“Terminator Genisys”: torna Schwarzy, in un roboante sci-fi tra dejavu, colpi di scena e… comicità.

“Garbo ride!”. Era, questo, il ben noto slogan che esplodeva dalle locandine del film “Ninotchka”, film del 1939 diretto dal grande Ernst Lubitsch. La divina Greta, cioè, rideva per la prima volta sullo schermo. Ora, la Garbo è certo più avvenente della ben nota macchina mortale T-800 venuta dal futuro, ma  che anche essa, distendendo per quanto può la mitica mascella teutonica del suo protagonista, accenni a un sorriso, bè, è una notizia. Anzi, è uno dei segni identificativi di questa ultima avventura della saga di “Terminator”,  intitolata “Terminator Genisys”, in uscita nelle sale il 9 luglio.

Da questa notizia ne discendono altre: ad esempio, che questo episodio ad alto tasso di azione e di spettacolarità contiene una dote di ironia imprevista. Ironia (a tratti si può parlare di comicità) che distingue questo episodio dai deludenti, immediati precedenti, vale a dire “Terminator 3: Le macchine ribelli” e “Terminator Salvation”. Due titoli dalle spalle larghe, francamente bulleschi, che però non hanno scaldato il cuore dei fan. Potrebbe tornare a farlo invece “Genisys”, bilanciando la leggerezza alle citazioni: alcuni robot cattivi recuperano doti e armamenti del passato, e dunque suggeriscono situazioni action simili, l’effetto dejavu potrebbe irritare, ma poi ci sono l’ironia di cui sopra e un intreccio fitto di colpi di scena (preparatevi a un complicato viaggio nel tempo e a un ribaltamento di ruoli clamoroso) a nobilitare il tutto. Tra le sequenze action da ricordare, senza dubbio quella a bordo di un pullman sul celeberrimo Golden Gate, il ponte simbolo di San Francisco.

A dirigere il film è Alan Taylor, nel 2013 impegnato con “Thor: The Dark World” e, in tv, regista di episodi di “Boardwalk Empire” (2010) e “Il Trono di Spade” (2011-2012). E proprio dal “Trono” Taylor pesca, per il ruolo fondamentale di Sarah Connor, la giovane britannica Emilia Clarke che fu Daenerys Targaryen nella serie, bellezza trentenne classe 1986 che però –  guardatela bene sul grande schermo –  non sembra dimostrare più di ventidue anni. Non staremo a scandire i colpi di scena nella storia, la cosa non avrebbe senso e rovinerebbe la festa. Basti un accenno alla vicenda. Nel 2029 John Connor guida la Resistenza contro le macchine. Quando però il leader viene a sapere che Skynet (la rete che domina il mondo) ha inviato nel passato un Terminator (un Arnold Schwarzenegger giovane, vedere per credere) per uccidere sua madre Sarah Connor, John invia nello stesso “luogo temporale”  – il 1984 del primo film – il suo braccio destro  Kyle Reese (Jai Courtney), che aveva salvato anni prima da ragazzino. Mentre sta lanciandosi nel passato, Kyle assiste a una scena che lo sconvolge e, una volta giunto a destinazione, scopre che le cose non sono come preventivate. Sarah e il suo fido Terminator (Schwarzenegger di oggi) sono a conoscenza di qualcosa a lui precluso. La missione del terzetto composto da Kyle, Sarah e Terminator (con i primi due destinati a flirtare, e il terzo a ricordare a tutti di essere “vecchio, ma non obsoleto”) è quella di impedire l’innesto planetario di Skynet. Far saltare Skynet prima che entri in tutte le reti terrestri.

L’operazione “Genisys” sembra riuscita. Il film promette ciò che mantiene, sorride con sguardo affettuoso e rispettoso verso i primi due sensazionali episodi diretti da James Cameron, si distacca dalle seriosità delle ultime due avventure e garantisce messe in scena action spettacolari. Poi, i fan incontentabili o i nerd poco disposti a vedere trattare con ironia le realtà distopiche fantascientifiche potrebbero aversela a male ma, sinceramente, sono problemi loro. Prendere con serietà fuori luogo pellicole del genere è più che infantile: è sbagliato. Quanto alla coppia di giovani protagonisti, è vero che l’alchimia tra loro non è sensazionale, per non parlare del poco carismatico Jason Clarke nel ruolo di John Connor (ma la scelta potrebbe essere caduta su di lui proprio perché Connor, nella presente storia, ha un ruolo che avrebbe stonato sul volto di un divo, come ad esempio l’ultimo Christian Bale di “Salvation”). Tra i migliori del cast, invece, J.K. Simmons – “ancora” caratterista pre-“Whiplash” – nel ruolo di un poliziotto che conosce il segreto dei viaggi nel tempo ma viene preso per pazzo dai colleghi. Dopo trentuno anni dal primo “Terminator”, tanto cinema e una carriera spesa onorevolmente come Governatore della California (mica di Busto Arsizio, con tutto il rispetto), Arnie si diverte un mondo a ritornare attore da film fracassoni. Solo in America.

Ferruccio Gattuso

Terminator Genisys
Regia: Alan Taylor
Cast: Arnold Schwarzenegger, Emilia Clarke, Jai Courtney
Distribuzione:  Universal Pictures Italia
Uscita nelle sale:  9 luglio
Voto: 7/10

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