Eros, il suo nuovo album è ‘Perfetto’. Con nuovi autori: da Bianconi a Kaballà, Zampaglione, Mogol, Pacifico

ramazzotti _0931 STUn «nuovo percorso creativo» e una serie di sfide da prendere e affrontare seguendo, come sempre fa da quando il suo nome è rimando all’etichetta più pop della nostra musica leggera, seguendo «il semplice istinto di scrivere belle canzoni e vestirle al meglio». Eros Ramazzotti è tornato, e il suo talento ormai di sicura presa internazionale segue ancora la sua semplice e pressoché infallibile ricetta. Che però, a volte, ammette per necessità qualche ritocco: è così che “Perfetto”, il nuovo album in uscita su Universal e distribuito in 60 Paesi nel mondo, riparte dall’abbandono ai testi dello storico autore Adelio Cogliati e dall’assunzione del duo Kaballà-Francesco Bianconi come firme principali insieme a Federico Zampaglione e, in un paio di episodi, di Pacifico e Mogol, entrambi alla loro prima collaborazione con Eros (dell’ultimo dice: «Lo conosco da 30 anni, è la prima volta che scrive per me e sono molto orgoglioso. Lo è anche il mio papà»).
Una novità, a ben vedere, di non poco conto, che ha contribuito in “Perfetto” a spostare pesi ed equilibri, tenuti insieme dalle musiche e dalla produzione del solito Claudio Guidetti e dello stesso Ramazzotti. Uno che da anni va negli Usa a registrare «per fondere artigianato e internazionalizzazione dei suoni», provando ogni volta a «dare il massimo a chi compra i tuoi dischi e ascolta le tue canzoni». Perché è in queste nuove penne che – dice – «di aver trovato, alla mia tenera età, una libertà e una bellezza di scrittura di cui avevo bisogno».
Quattordici brani immaginati in libertà, «senza pensare a quanto venderanno», per «un disco innocente, vero, volutamente suonato con poca tecnologia e col piacere di tornare alle radici» perché «una canzone la si può vestire come si crede, l’importante è quello che si ha da dire». E “Perfetto” è proprio così, ha un livello più alto di intensità nelle chitarre ed è irrimediabilmente «un album sull’amore», quella cosa «che capisci cos’è solo se la vivi» e che fa rima col rispetto, non solo per una donna o per un figlio, ma per ogni cosa. «Con Bianconi», continua Eros, «il tema amoroso si risolve sempre in qualcosa di molto poetico e complesso. Insieme a lui e Zampaglione sono riuscito a farlo in maniera differente, da persona adulta, che non ha più 20 anni».
Il titolo del disco è un segno di autoironia: «Niente in verità è perfetto», spiega Eros, «ma mi piaceva usare quella parola, perché è un intercalare, un modo di dire molto italiano che però ritrovi in tante lingue ed è facilmente riconoscibile». E poi, aggiunge, «rispecchia molto il momento, il mio stato d’animo. È la prima esperienza che faccio in studio seguendo tutto, dalla prima all’ultima nota». Nell’album mancano i duetti, Eros è solo, convinto da Zampaglione a concentrarsi in solitudine sul cantato, sul desiderio di «essere il protagonista di un disco che ha un grande filo narrativo. È stato, questo, un suggerimento importante per me», confessa Ramazzotti, «che mi ha fatto aprire orecchie e testa».
Il 12 settembre partirà da Rimini la prima parte del tour mondiale, con date a Verona, Milano, Firenze, Roma, Bologna e Torino, e puntate tra fine anno e inizio 2016 in Europa e in diverse città di Bielorussia, Russia, Georgia e Azerbaigian.

Marco Castrovinci

Articolo pubblicato su L’Unione Sarda del 12 maggio 2015

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