“Le confessioni”: nel thriller anomalo di Andò un frate outsider tra potenti e big della finanza

 

Continua l’onda lunga del “sorrentinismo”. Non che sia poi così grave, però fa sorridere come certi stilemi facciano breccia nell’immaginario del pubblico e tra gli addetti ai lavori, questi ultimi soprattutto dotati nell’avvistare l’onda di cui sopra, afferrare la propria personale tavola da surf, e cavalcarla secondo il proprio stile. Con “Le confessioni” di Roberto Andò – nelle sale dal 21 aprile – ci si ritrova in un hotel di lusso molto simile a quello di “Youth”, popolato da personaggi che si muovono, tra i suoi corridoi e spazi relax, in modo vagamente “alieno”.

L’hotel è il castello kafkiano nel quale si trincerano i potenti della Terra – il cosiddetto G8 – insieme al boss del Fondo Monetario, il francese Daniel Roché (Daniel Auteuil). Quel gotha è alla vigilia di prendere una dolorosa decisione: l’adozione di una manovra segreta che sarà pesantissima per alcuni paesi. Roché ha però voluto, per questioni di immagine, tre outsider nello stesso scenario esclusivo: un monaco italiano di nome Salus (Toni Servillo), una rockstar (Johan Heldenberg)  “impegnata” alla guida di una Ong e una scrittrice di romanzi per l’infanzia nota per le sue posizioni progressiste (Connie Nielsen). Il quadretto costruito ad arte va in pezzi quando Roché, imprevedibilmente, dopo un colloquio/confessione con il religioso Salus, si suicida. Da quel momento, si innesca nella storia il motore del thriller (che Andò accarezza con evidenti e persino dichiarate allusioni al maestro dei maestri Hitchcock (da “Io confesso” a “Gli Uccelli” ad alcune inquadrature e movimenti di macchina che sono veri e propri tributi): i politici del G8 sono convinti che Roché, prima di uccidersi, abbia confessato qualche segreto a Salus. Il monaco segue però due regole sacre per lui: il voto di silenzio e il segreto confessionale. Salus subisce pressioni ai limiti del lecito, entra in connessione con diversi personaggi presenti nell’hotel, in qualche modo “confessandoli” a turno (da qui il titolo al plurale del film), trovando nella scrittrice una preziosa alleata.

Tutto si svolge attraverso dialoghi asciutti e lunghi silenzi, mentre lo spettatore viene a conoscenza di splendori (pochi, e materiali) e miserie (molte, e morali) dei politici sulla scena. Il sottofondo moraleggiante alla base è evidente ed esplicito: i potentati politici ed economici hanno fatto strame della democrazia e dell’opinione pubblica,  prendono decisioni sulle nostre teste, tagliando – darwinianamente – quelle più deboli.  Andò è, inutile ricordarlo, anche l’autore di  “Viva la libertà”,  altra pellicola nella quale troneggiava  – in un personaggio scritto in modo nettamente migliore – lo stesso Toni Servillo. A risultare un po’  troppo elementari ne “Le confessioni” sono i simbolismi, e gli stessi dialoghi – sebbene talvolta egregiamente recitati come nel dialogo  tra Salus e il premier italiano interpretato da Pierfrancesco Favino, un teso alternarsi di primi piani in campo e controcampo che conquista l’occhio – offrono meno di quanto mantengano nelle prime battute.

Certo il messaggio che il mondo politico occidentale è asservito alla mera regola del tornaconto e del profitto e si è del tutto sradicato dalle proprie radici storiche valoriali (in primis cristiane, ma anche stoiche e illuministico-democratiche) è un concetto un po’ logoro, ancorché vero e purtroppo confermato dai fatti. La “buona novella” forse emerge nell’epilogo: il disinteresse serafico di Salus per la propria incolumità a rischio e per il proprio benessere (non possiede infatti nulla se non il proprio abito e un registratore con cui registra il canto degli uccelli) non è regola imposta dall’alto ma scelta personale. Perché il cristianesimo delle origini così cominciò a cambiare il mondo: con il comportamento individuale e la conversione di ogni singolo uomo.

Ferruccio Gattuso

Le confessioni
Regia: Roberto Andò
Cast: Toni Servillo, Connie Nielsen, Pierfrancesco Favino
Distribuzione:  01 Distribution
Uscita nelle sale:  21 aprile
Voto: 6/10

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