Pannofino in teatro, un borghese piccolo piccolo

È in scena al Teatro Carcano, fino a domenica 24 gennnaio, la commedia ‘I suoceri albanesi – Due borghesi piccoli piccoli’. Protagonista una famiglia borghese, appunto. Un padre (Francesco Pannofino), una madre (Emanuela Rossi) e una figlia. Lucio è consigliere comunale e Ginevra, sua moglie, proprietaria di un ristorante chic. Crescono insieme un’adolescente irosa e scostante. I valori in gioco sono tanti, tutti alti, tutti grandi. I giovani: tutto il giorno con in mano il telefono, non sanno più cosa sia la vera socialità, lo scambio, la relazione con il diverso, l’estraneo, lo straniero. Così convinti, i genitori si ostinano a cercare di imporre alla figlia i loro valori ormai sbiaditi. Erano i valori di una volta, quelli che li hanno mossi alle lotte rivoluzionarie (di cui entrambi sono stati protagonisti in gioventù) ma a cui fino in fondo non credono più nemmeno loro. La relazione con il diverso, certo. Ma tra il dire e il fare.

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Così, quando la figlia si innamora di un idraulico albanese, tutti i valori che predicavano, le virtù che vantavano vacillano, i loro principi adesso non sembrano più così solidi e il castello di sabbia inizia a traballare. È una famiglia normale, del resto, con le sue routine, le sue dinamiche, personali quanto simili a quelle di molte altre famiglie. È facile immedesimarsi.

SUOCERI-web-733x1030Tutti pronti a dichiararsi non razzisti salvo aggiungere quel però, alla fine della frase. È da qui che parte la faccenda. Il gioco di tensioni represse, di equilibri fragili, di fraintendimenti, di equivoci e incomprensioni. Il tutto osservato e descritto attraverso la lente di un irresistibile umorismo che, complice la simpatia dei protagonisti, coinvolge lo spettatore. Che ride, dunque. E tanto. Di una risata facile, per la verità, leggera. Nonostante il tema di fondo sia infatti strettamente legato all’attualità e potrebbe essere sviscerato e discusso in mille maniere (più o meno utili), è inutile cercare nel testo chissà quale significato profondo. Non c’è retorica, né alcuna celata polemica. È una macchina per ridere, efficace e ben costruita, tesa fino alla fine verso questo obiettivo. Pannofino, autentico traino dello spettacolo, è coadiuvato da cast brillante e vitale, e in compagnia di attori capaci – tempi comici efficaci e ben rodati, l’energia giusta in ogni momento – e il conforto di due voci “amiche” (entrambi i protagonisti sono anche famosi doppiatori) le due ore di spettacolo passano svelte e nella più totale serenità.

Francesco Montonati

 

di Gianni Clementi, con Andrea Lolli, Silvia Brogi, Maurizio Pepe, Filippo Laganà, Elisabetta Clementi. Regia Claudio Boccaccini. Produzione Sala Umberto

 

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