “I Goonies” di Richard Donner. Tra le cose migliori de “Il ragazzo Invisibile”, l’ambientazione a Trieste, di grande suggestione e intimamente legata al tema dell’invisibilità e del potere nascosto (e tale è quello della Bora che, coi suoi venti, squassa le acque  e gli esseri umani della zona), oltre alla fotografia di Italo Petriccione e, fin troppo banale dirlo, alla regia di Salvatores.

Ferruccio Gattuso

Il ragazzo invisibile
Regia: Gabriele Salvatores
Cast:  Ludovico Girardello, Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio
Distribuzione:  01 Distribution
Uscita nelle sale:  18 dicembre
Voto: 6/10

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