“Mine”: i registi italiani Fabio & Fabio raccontano un altro… “passo falso”

 

Nella storia del cinema i titoli “gemelli” partoriti a stretta distanza l’uno dall’altro non sono poi così rari. Ci sfuggono i meccanismi di quelle che possono essere a) coincidenze b) suicidi commerciali c) risultato di una corsa a chi arriva prima nello sfruttare un’idea che gira nell’ambiente della produzione cinematografica. Certo è che “Biancaneve” e “Biancaneve e il Cacciatore” del 2012, “The  Prestige” e “The Illusionist” nel 2002,  “A Bug’s Life” e “Antz” nel 1998 sono solo alcuni casi relativamente recenti di un “tic” periodicamente riemergente sul volto nevrotico di un cinema affamato (o a corto) di idee ma sempre più a caccia di soldi.

Inseriamo nel novero di questi “parti gemellari” il bis prodotto sui nostri schermi tra giugno scorso e praticamente oggi, dal momento che “Passo falso”  di Yannick Saillet  e “Mine” dei registi italiani Fabio Guaglione  e Fabio Resinaro (nome d’arte Fabio & Fabio, il loro film è nelle sale dal 6 ottobre) trattano del medesimo argomento. Un soldato finisce su una mina, si blocca prima che l’innesco lo faccia saltare in aria, è in uno spazio aperto e desertico, resterà ore e ore immobile mentre la Natura, gli incontri e i pericoli dell’ambiente circostante (nemici, animali predatori) sfideranno la sua resistenza e il suo istinto di sopravvivenza.

La differenza  tra il più asciutto “Passo falso” e l’hollywoodiano, per dir così, “Mine” (a proposito, il titolo può essere pensato come un plurale in lingua italiana o un singolare in lingua inglese) è che nel primo film il malcapitato soldato è protagonista di una storia assolutamente oggettiva e “fisica”, mentre nel film di Fabio & Fabio la dimensione interiore (attraverso flashback mentali del protagonista) ha un suo ruolo fondamentale. Fondamentale, sì, ma alquanto banale, perché il grande difetto di “Mine” è assolutamente il didascalismo, il vizio dei famigerati “spiegoni”. E sebbene in un primo momento i flashback biografici del milite (interpretato dall’avvenente e anche bravino Armie Hammer) siano veloci ed efficacemente impressionisti, col passare dei minuti essi si dilatano in troppe “note a margine”. Altra ferita imperdonabile del film è la pesante, enfatica colonna sonora, un autentico diluvio di archi e elefantiasi strumentale che si rivela disturbante e sinceramente ruffiana, una vera captatio benevolentiae per una platea di bocca buona.

Tra i lati positivi di “Mine” vi sono l’ottima regia e i particolari che emergono evidenti negli efficaci primi piani. La dimensione claustrofobica della storia -come avveniva in “Passo falso” – si merita la citazione di un altro film bellico (guarda caso degli stessi produttori) concentrato su un milite bloccato in una situazione angosciante: “Buried – Sepolto” di Rodrigo Cortés.

Ferruccio Gattuso

Mine
Regia: Fabio Guaglione & Fabio Resinaro
Cast: Armie Hammer, Tom Cullen, Annabelle Wallis
Distribuzione:  Eagle Pictures
Uscita nelle sale:  6 ottobre
Voto: 5/10

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