“Newsies”: al Teatro Nazionale un pezzo di Broadway alza la voce

In Italia qualcosa sta cambiando nel mondo del musical. É come se, da un paio di anni a questa parte, un’accelerazione improvvisa abbia avvicinato la meta. Un tempo questa era ancora troppo lontana, la si avvistava all’orizzonte, poi scompariva. I banchi di nebbia che rendevano difficoltosa la visibilità si chiamavano: pressapochismo, furbate commerciali nella scelta del cast, defaillance tecniche audio, e le note tre discipline (recitazione, canto e danza) malamente assortite. Oggi la meta di cui sopra sembra quasi a portata di mano. Naturalmente si allude a Broadway, o al West End che dir si voglia. Per capirci, la qualità del musical anglosassone.  Sarà uno dei (tanti) lati positivi della bistrattata globalizzazione, sarà che cominciano a fioccare gli interpreti giusti in un numero che sia superiore a quello delle dita di una mano, ma i titoli che possono fregiarsi della dicitura “di qualità”  a questo punto sono diversi.

Tra questi, senza dubbio, deve figurare “Newsies”, coraggiosa scommessa del regista Federico Bellone (un fan del film di Kenny Ortega del 1992, flop curiosamente diventato un successo teatrale nel 2012 con i suoi due Tony Award vinti e le 1.005 rappresentazioni), all’esordio fuori dai confini americani  grazie alla collaborazione di Disney Theatrical con Bugs Live. In versione italiana con musica dal vivo, “Newsies” è in cartellone al Nazionale fino al 27 dicembre (ore 20.45, sabato anche ore 15.30, domenica ore 15.30 e 19.30, ingresso 60-17 euro, info 02.00.64.08.88): storia molto americana, ambientata nel 1899 a New York,  protagonisti un gruppo di strilloni (i “news boys”) guidati da un carismatico leader di nome Jack Kelly  (Flavio Gismondi) nel realizzare uno sciopero contro la grande editoria. Non solo battaglie per i diritti, però: il musical sulle partiture di Alan Menken (“La Bella e la Bestia”, “Aladdin”) garantisce anche una storia sentimentale che vede Jack combattere e flirtare con una giovane aspirante giornalista di nome Katherine (Giulia Fabbri). Insomma, un classico prodotto Disney dove una storia edificante si intreccia ai sentimenti. Trentaquattro perfomer pervasi di una contagiosa energia in scena (questa davvero una novità non scontata dalle nostre parti),  impeccabile orchestra dal vivo di undici elementi, efficaci coreografie inedite firmate da Gillian Bruce (nelle quali, vivaddio, i ballerini non si muovono come ballerini che si fingono strilloni, ma come strilloni magicamente dotati del dono della danza, e questo fa una bella differenza drammaturgica), un protagonista principale del talento di Flavio Gismondi (già apprezzato Moritz Stiefel nel musical “Spring Awakening”, dramma indie-rock di eccelsa qualità in tournée nelle due scorse stagioni: il ragazzo ha tutte i numeri per diventare una star del nostro teatro musicale, se solo fiorisse un pubblico realmente appassionato di questo genere in Italia), un “villain” dai tempi perfettamente teatrali come Simone Leonardi nel ruolo dell’editore Pulitzer: “Newsies” non sbaglia nulla. Vivamente consigliato a chi ama il genere melodico, a chi ha figli dai dieci anni in su, a chi vuole cominciare a intuire cosa sia, realmente, il musical senza aver mai preso un biglietto per New York o Londra.

Ferruccio Gattuso

NEWSIES POSTER picc

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