“Pecore in erba”: un mockumentary grottesco prova a ridere dell’antisemitismo

pecore in arteAlberto Caviglia è ebreo. E in quanto tale può permettersi di giocare a piene mani col genere grottesco, ridendo con ironia, provocazione (e mai sarcasmo) sul virus dell’antisemitismo. In Italia, in questo caso. Resta un mistero come abbia fatto a convincere uno stuolo di commentatori celebri – da Vittorio Sgarbi ad Aldo Cazzullo, passando per Carlo Freccero, Fabio Fazio, Giancarlo Magalli arrivando fino a Chicco Mentana e al sinceramente imprevedibile Ferruccio De Bortoli – a calarsi nella finzione di questo documentario dove si affronta il caso del giovane Leonardo Zuliani (interpretato da Davide Giordano), “genio della comunicazione, fumettista, stilista visionario, scrittore, attivista dei diritti civili”, misteriosamente scomparso.

L’originalità del film sta nel capovolgere completamente il sentire unanimemente riconosciuto e mettere in scena una realtà contemporanea dove l’antisemitismo non viene sentito come un malattia del pensiero bensì un’opinione come le altre. Leonardo sarebbe vittima della cosiddetta “antisemitismofobia”, il non poter esprime concetti antisemiti. I soliti, per capirci: il complotto demo-pluto-giudaico-massonico et cetera. In una Italia ipoteticamente futuribile (che – sottilmente sembra suggerire l’autore –  potrebbe diventare quella che oggi, ogni giorno di più, si abbandona alle censure del politicamente corretto e dell’uso da gendarme del termine “fobia”) la vita di Leonardo viene ricostruita da amici, famigliari e intellettuali. Ovviamente, attraverso momenti totalmente assurdi, illogicamente legati tra loro, demenziali, seguendo un filone che fa della sintesi tra lo humor ebraico tradizionale, la scuola di Monty Python e quella di Woody Allen uil proprio punto di forza.

Non si ride sempre, ma si ride parecchio in “Pecore in erba” (memorabile la trovata di importare striscioni antisemiti all’interno di uno stadio da parte degli ultrà, giocando con gli anagrammi, scomponendo le lettere di slogan apparentemente non sense e innocui), opera prima di Caviglia, già assistente alla regia e collaboratore di Ferzan Ozpetek. Accolto benevolmente dal pubblico all’ultimo Festival di Venezia, il film in uscita il 24 settembre raccoglie consensi divertiti ma anche punzecchiature un po’ acide. Forse da parte di chi mal digerisce l’uso intelligente con cui Caviglia provoca una certa sinistra radicale (sulla destra radicale non c’è nemmeno da dire)  a tal punto anti-Israeliana  da apparire antisemita (altra trovata il kit “tanica di liquido infiammabile più bandiera israeeliana più accendino” con cui Leonardo fa il botto sul mercato).

Ferruccio Gattuso

Pecore in erba
Regia: Alberto Caviglia
Cast: Davide Giordano, Alberto Di Stasio, Anna Ferruzzo
Distribuzione:  Bolero Film
Uscita nelle sale:  24 settembre
Voto: 7/10

pecoreinerba

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