“Tournée da Bar: l’esperienza tradizionalmente più innovativa della scena nazionale”

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Se una sera, al bar, mentre sorseggiate il vostro cocktail preferito, doveste essere interrotti dai lamenti di un uomo che per gelosia ha appena a ucciso la moglie, be’, aspettate a chiamare la polizia. Potrebbe essere Otello che si strugge per la sua Desdemona.
È questa, infatti, la sfida di Tournée da Bar: portare il teatro al bar, rievocare le vicende degli eroi shakespeariani tra un caffè e un salatino. Curiosi? L’attore che ha ideato il progetto Davide Lorenzo Palla e il regista Riccardo Mallus ci spiegano l’iniziativa.

Playmilano: Da cosa nasce il progetto Tournée da bar?

Davide Lorenzo Palla: Una sera ero al bar con amici e stavo parlando di uno spettacolo che avrei voluto mettere in scena. C’era molta gente e un frastuono assordante. Così, per farmi sentire da tutta la tavolata, sono salito in piedi su una sedia e ho iniziato a raccontare da lì per filo e per segno cosa avrei voluto fare nel mio spettacolo. A un certo punto mi accorgo di uno strano, innaturale silenzio. Mi guardo attorno: tutto il bar s’era zittito per ascoltarmi. Alla fine è scattato persino l’applauso!

Lì hai capito le potenzialità della cosa.

Davide: Sì. Avevo appena parlato di uno spettacolo, ma la domanda che mi ponevo era: dove lo porto? E in quel momento ho avuto la risposta. Al bar, naturalmente.
Si parla tanto di audience developement, di audience engagement, di trovare nuovi spettatori e coinvolgerli in maniera attiva. Be’, il bar è il luogo ideale per avvicinare il teatro a un pubblico che di solito non lo frequenta. Portando il teatro al bar portiamo anche gli spettatori del bar a teatro. È un’operazione che sposa il teatro perché lo ama.

Questa tua performance improvvisata ha poi trovato un suo sviluppo. Come?
Abbiamo iniziato a rappresentare nei bar prima alcune drammaturgie originali, poi ci siamo spostati sui grandi classici con una trilogia di Shakespeare che comprende Otello, Romeo e Giulietta e Amleto.

Una scelta coraggiosa se l’intenzione è avvicinare neofiti al teatro. In quest’ottica, forse, Shakespeare non è l’autore più semplice o più immediatamente fruibile. Perché iniziare con lui?

Davide: I grandi classici trattano temi universali. Parlano delle pulsioni più profonde e sfiorano le corde che muovono l’animo stesso dell’uomo. Mettendoli in scena ti rivolgi a ogni singolo spettatore, invitandolo a riflettere su tematiche importanti, che vale sempre la pena ribadire. La gelosia di Otello, il sentimento che lo porta a uccidere la donna che ama è un tema tristemente attuale. Romeo e Giulietta ci racconta di due giovani che potrebbero amarsi ma sono ostacolati dalle rispettive famiglie accecate da atavici preconcetti l’una nei confronti dell’altra. Amleto parla di un ragazzo che passa la sua vita cercando una vendetta senza riuscire a trovarla. Alla fine si vendica ma è troppo tardi. È un’ecatombe, muoiono tutti e lui ha passato la vita nella non-azione, fra il rancore e l’odio. Vogliamo fare riflettere su temi che toccano tutti.

Del resto, Shakespeare è uno degli autori più facilmente attualizzabili e le sue storie macchine drammaturgiche perfette, ideali per essere trasposte ai nostri giorni perché in grado di toccare l’uomo nella sua intima profondità, oggi come ieri.

Riccardo Mallus: Quelle che tratta sono le tematiche fondanti delle dinamiche umane. Questo fa molta presa sul pubblico. In teatro come al bar, i problemi che si vivono sono quelli.

tournee_da_bar-5Parliamo adesso degli aspetti tecnici legati alle difficoltà di portare in scena uno spettacolo in luoghi non pensati per ospitarne. Come vi regolate?

Davide: Abbiamo allestimenti agili, facilmente gestibili, che però riescono a ricreare la magia del teatro. Abbiamo le nostre ribaltine, un impianto audio con microfoni ad archetto e casse (c’è un musicista che ci accompagna in scena). È impressionante vedere come un bar, luogo dove normalmente si beve il caffè con quattro tavolini sparpagliati per la sala e il tintinnio di cucchiaini e piattini in perenne sottofondo, riesca a tramutarsi, la sera, in uno spazio teatrale.

