“Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet”: un piccolo genio insegue un premio e il suo posto nel mondo

SPIVETTorna l’immaginifico e pittorico Jean-Pierre Jeunet  – autore di “Delicatessen” e del blockbuster “Il favoloso mondo di Amelie” – con “Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet”, in uscita nelle sale italiane il 28 maggio. Titolo che in Francia ha detto la sua già da un anno, e che è tratto dal romanzo “Le mappe dei miei sogni” di Reif Larsen, pubblicato nel 2009. Si tratta di una storia, come al solito per Juenet, corredata da una tavolozza pittorica avvolgente e fiabesca, che vede al suo centro un prodigioso bambino di dieci anni di età (lo Spivet del titolo, interpretato da un ottimo  Kyle Catlett) protagonista di un’avventura on the road attraverso l’America. Il piccolo T.S. è appassionato di cartografia e di invenzioni, ha un che di autistico nel suo calcolare con precisione matematica ogni fenomeno fisico della vita quotidiana. Qualcosa ha sicuramente preso dalla svagata mamma, la Dottoressa Clair (Helena Bonham Carter, per una volta lontana dai ruoli “gotici” confezionatigli con amorevole cura dall’ex marito Tim Burton), sudiosa entomologa, sempre china sugli insetti, che seziona e imbalsama. Il piccolo Spivet vive con lei, con il rude papà cowboy, una sorella quattordicenne graziosa ma con la testa piena di banalità (il sogno di diventare Miss America è uno) e un fratello gemello, Layton, molto diverso da lui: istintivo ed elementare, Layton è il figlio prediletto del papà. La vita della famiglia scorre in un ranch del Montana, in un paesaggio rurale dove la bellezza si sposa con la noia. Ma un giorno la quiete viene sconvolta da una tragedia: Layton muore nel fienile maneggiando incautamente un fucile. Di quel lutto a casa si parlerà pochissimo, come se fosse possibile rimuovere il dolore soffocandolo sotto il tabù del silenzio. Un giorno il piccolo T.S. Spivet riceve una telefonata: l’Istituto Smithsonian – che non conosce la sua reale età – intende conferirgli il prestigioso premio Baird per l’invenzione della sua macchina sul moto perpetuo. Dopo un’iniziale esitazione, senza dire nulla alla famiglia, l’incompreso T.S. salta su un treno merci e si dirige a Washington, per ritirare l’onorificenza.

In questo viaggio, il bambino ha l’occasione di conoscere una variopinta umanità, e di metabolizzare il lutto per il proprio fratello, nonché di crescere in consapevolezza – chilometro dopo chilometro – scoprendo finalmente qual è il suo posto nel mondo. Viaggio fisico e viaggio interiore non sono certo una novità della letteratura, ma la narrazione di Jeunet scandisce ogni passaggio dell’avventura con genuino afflato poetico. E se ne “Il favoloso mondo di Amelie” la visione naif della protagonista poteva risultare irritante, in contrasto com’era con la sua età adulta, in questo caso il protagonista infantile giustifica (e valorizza) tutto. Scenografie suggestive di un’America bella e libera (come forse il cinema americano ha smesso di rappresentare, ed è curioso che lo faccia un europeo, epr di più francese), ottima fotografia di Thomas Hardmeier, cast azzeccato e una storia semplice, condita di comicità, ironia (talvolta caustica) e elementare scansione di fatti curiosi : “Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet” è un film che consigliamo.

Ferruccio Gattuso

Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet”
Regia: Jean-Pierre Jeunet
Cast: Kyle Catlett, Helena Bonham Carter, Judy Davis
Distribuzione:  Microcinema
Uscita nelle sale:  28 maggio
Voto: 7/10

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