“Ouija”: un horror di maniera dispensa paura solo ai non appassionati di genere

OuijaNon siamo specialisti del genere. Ma, dicono, “Ouija” – in uscita nelle sale l’8 gennaio – era un horror atteso. Forse per la produzione di Michael Bay? Eppure, trattasi di film a basso budget, e il portafoglione del regista da kolossal, diciamolo, non serviva.  Forse perché il regista del film è quel Styles White, già sceneggiatore di  come “Boogeyman – L’uomo nero”? Forse infine perché, particolare inquietante, si tratta di una storia ispirata a fatti realmente accaduti? Il risultato, per quanto possiamo dire da profani, è deludente. O meglio: lo spettatore non avvezzo alle pellicole di questo tipo e  in cerca di paura, bè, ne troverà in dosi utili a passare un’ora e mezzo scarsa di tensione. Una volta a casa, sogni d’oro e no problem. Dal canto suo, un appassionato di horror potrà guardarsi “Ouija”  come se stesse vedendo una commedia romantica dall’esito scontato.

Ogni passaggio narrativo, infatti, è già visto e sperimentato in questa storia che vede due ragazze, sin da bambine, giocare con una “tavola” per mettersi in contatto con gli spiriti. Un gioco (oggi commercializzato dalla Hasbro), anzi in passato uno strumento usato dai medium furbastri dalla fine dell’Ottocento. Una volta cresciute in salute e bellezza, una delle due (Shelley Hennig) pensa bene (cioè: male) di ripescare il “gioco” e, da sola, utilizzarlo. Risultato? Finisce impiccata in casa. La trama e l’epilogo finale non spiegheranno poi chiaramente come questa cosa sia potuta avvenire “meccanicamente”, ma lasciamo perdere. Il risultato di questa prima tragedia è che l’amica del cuore  (Olivia Cooke) si arma di coraggio e di un gruppo di amici coetanei (i soliti teenager o ventenni che siano, eroi ormai archetipici dell’horror Usa) per investigare prima, scoprire la trama spiritistica poi, e infine disinnescare una “maledizione”. Come? Non saremo così sadici da svelarlo in queste righe. Le analogie di partenza con la commedia “spaventevole” “Jumanji”  (tra i protagonisti, il compianto Robin Williams) sono indubbie, mentre il cast – piuttosto scarsino e di nesusn carsima – non offre un valore aggiunto alla pellicola. Impossibile resistere alla tentazione di segnalare, tra i protagonisti del film, tal Daren Kagasoff, volto noto per il serial tv “Vita segreta di una teenager americana”: dalle nostre parti, un cognome quasi perfetto per l’horror. Sarebbe bastato cambiargli le due “effe” finali del cognome con due “ti”.

Ferruccio Gattuso

Ouija
Regia: Stiles White
Cast: Olivia Cooke, Ana Coto, Daren Kagasoff
Distribuzione:  Universal Pictures Italia
Uscita nelle sale:  8 gennaio
Voto: 4/10

ouija

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.