Devono essere locali abbastanza grandi, quindi.

Davide: Non necessariamente. Abbiamo lavorato anche in spazi molto piccoli. C’è solo un piccolo fondale alle nostre spalle, per il resto ci esibiamo su tre cassette di frutta senza graticcia, né palcoscenico.

Un adattamento che ricorda molto da vicino il teatro com’era concepito ai tempi di Shakespeare, meno agghindato e molto più popolare.

Davide: Il nostro intento è rendere omaggio e onore alla tradizione Shakespeariana. So che può sembrare una provocazione ma trovo sia più scorretto recitare Shakespeare in un teatro piuttosto che in un bar. Il teatro silenzioso con il pubblico seduto su comode poltroncine a quell’epoca non esisteva.

Riccardo: Con il nostro progetto stiamo tornando alla matrice popolare del teatro dei classici. In realtà non è una rilettura ma la riscoperta del funzionamento del teatro dell’epoca.

È un interessante paradosso che attualizzando si ritorni alle origini.

Davide: Io infatti dico che Tournée da Bar è l’esperienza tradizionalmente più innovativa della scena nazionale.

Riccardo: O innovativamente più tradizionale!

Quali sono i vostri prossimi spostamenti?

Davide: La richiesta è molto grande. Abbiamo lo zoccolo duro qui a Milano, dove facciamo anche venti date una dietro l’altra, ma stiamo organizzando una tournée nazionale. A settembre partiremo con il Nord Italia, visitando Liguria, Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta e Trentino.

Riccardo: La nostra, più che una compagnia teatrale, è un progetto d’impresa di cui Davide è leader e project manager. Il nostro obiettivo è  creare tournée che comprendano tutto il territorio nazionale. A questo scopo sul nostro sito Tourneedabar.com abbiamo allestito uno spazio per chi vuole segnalare spazi adatti a ospitare i nostri spettacoli, in giro per l’Italia.

Per la prossima stagione teatrale è prevista una vostra collaborazione con il Teatro Carcano. Quanto c’è di Tournée da bar nello spettacolo che rappresenterete su quel palco prestigioso e imponente, davanti a una platea di mille posti?

Davide: Un detto zen dice: la migliore forma è quella dell’acqua perché adattandosi a tutto a tutto è adatta. Il nostro spettacolo è come l’acqua. L’abbiamo portato nei bar e funzionava, nelle piazze e funzionava, nei teatri e funzionava. E anche al Carcano ci aspettiamo un’ottima resa.

Riccardo: Lo spettacolo che portiamo è un monologo in cui Davide interpreta tutti i personaggi e ripercorre la storia di Otello, accompagnato da un ensemble di musicisti che, con gli arrangiamenti di Tiziano Cannas, ne sottolinea colori e atmosfere. E come regge al bar regge a teatro.

tournee_da_bar-2Dev’essere impegnativo convogliare all’interno di una sola persona una serie di personaggi così disparati, come Iago, Otello, Desdemona. Quali sono le parti più difficili da recitare e perché, e quali quelle in cui ti senti più a tuo agio?

Davide: Faccio fatica a risponderti. Ho metabolizzato tanto il testo che ormai è un flusso continuo. Sono entrato in tutti i personaggi e in tutti sto bene, così come tutti hanno qualcosa che non mi piace. È un confronto-scontro tutte le sere, ma ormai – dopo quasi cento repliche – parte di me.

E a livello registico?

Riccardo: È una sfida, c’è moltissimo lavoro dietro questo spettacolo. Di narrazione sulla storia, di narrazione dai diversi punti di vista dei vari personaggi, sullo studio delle interazioni dei personaggi e di come esse influiscano sulla storia. È tutto lavoro invisibile ma indispensabile, se vuoi curare lo spettacolo nei dettagli. Ad esempio, ci siamo posti il limite di non cedere alla volgarità. Le parolacce che troverete nel testo sono solo quelle che effettivamente il bardo di Avon ha previsto, né più ne meno.
Per conoscere i dettagli dell’iniziativa e le date della tournée in continuo aggiornamento potete visitare il sito www.tourneedabar.com o la pagina Facebook. 

Intervista di Francesco Montonati

 

 

 

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