“I Babysitter”: una notte da… leoncini per Ruffini & co.

La banda “Colorado” torna davanti a una macchina da presa per dar corpo (ma solo dai piedi al collo, la testa manca) a una commedia demenziale infarcita di battutacce e situazioni volgari, dove l’irriverenza goliardica  – a dire il vero parecchio irregimentata –  serve solo ad alzare una cortina di fumo immancabilmente destinata a diradarsi, nell’epilogo, su una morale buonista. “I Babysitter di Giovanni Bognetti – nelle sale dal 19 ottobre – è un remake del francese “Babysitting”, ma il suo riferimento più evidente va al film-manifesto (pensate come siamo messi…) del XXI secolo a proposito di party sballato, vale a dire “Una notte da leoni”.

Quella che vede protagonisti Paolo Ruffini, Francesco Mandelli e una pletora di cabarettisti direttamente dalla casa madre “Colorado” è, al massimo, una notte da leoncini. Andrea (Mandelli) è un imbranato e scontento agente sportivo alle dipendenze del classico boss gradasso, Gianni Porini (Diego Abatantuono): come fare a conquistare la sua fiducia? L’occasione si presenta quando Porini deve recarsi a un party insieme alla bella moglie Marta (Francesca Cavallin): il boss decide che sarà Andrea a fare da babysitter al suo piccolo e pestifero figlio Remo (Davide Pinter), punto e  basta. Proprio quella sera Andrea avrebbe in agenda la sua festa di compleanno, ma se ne fa una ragione: amen. Chi invece proprio non intende rassegnarsi sono i suoi amici, guidati dal capobanda chiassoso e goliardico Aldo (Ruffini), un ex campione olimpico di Tiro al Piattello, scivolato in un’inevitabile anonimato. Gli amici piombano alla sera nella lussuosa villa di Porini e, da lì, a poco succederà di tutto.

Secondo l’abusata idea di “Una notte da leoni”, il disastro avvenuto nella notte viene raccontato in forma di flashback: Porini e la moglie rivedono un video in una telecamera dimenticata nella casa devastata dopo che tutti (compreso il figlioletto) sono scomparsi. Con loro un Commissario di polizia (Antonio Catania) e il collega della Scientifica Ermanno (Francesco Facchinetti). Tutto è destinato a ricomporsi, ma solo dopo un diluvio di crasse situazioni da cinepanettone per teenager. Si ride? Talvolta, ma meno di quanto ci si aspetti: e le dosi migliori di umorismo vengono non dai “giovani promettenti” ma dai veterani: Diego Abatantuono su tutti, impeccabile nei tempi comici e nel dar corpo a un personaggio certo stereotipato ma realistico; il sempre bravo Antonio Catania, attore vero; a suo modo anche Francesco Facchinetti, misurato nel suo ruolo vagamente “psicopatico”; e infine Francesca Cavallin, cui spettano le suggestioni più malinconiche e/o “drammatiche”, per dir così, della storia, e che si cala molto bene nel ruolo della madre spaventata e della moglie delusa. I giovani? Ruffini fa il Ruffini cinematografico di sempre, Simona Tabasco mette in campo la sua  indiscutibile bellezza, Mandelli la sua spontaneità davanti alla macchina da presa (quando questa spontanietà si farà bravura, e sempre che noi si riesca a capirlo ovviamente, ve lo segnaleremo). Il film avrà successo, e piacerà ai giovanissimi: ma questa, come vuole l’adagio, è un’altra storia.

Ferruccio Gattuso

I Babysitter
Regia: Giovanni Bognetti
Cast: Paolo Ruffini, Francesco Mandelli, Diego Abatantuono
Distribuzione:  Medusa
Uscita nelle sale:  19 ottobre
Voto: 1/10

ibabysitter

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