“Italiano medio” è uno sguardo lucido sulle storture del nostro Paese. Così Maccio Capatonda sbanca il botteghino

Maccio1Diciamolo subito. Quella di Maccio Capatonda – comico, produttore, regista, eroe della Rete che punta al colpo grosso al cinema con un film lungo – è una scommessa vinta. Vinta anche al di là della semplice contabilità degli incassi, che pur sono più che sorprendenti, con quasi due milioni di euro raccolti nei primi quattro giorni di programmazione. Lo è però ancor di più per l’aver confezionato una storia ben scritta, centrata sulle forme tipiche della comicità di Capatonda e del suo gruppo e quindi fortemente legata a quel carattere dissacrante e surreale che lo ha fatto conoscere, radicare e poi esplodere, dal web alla tv.

Non era semplice partire da un concept di pochi minuti, quel trailer (un formato caro a Marcello Macchia, questo il vero nome di Maccio Capatonda) intitolato appunto “Italiano medio“, storia della degenerazione morale, esistenziale, quotidiana del nostro Paese sintetizzata nella contrapposizione tra impegno sociale, civile, personale e il trash politico, televisivo, imprenditoriale, collettivo anestetizzante e superficiale con cui ci troviamo spesso a convivere e a vivere. Così, per la prima metà del film, prodotto da Medusa film e Marco Belardi, si assiste a una vera e sorprendente evoluzione nella composizione della sceneggiatura, opera dello stesso Capatonda e di un team formato da Marco Alessi, Sergio Spaccavento, Daniele Grigolo, Danilo Carlani, Luigi Luciano che ha contribuito a cerare lo sfondo, il passato e a dare profondità alla storia del protagonista, Giulio Verme.

Ambientalista convinto in crisi depressiva, che a quasi quarant’anni si ritrova a lavorare in un centro di smistamento dei rifiuti alla periferia di Milano, scaricando tutte le sue nevrosi sui colleghi di lavoro e sulla sua compagna, Franca (Lavinia Longhi). Ma è l’incontro con Alfonzo (Herbert Ballerina), un suo vecchio amico di scuola, a cambiargli la vita. Come? Con la famosa pillolina che farà usare solo il 2% del cervello anziché il 20%, stando almeno a quanto si dice solitamente. Giulio Verme, così come nel famoso trailer da cui tutto ha avuto inizio, si trasforma votandosi a una vita scellerata, tutta donne, sesso, vizi. Una vita da italiano medio.

Capatonda però non si lascia trascinare dal fascino del trash fine a se stesso – che c’è ed è prepotentemente e giustamente protagonista del film – e nemmeno dalla tentazione di separare ciò che è buono da ciò che lo è meno. La sua scrittura comica travolge tutto e tutti. È satira, che guarda agli eccessi e ride degli eccessi. La parodia dell’uomo conscious, attivista integralista, non è meno tagliente della messinscena becera dell’Italia dei vip, dei calciatori sgrammaticati, dei vorrei ma non posso, dei saranno famosi a tutti i costi.

Marco Castrovinci

Italiano medio
Regia: Marcello Machia
Cast: Maccio Capatonda (Marcello Macchia), Herbert Ballerina (Luigi Luciano), Ivo Avido (Enrico Venti), Lavinia Longhi, Barbara Tabita, Rupert Sciamenna (Franco Mari), Anna Pannocchia (Adelaide Manselli)
Distribuzione: Medusa Film
Uscita nelle sale:  29 gennaio
Voto: 6,5/10

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