“Deepwater”: Mark Wahlberg eroe “normale” nella cronaca del più grave disastro ambientale Usa

 

Viene considerato il più grave disastro ambientale della storia Usa. E in effetti, quando quelle migliaia di barili di petrolio ogni giorno si riversavano nel mare del Golfo del Messico, al largo della Louisiana nel 2010, giornali e tg intonavano il de profundis della tragedia umana (undici morti tra gli operai della piattaforma Deepwater Horizon) e ecologica.

Oggi Peter Berg torna su quel grave fatto di incoscienza professionale e di avidità (di cui si fa collettore di avversione un impeccabile John Malkovich nel ruolo di Vidrine) con “Deepwater – Inferno sull’Oceano”, nelle sale dal 6 ottobre. Un film anomalo, nettamente diviso in due parti quasi impermeabili fra loro: una prima parte concentrata nel dipingere un affresco del mondo professionale, soprattutto degli operai, legato alle piattaforme petrolifere (un’immersione nel linguaggio, nei volti, nelle passioni degli uomini destinati a lavorare per lunghe settimane in mezzo al mare, lontano dalle famiglie), e una seconda parte cronachistica, incentrata sul disastro, un adrenalinico dipanarsi di sequenze d’azione dove l’unico concetto veicolato è il coraggio  e l’altruismo dell’eroe “quotidiano” Mike Williams (interpretato da Mark Whalberg, tornato a fare squadra con Berg dai tempi del militaresco “Lone Survivor”). Come ha ammesso il regista, non interessava demonizzare la società che affittò la piattaforma (la British Petroleum), bensì porre in risalto la nobiltà d’animo di alcuni buoni eroi americani, in primis quella del succitato Williams. Insomma, l’America attraversa un momento difficile di declino imperiale, si ritrova alla Casa Bianca un presidente non particolarmente di carattere e dalle molte esitazioni in politica estera, è attraversata da inquietudini relative al prossimo inquilino destinato a insediarsi nel palazzo presidenziale dii 1600 Pennsylvania Avenue (una candidata non in ottima salute e un avversario pieno di ombre e ben deciso a tirare i remi in barca come America), naturale dunque appellarsi ai buoni e affidabili eroi del quotidiano, quelli che rischiano e si preoccupano per gli altri. Mark Wahlberg, si sa, è uno degli attori più sfruttati nel ruolo dell’americano, spesso di estrazione proletraria, tutto d’un pezzo.

Tornando ai due capitoli della storia, è bene sapere che la prima può rivelarsi ostica, quasi documentaristica, e certo non una passeggiata per chi non abbia anche solo un minimo interesse per il mondo delle piattaforme petrolifere, dei motori e insomma dell’universo da buon maschio alfa a stelle e strisce. La seconda primitiva, elementare ma indubbiamente efficace, ridona energia alla pupilla e conduce per mano fino all’epilogo. Certo, anche in questo caso non è che la sceneggiatura fatta di esplosioni, fughe di gas, corridoi invasi dal fuoco non rischi di rivelarsi ripetitiva. Ma, date le suddette circostanze, sarà perlomeno il rumore a tenervi svegli.

Ferruccio Gattuso

Deepwater – Inferno sull’oceano
Regia: Peter Berg
Cast: Mark Wahlberg, Kurt Russell, Kate Hudson
Distribuzione:  Medusa
Uscita nelle sale:  6 ottobre
Voto: 6/10

deepwaterhorizon

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