“L’amore non perdona”: un’improbabile storia d’amore affossata dal politicamente corretto

L'AMORE NON PERDONA - foto 1E se la la realtà non rispetta l’utopia, bé, tanto peggio per la realtà. É questa, purtroppo, la malattia infantile del politicamente corretto. Quella che in “L’amore non perdona” di Stefano Consiglio – documentarista qui al suo lungometraggio di finzione d’esordio, in uscita il 9 aprile – vede due improbabili protagonisti farsi paradigmi in carne ed ossa di una serie di lezioni ligie al politicamente corretto. Per capirci, difficile vedere in un film (soprattutto europeo) un personaggio mediorientale o comunque musulmano in un ruolo negativo: “L’amore non perdona” fa di più, confeziona un aitante, sensibilissimo, pacatissimo ragazzo tunisino che, folgorato a prima vista dalla “bellezza” (parole sue, e insistite) di una cinquantanovenne medico francese operativo in Italia, fa di tutto per conquistarla e sposarsela. A prescindere da tutto e da tutti, dalle reazioni perbeniste, cripto-razziste, generazionali e  famigliari del mondo circostante. Lui – Mohamed (Helmi Dridi) – ha le idee chiarissime, lei (Ariane Ascaride) si fa condizionare da agenti esterni, non ultima la figlia Maria Ida (Francesca Inaudi). La donna sulle prime è attratta e tituba, poi cede, poi ci ripensa di fronte all’ostracismo dei colleghi e alla reazione della figlia, poi comprende che – come sentenzia il titolo – l’amore non perdona. E dunque, al diavolo lo sdegno degli autoctoni italiani, il silenzio imbarazzato dei parenti tunisini di lui, e soprattutto al diavolo le maldicenze, e forse anche un bel po’ di invidie perché il bel nordafricano è in salute conclamata e lei, seppur bruttina ma dotata di un sommesso fascino, è vicina ai sessanta e guarda un po’ chi si porta nel cuore e tra le lenzuola.

La mettiamo facile, forse anche un po’ ingiustamente, tanto più che va segnalata l’indiscussa bravura di tutti gli interpreti (Helmi Dridi è un esordiente, la Inaudi è bravissima e ci mette, di suo, la solita sontuosa bellezza, la Ascaride è perfetta nel ruolo). Ma tutto, della vicenda narrata, subisce una scansione prevedibile e irritante per perbenismo progressista. Non manca, per dire, perfino la scena in cui Adriana non trova più  in casa una preziosa collana, istintivamente pensa che sia stata rubata da Mohamed, poi la ritrova e si sente in colpa per questo pregiudizio innato al quale si è abbandonata. Ecco, è proprio questo senso di colpa elementare e di immancabile marca occidentale del quale, sinceramente, non se ne può più. Unito ai colori melò della storia, questo evidente difetto trasforma “L’amore non perdona” in un prodotto al sapor di fiction televisiva con un nemmeno troppo nascosto intento edificante.

Ferruccio Gattuso

L’amore non perdona
Regia: Stefano Consiglio
Cast: Ariane Ascaride, Helmi Dridi, Francesca Inaudi
Distribuzione:  Parthénos distribuzione
Uscita nelle sale:  9 aprile
Voto: 4,5/10

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