“Remember”: Atom Egoyan firma un thriller “storico”

Un finale imprevedibile, che piacerà molto agli appassionati di “gialli”, e una costruzione molto convenzionale della storia per giungere esattamente a quel finale. Sono queste le caratteristiche – al netto di una regia abilissima che Atom Egoyan ci ha abituato ad apprezzare negli anni – che rendono “Remember”, nelle sale dal 4 febbraio, un film dal forte potenziale sul pubblico, e allo stesso tempo un’opera incapace di scaldare i cuori smaliziati accomodati nelle sale “da festival”. Difatti, poco si comprende il passaggio di “Remember”  in concorso all’ultima Mostra di Venezia.

Date retta a noi, questo thriller sul filo della memoria tra passato e presente, tra ricordo doloroso della Shoah e incombenza della malattia, ben interpretato da veterani come Christopher Plummer, Martin Landau e Bruno Ganz, vale il prezzo del biglietto. Pur trattando un delicato argomento come l’Olocausto perpetrato dai nazisti contro gli ebrei serve allo spettatore – come in fondo era riuscito all’ottimo “L’allievo” di Bryan Singer – un mix azzeccato di entertainment (nel senso nobile del termine, vale a dire il più puro coinvolgimento) e di sostanza. Esattamente all’incrocio tra il citato film di Synger e “Memento” di Christopher Nolan risiede il punto di partenza suggestivo della vicenda in cui è protagonista il novantenne Zev (Plummer): rimasto vedovo dell’adorata moglie Ruth e affetto da demenza senile, l’uomo ha un’ultima missione da compiere prima di morire. A proporgliela è l’amico e coetaneo Max (Martin Landau): uno dei quattro personaggi in una lista è la guardia nazista che settant’anni prima ha massacrato ad Auschwitz la sua famiglia, oltre a quella di Max. L’uomo si è rifatto una vita ed è invecchiato in tranquillità. Zev, per l’età che ha e per le condizioni in cui è, può ergersi a vendicatore: deve solo tenersi stretta una lettera scrittagli da Max, dove l’amico gli ricorda chi egli stesso sia e quale sia la sua missione. Così, ad ogni risveglio (sempre in cerca di Ruth e senza sapere perché sia in quel luogo e cosa debba fare) Zev può ricordare ogni cosa. E proseguire la missione. Incredibile a dirsi, pur passando tra molte difficoltà, Zev riesce ad armarsi, completare la lista e arrivare al cospetto del carnefice. E proprio qui, al redde rationem, esplode il succitato colpo di scena.

Il mondo contemporaneo in cui si muove il vecchio Zev è un incessante ricordo del tragico passato: la memoria di Auschwitz prende forma sonora e visiva attraverso elementi del quotidiano che apparirebbero innocui a uno sguardo ignaro dell’orrore. Una sirena in lontananza, una doccia in una camera d’albergo, un cane lupo infuriato, sono tutti “memento” suggestivi e inquietanti che accerchiano Zev e ricordano a lui e a noi spettatori i simboli dell’indicibile. Forse non è poi così plausibile che un più che ottuagenario vendicatore riesca in un’impresa come quella narrata in “Remember”, ma in fondo questo  è il significato sottinteso del titolo che, a tutti gli effetti, è un verbo imperativo: per quanto possa apparire difficile e difficoltoso, ricordare è un dovere.

Ferruccio Gattuso

Remember
Regia: Matom Egoyan
Cast: A Christopher Plummer, Martin Landau, Bruno Ganz
Distribuzione: Bim Distribuzione
Uscita nelle sale: 4 febbraio
Voto: 7,5/10

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