“Nessuno si salva da solo”: Castellitto/Mazzantini premiata ditta del sentimental tormento

Nessuno si salva da solo_1Sergio Castellitto per la terza volta su cinque film da regista  – dopo “Non ti muovere” e “Venuto al mondo” – porta sullo schermo una storia tratta da un romanzo della moglie Margaret Mazzantini (che contribuisce anche in fase di sceneggiatura): definirla una “premiata ditta” è più che giustificato. “Nessuno si salva da solo” giunge nelle sale il 5 marzo.

Un uomo e una donna si incontrano per una cena, si siedono a un tavolo che ben presto si trasforma in una sorta di ring, con i suoi round e i suoi occhi pesti. Il fatto che uno dei due “sfidanti” sia  un pugile amatoriale, contribuisce a rincarare la metafora. E di metafore, di allusioni, di evidenti rimandi, di ping pong temporale tra passato e presente, e di frasi un po’ troppo sentenziose e letterarie – più adatte a starsene adagiate sulle pagine di un libro che a risuonare nello spazio fisico reale  – vive per l’appunto “Nessuno si salva da solo”. Un film, quello di Castellitto, che rivela una regia un po’ troppo patinata e una scelta autoriale a nostro avviso criticabile: l’invasività eccessiva della colonna sonora musicale.  Ma che trova la salvezza grazie alla straordinaria bravura di due attori come Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca: sono  loro, in una continua tensione emotiva tra rabbia e risentimento (ben catturata dagli implacabili primi piani),  a tenere in piedi storia e film a beneficio dello spettatore.

Nessuno si salva da solo

Gateano e Delia sono al capolinea, o a ciò che credono essere tale, della propria storia sentimentale. Nel presente, alla cena per discutere delle ferie estive e di come “turnarsi” i figli, l’amarezza per un amore finito regna sovrana. I due si amano ancora? Si odiano? Ci sarà concesso capirlo attraverso i continui falshback che, dal tavolo di ristorante, ci portano al passato, quando Gaetano – ragazzo impulsivo, di estrazione proletaria, incontra Delia, rampolla di buona famiglia, con problemi di anoressia. Gaetano sogna di scrivere per il cinema e di dar vita a un romanzo che lasci il segno, ma finisce a scrivere testi per la fiction-tv. Delia è, paradossalmente, una biologa nutrizionista. I due si incontrano, si sposano, hanno due figli. Il progressivo allontanarsi tra i due viene scandito in modo ineluttabile, con l’intervento in scena di personaggi comprimari: la madre svampita e condizionante di Delia, Viola (Anna Galiena), i genitori casinari ex sessantottini di Gateano, gli amici di gioventù che fanno più o meno carriera, a cominciare da quel ex simpatico amico sceneggiatore che si trasforma in un tirannico e egotico cineasta.. É vero che i figli di speparati si separano, come vittime di un virus che scorre di generazione in generazione? É vero che la fedeltà coniugale è una chimera? Insomma la vita com’è, in tutta la sua prosaicità, scorre in “Nessuno si salva da solo”. Con un epilogo che lascia aperta una flebile speranza sulla possibilità che, da quel confronto a tavola, escano due vincitori e nessun sconfitto.

Ferruccio Gattuso

Nessuno si salva da solo
Regia: Sergio Castellitto
Cast: Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Anna Galiena
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Uscita nelle sale:  5 marzo
Voto: 6,5/10

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