“Money Monster”: L’altra faccia del denaro… è meglio non vederla

E se è vero, com’è vero, che oggi i soldi sono “un pugno di fotoni”. Se è vero che il denaro si è fatto, o è stato fatto, della stessa materia dei sogni. Se infine è vero che un tempo, se chiedevate di vedere dove stava il vostro denaro “vi facevano vedere un lingotto d’oro” e ora la vostra fatica e i vostri risparmi constano in impalpabili cifre in corsa nel circuito informatico “perché tutto deve essere veloce, sempre più veloce”. Bè, se tutto questo è la realtà di oggi – come recita l’incipit di “Money Monster” di Jodie Foster, nelle sale dal 12 maggio e Fuori Concorso a Cannes – allora siete (siamo) tutti nella cacca. E forse non è poi così strano che, di fronte a tanta incosciente superficialità, una star come Lee Gates (George Clooney), conduttore e mattatore del programma finanziario televisivo “Money Monster”, affronti i temi del risparmio, della Borsa e dell’azionariato con il senso della spettacolarità un po’ demente di tanti programmi Usa sul meteo.

“Non facciamo giornalismo, punto”, ammette la stanca ed esasperata regista del programma, Patty (Julia Roberts). Non si fa servizio e informazione al cittadino, questo il senso, ma solo spettacolo. Il segreto di questa commedia amara tinta di sano thrilling, però, sta nella variabile impazzita, qualcosa che involontariamente porta alla catarsi di (quasi) tutto e tutti. É il giovane  Kyle (Jack O’Connell) che, avendo bruciato 60.000 dollari seguendo i consigli di Gates, riesce a irrompere nello studio durante la diretta armato di una pistola e di un gilet dinamitardo (da far indossare proprio a Gates) per chiedere la verità. Non la restituzione del denaro, ma la verità su quei complessivi 800 milioni di dollari investiti da tanti americani in tale fantomatica Ibis Clear Capital e quasi immediatamente “bruciati”. L’amministratore delegato di quel fondo è irreperibile, ma qualcuno deve dare spiegazioni. O si salterà in aria in diretta.

A questo punto, Patty non molla la diretta e, minuto dopo minuto, è chiaro che oltre alla Finanza, è la complicità dell’Informazione con essa a finire sul banco degli imputati. Quanto alla cornice da thriller con epilogo action collegata al tema delle “fregature finanziarie”, più che ai seri “Margin Call” o “La grande scommessa” il pensiero dello spettatore cinefilo dovrebbe correre al recente spagnolo “Desconocido”, altra storia ricca di adrenalina, altrettanto semplicistica in più di una sterzata narrativa, eppure riuscitissima nel dare un senso all’esasperazione e allo sconcerto del piccolo risparmiatore di fronte agli ultimi disastri della finanza mondiale.

La Foster butta sul campo una regia essenziale, suggerisce qualche simbolica inquadratura (come quando, a fine incubo, il cameraman lascia la telecamera accesa puntata verso il pubblico in sala, cioè verso di noi, a suggerirci che noi siamo esattamente come il giovane Kyle) e sfrutta con misura l’istrionismo buffonesco di Clooney, sempre così abile e crudele verso sé stesso, impagabile nello smontare il proprio fascino. Del “villain” della storia non diremo nulla, se non che – evidentemente – non è il sequestratore Kyle.

Ferruccio Gattuso

Money Monster – L’altra faccia del denaro
Regia: Jodie Foster
Cast: Julia Roberts, George Clooney, Jack O’Connell
Distribuzione:  Warner Bros. Picture Italia
Uscita nelle sale:  12 maggio
Voto: 7/10

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