“Short Skin”: il lungometraggio d’esordio di Duccio Chiarini è una piccola perla

SHORT SKINI finanziamenti a volte funzionano. “Short Skin”, il lungometraggio d’esordio del toscano Duccio Chiarini che ha potuto attingere al budget di centocinquantamila euro di Biennale College – Cinema è un vero piccolo gioiello. Il progetto curato da Biennale di Venezia, cui partecipa anche il marchio Gucci, mira a sorreggere opere prime e seconde di giovani registi. E questa chance se la meritava tutta questa commedia intelligente, garbata, poetica, anche scabrosa ma mai senza perdere il senso della misura. Una storia di formazione che, già al primo passaggio applaudito a Venezia, ha generato analogie con “Ovosodo” di Paolo Virzì. Le epoche sono diverse, ma effettivamente pare di cogliere nel film di Chiarini quella levità e quella poesia mascherata da ironia toscana che resero il film di Virzì un titolo di culto.

La storia è quella del diciassettenne Edo (Matteo Creatini, semplicemente perfetto nel ruolo), cresciuto dalla pubertà alla piena adolescenza con una malformazione al pene. Un’anomalia legata al prepuzio che è risolvibile mediante un’operazione chirurgica, che però terrorizza il ragazzo. Ma se il problema resta saranno, per lui, seri guai psicofisici: difficile e dolorosa l’erezione, con i conseguenti problemi di approccio alle coetanee, nonché ardua entrata dalla porta principale nel mondo adulto. Edo, gentile e sensibile giovane allampanato, alto e magro, dalle spalle curve e goffo nel gestire il proprio corpo,  ha un amico e alleato, l’amico Arturo, ossessionato dalla perdita della verginità: l’estate al mare non deve passare senza che si sia fatto sesso con qualche ragazza. I genitori di Edo (Bianca Nappi e Michele Crestacci) pensano che il problema del figlio si sia risolto crescendo, soprattutto il padre lo stimola in modo un po’ brusco a buttarsi con le ragazze. Il ragazzo, dal canto suo, si trova combattuto tra due approcci, quello più platonico con la vicina di casa Bianca (Francesca Agostini), una villeggiante milanese con cui ha un importante rapporto di amicizia e di cui è perdutamente innamorato (non corrisposto) e quello più carnale per la più disinibita Elisabetta (Marianna Raschillà), che canta in una rock band al femminile e che ha notato nel suo sguardo di ragazzo problematico qualcosa di importante.

La sensibilità di Duccio Chiarini sta nel raccontarci questa storia adolescenziale mettendo lo spettatore al centro di tutti i suoi problemi e imbarazzi (anche i più intimi: come quando prova ad allenarsi al sesso con un… polpo morto pescato insieme all’amico Arturo!), ma senza perdere leggerezza e tocco poetico. Ricorrendo sempre all’ironia,  velata di uno sguardo comprensivo, mai cedendo a una comicità crassa che potrebbe generarsi dalla situazione del problema somatico-sessuale che colpisce il protagonista. A tutto ciò, si aggiunga la straordinaria bravura e spontaneità di Matteo Creatini. Il film  di Chiarini è passato anche  dall’ultimo Festival di Berlino, nella sezione “Generation”.

Ferruccio Gattuso

Short Skin
Regia: Duccio Chiarini
Cast:  Matteo Creatini, Francesca Agostini, Miriana Raschillà
Distribuzione:  Good Films
Uscita nelle sale:  23 aprile
Voto: 7,5/10

posterdef

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