“Spectre”: tensioni psicologiche e spettacolarità nell’ultimo 007

A tre anni dall’ottimo “Skyfall”, sempre diretto da quell’orefice accurato che risponde al nome di Sam Mendes, “Spectre” – nelle sale dal 5 novembre – è un ‘operazione riuscita. Per spettacolarità, grande cura estetica (nelle scene d’azione, nelle magnifiche riprese aeree metropolitane, nell’ipnotico piano sequenza iniziale tra le strade affollate di Mexico City), intensità e spessore psicologico dei dialoghi, recitazione di un cast eccellente (dove su tutti spicca un villain imperiale con volto e sottigliezza di Christoph Waltz, e dove persino Monica Bellucci, in inglese, non sfigura, sepopur nei cinque minuti e rotti che le vengono concessi e nei quali  – ça va sans dire – finsice a letto con 007).

Sulla trama e sul finale resteremo vaghi per due motivi: innanzitutto è giusto, e in secondo luogo vige un comprensibile embargo sui passaggi fondamentali della storia. Non pensiamo di rovinare la festa a colpi di spoiler, però, se diciamo che il tasso d’avventura, nei passaggi da Mexico City a Roma, da Londra a Tangeri, è rispettato secondo le più auree regole bondistiche. L’azione troneggia sin dalla spettacolare scena nella capitale messicana, così come in un elettrizzante inseguimento automobilistico tra le vie di una Roma colta in tutta la sua lussureggiante bellezza (i bolidi finiscono a tutta velocità anche sul Lungo Tevere). Ma sono gli intrecci psicologici tra i due grandi avversari – James Bond (sempre lui, sempre Daniel Craig: mai così elegante) e il grande boss Spectre Franz Oberhauser (Waltz), che nasconde una seconda identità e un rapporto speciale con il più celebre agente segreto della storia cinematografica – a conquistare lo spettatore più esigente, così come la tensione drammatica nella storia personale e sul volto di Madeleine (Léa Seydoux, qui di una bellezza sconvolgente), figlia di un ex sgherro della Spectre, che 007 si prende l’onere (e il piacere…) di proteggere.

Sullo sfondo, una storia che rimanda a suggestioni orwelliane purtroppo ampiamente contemporanee: il rischio di un controllo tecnologico e video sulla vita di tutti gli abitanti del pianeta. Tra gli attori presenti nel cast, merita citazione Ralph Fiennes come nuovo capo di 007 dopo la morte di M (Judi Dench, che appare solo in foto), una tantum coinvolto in una scena d’azione.  Tra i tic divertenti del film, il fatto che le congiunture impediscano a James Bond di godersi in santa pace almeno un Martini “agitato non mescolato”. Prima ci si mette un bar salutista vegano, poi un irruzione criminale quando nulla sembrava più perfetto: un locale chic e un tavolino con di fronte  Léa Seydoux… Infine, menzione speciale per la colonna sonora firmata da Thomas Newman: mai preponderante, abile a sfilarsi nei momenti drammatici e “teatrali” più intensi, ottimamente arrangiata e con un sapiente lavoro armonico sulle “variazioni sul tema” più celebre della saga di 007.

Ferruccio Gattuso

Spectre
Regia: Sam Mendes
Cast: Daniel Craig,   Léa Seydoux, Christoph Waltz,
Distribuzione:  Warner Bros. Pictures Italia
Uscita nelle sale:  5 novembre
Voto: 7,5/10

bond24

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