“Caveman”, uomo e donna mai così diversi

caveman_romaÈ ormai quasi un classico lo spettacolo ‘Caveman’, nato a New York nel 1995 ed esportato in 30 paesi. Un monologo esilarante che indaga il rapporto uomo donna, concentrandosi sulle eterne incomprensioni fra i due sessi e infine individuando un possibile motivo per tali incomprensioni.

Pare che l’autore, Rob Becker, abbia studiato tre anni prima di scrivere lo spettacolo. Antropologia, preistoria, psicologia, sociologia, mitologia. Tutto ciò l’ha portato a una conclusione: gli uomini e le donne non si capiscono perché sono semplicemente diversi. È una diversità ancestrale che distingue i due sessi, l’uomo abituato alla caccia e la donna alla raccolta. L’uomo concentrato su una sola cosa alla volta, la donna su molteplici. Esteso il concetto, è presto spiegato perché un uomo utilizzi 2000 parole al giorno e la donna 7000, perché prediliga sport come la pesca e la donna lo shopping e un sacco di altre questioni.

Portato in scena da un istrionico e dirompente Maurizio Colombi per la regia di Teo Teocoli, ‘Caveman’ è un testo incredibilmente universale, il pubblico è sempre coinvolto, ogni coppia presente riesce a identificarsi con quanto raccontato e si trova a ridere delle proprie abitudini e delle proprie stranezze. Circondati da imperfezioni così familiari, eppure tanto comuni, ci si sente a casa. E si ride. Dall’inizio alla fine.
Lo spettacolo è rodato e fila liscio e Colombi è molto bravo a tenere alta l’attenzione infarcendo lo spettacolo di improvvisazioni e interazioni con il pubblico. Uno spettacolo divertente e smaliziato che vi regalerà un’ora e mezza spensierata. E uscendo potreste, chi può dirlo, amare un po’ di più la vostra metà oppure, soltanto, accettarla così com’è.

Francesco Montonati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Pin It on Pinterest