Gioele Dix in splendida forma nel ‘Malato Immaginario’, al Teatro Franco Parenti

F.A. il malato immaginario (191)Vi è mai capitato di cercare la causa della vostra emicrania e, incappando in una qualsiasi enciclopedia medica, riscontrare su di voi tutti i sintomi delle peggiori malattie descritte? Ecco. Questa è più o meno l’inquietudine che assilla il protagonista e lo muove lungo tutta la vicenda.

A 25 anni dalla morte di Franco Parenti, presso il teatro a lui dedicato, va in scena ‘Il malato immaginario’, fortunatissima commedia di Molière. La regia è di Andrée Ruth Shammah come 35 anni fa, quando il testo è stato messo in scena proprio qui, sul palcoscenico dell’ex Salone Pier Lombardo, oggi Teatro Franco Parenti, e in cui protagonista era proprio Franco Parenti. Gioele Dix era poco più che ventenne quando nel 1980 affrontò per la prima volta il testo. Interpretava Cleante, il giovane innamorato di Angelica, figlia maggiore di Argan. Fu lo stesso Parenti a chiamarlo per una sostituzione. Ed è a lui che deve rapportarsi ora. Una sfida rischiosa. E vinta.

F.A. il malato immaginario -2È raffinata ed evanescente la scenografia (Gian Maurizio Fercioni) che ci accoglie e ci introduce alla vicenda. Circoscrive lo spazio scenico entro mura leggere e inconsistenti e, attraverso di esse, vediamo transitare ombre, ora amiche ora spettrali. Al centro della scena spiccano una poltrona rossa e il malato imbacuccato nel bianco. Argan è nel salotto di casa, e sono le figure della sua vita le ombre che gli orbitano attorno: familiari e amici, medici e amanti. Clisteri, purghe e tanti, tanti medicinali.

Gioele Dix dimostra, vestendo i panni del Malato, di aver raggiunto una stupefacente maturità artistica. Granitica la sua presenza sul palco, enorme il suo sguardo che riempie la scena. Quasi sempre seduto, sono gli occhi e il viso a esprimere le emozioni – pochi i movimenti che la parte dell’infermo concede, è nel viso che si condensa la sua dirompente forza recitativa. Il suo sguardo luccica assieme al rassicurante tintinnio delle ampolle sul carrello dei medicinali e si fa torbido quando qualcosa gli appare poco chiaro. E, coadiuvato da un cast brioso e vitale, dà vita a una rappresentazione Molieriana intelligente e brillante. Che commisura in modo sapiente ironia e tragedia, fondendoli in un connubio potente, toccante e coinvolgente.

F.A. il malato immaginario (163)La nevrosi dell’uomo moderno, già individuata e descritta con lucida lungimiranza da Molière nel ‘Tartuffo’, si esprime ancor più nel ‘Malato’. La paura di vivere nel mondo, di interagire con e in mezzo agli altri. Argan si circonda di medici e infermieri e farmacisti, arrivando al punto di predisporre per la figlia il matrimonio con un, per quanto inesperto e maldestro, medico. Un ideale congiungimento con la medicina, se non fisico in senso diretto, quantomeno acquisito, genetico, genealogico. Tutto ciò lo tranquillizza, lo mantiene sospeso in un limbo di piacevole inquietudine che, se da una parte lo conduce alla malattia e alla morte, dall’altra gli permette un isolamento dalla società, dagli altri esseri umani, nella squisita consapevolezza che, sì, se ne sta andando, ma c’è una schiera di persone che, almeno in apparenza, gli vogliono bene, lo accudiscono e decidono per lui, sollevandolo dal peso delle responsabilità. E quando il rapporto medico-paziente vacilla Argan si sente perduto, l’ansia e il panico si impadroniscono di lui.

Fin troppo facile è contestualizzarlo ai giorni nostri. Ognuno di noi può trovare in questo spettacolo qualcosa che lo riguarda. La paura della malattia, l’ipocondriaca ansia verso qualcosa che inconfutabilmente ci raggiungerà e di cui abbiamo, se non paura, timore reverenziale.
Uno spettacolo tragico e ironico, dunque, come tragico e ironico fu il destino che il 17 febbraio del 1673 irrise Molière il quale, dopo aver recitato la parte di Argante, finì la rappresentazione della sua commedia e morì poche ore dopo.

Francesco Montonati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Pin It on Pinterest