“Benvenuti… ma non troppo”: una commedia fiacca scherza sui tic sociali francesi

Non sempre la Francia fa centro. Insomma, anche lassù qualche sceneggiatore è fallibile. “Benvenuti… ma non troppo” di Alexandra Leclère – nelle sale dal 28 aprile – maneggia luoghi comuni e banalità come clave, quasi gli autori avessero seguito  qualche laboratorio in Italia sulla commedia leggera e dimenticabile. Un po’ ci rasserena vedere che anche Oltralpe resiste – come la salma di Lenin conservata  a Mosca –  la stantia divisione destra-sinistra, e i cliché sulla “gretta maggioranza silenziosa” e sui “radical chic con le idee a sinistra e il portafoglio a destra”. Non siamo gli unici schiavi di questa pantomima delle ipocrisie, dopotutto.

La storia. In Francia l’inverno è durissimo: il governo (socialista, ovviamente) decide che i senza tetto vengano ospitati nelle case dei francesi più fortunati. Il numero degli ospiti varia in proporzione ai metri quadri di appartamento posseduti. Panico. Al civico 86 di Rue du Cherche Midi, ad esempio, dove abitano due famiglie così diverse e incompatibili che il detestarsi fra loro è il minimo . La famiglia Dubreuil (Karin Viard e Didier Bourdon) è borghese, vota il centro-destra, legge “Le Figaro” strizza l’occhiolino a Le Pen e ce l’ha con gli immigrati e i francesi un po’ troppo “abbronzati”, mentre i Bretzel (Valérie Bonneton e Michel Vuillermoz) sono i tipici esponenti del radicalismo chic intellettualoide:  leggono “Liberation”, sono attivi nelle manifestazioni e guardano dall’alto in basso i vicini “gretti”. Eppure, di frotne alle misure drastiche del governo francese, entrambi reagiranno in modo simile: perché un conto è parlare di solidarietà, un altro è ritrovarsi in casa estranei e senza tetto.

Anche da queste poche righe è facile comprendere come le maggior punzecchiature vadano ai secondi protagonisti della “sfida”: i primi non sono un granché, è vero, ma almeno non sono ipocriti. A dire il vero, il “lui” di casa Bretzel  – Gregroy – sarebbe coerente e idealista: è lei, Béatrice, a predicare bene e razzolare male. In tutto ciò, la portinaia del palazzo (Josiane Balasko), con simpatie lepeniste, cercherà di sfruttare la nuova situazione sociale. E se dal suo comportamento vi sembrerà di ricordare quei francesi che, durante l’occupazione tedesca, si barcamenarono cercando di sfruttare furbescamente la situazione, bè, non andate troppo lontani dal giusto.

Tutto qui. Il difetto della commedia della Leclère è l’esaurire nelle prime battute la ricetta della storia, per poi scadere in una ripetizione meccanica, alla lunga noiosa, delle mille situazioni in cui i personaggi-stereotipi agiscono seguendo la propria indole, palese e o mascherata. Il genere è quello della farsa, ma si ride (e sorride) veramente poco.

Ferruccio Gattuso

Benvenuti ma non troppo
Regia: Alexandra Leclère
Cast:  Karin Viard, Didier Bourdon, Valérie Bonneton
Distribuzione:  Officine Ubu
Uscita nelle sale:  28 aprile
Voto: 4,5/10

benvenutimanontroppo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.