“Gemma Bovery”: una commedia al sapor di Allen in terra di Normandia

GEMMA BOVERYRéalisé par Anne FontaineSelezionato come apertura del Torino Film festival 2014, “Gemma Bovery” è la commedia di Anne Fontaine in arrivo nelle sale il 29 gennaio. Una commedia ottimamente scritta e interpretata, tratta dall’omonima graphic novel di Posy  Simmonds, eppure colorata di nitide suggestioni alleniane.

Arte e vita, letteratura e quotidianità si sfidano – prima ancora che nella storia che va in scena – nella mente del protagonista. Martin Joubert (Fabrice Luchini) è un intellettuale parigino fuggito dalla metropoli per nascondersi, un po’ per sua volontà un po’ per volere della moglie, nella tranquillità di un paesino in Normandia. Terra di buon vino, di quiete, di verdi colline e di un pane ottimo: difatti, Martin si ricicla come panettiere. La sua mente, però, resta imbevuta di amore per la letteratura, e soprattutto per un capolavoro flaubertiano, “Madame Bovary”. Un giorno, con l’arrivo in paese di una bellissima ragazza londinese il cui nome, curiosamente, è Gemma Bovery (Gemma Arterton) , la sua fantasia prende il volo. Dall’assonanza quasi omonima, Martin trae spunti  mentali: come un nascosto narratore (o deus ex machina) osserva la giovane e suo marito, il più maturo Charles (Jason Flemying), un restauratore. La coppia inglese si è appena sposata e ha fatto la stessa scelta di Martin: dalla capitale britannica ha deciso di trasferirsiin campagna. Con l’entrata in scena di un giovane e fascinoso studente alloggiato nella sua grandiosa villa locale, prende il via una trama che Martin osserva da lontano. La vita si trasfomerà in arte? O forse Martin ha il potere di salvare da un destino rtagico alla Madame Bovary la bella Gemma?

Commedia scritta magistralmente, “Gemma Bovery” è un piccolo capolavoro, infarcito di intelligenti dialoghi “alla Allen”, così come lo stesso protagonista  – l’eccellente Luchini – appare, con le sue titubanze, la sua solida cultura e l’arrendevolezza totale nei confronti della bellezza femminile, proprio uno di quei personaggi interpretati nelle sue commedie dal regista di “Io e Annie”. Il rapporto di Martin con il capolavoro flaubertiano rievoca in un certo senso quello di Allen con il cult-movie di Michael Curtiz “Casablanca” nel film di Hebert Ross “Provaci ancora, Sam”. Senza contare che il peccato originale di volersi inventare “burattinaio” degli eventi, cui si abbandona il maturo panettiere , è una ennesima citazione letteraria: del personaggio femminile protagonista di “Emma” di Jane Austen. Infine, tanto di cappello a Gemma Arterton, stupefacente per carica sexy ma al contempo bravissima nel dare corpo (e che corpo…) e anima a un personaggio di una leggerezza ipnotica. Un personaggio che, man mano che si abbandona alla liason sconveniente e alla sua fatidica delusione, perde involontariamente fascino situazione dopo situazione, mantenendo intatta la bellezza, sbiadendola però nella prosaicità. Imprevedibile e magicamente “stonato”, poi, il finale. Da vedere. Ultima nota: con quetso film Anne Fontaine si fa (quasi) definitivamente perdonare il terrificante “Two Mothers”, uscito l’anno scorso nelle sale.

Ferruccio Gattuso

Gemma Bovery
Regia:  Anne Fontaine
Cast: Fabrice Luchini, Gemma Arterton, Jason Flemyng
Distribuzione:  Officine Ubu
Uscita nelle sale:  29 gennaio
Voto: 7,5/10

gemmabovery

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