“Non si ruba a casa dei ladri”: il riso amaro dei Vanzina sull’Italia senza meritocrazia

 

Italia azzoppata dal clientelismo e dall’assenza di meritocrazia. Parlarne oggi è forse un pochino tardi (eufemismo). I fratelli romani Vanzina decidono di farlo con più di uno sguardo ai fattacci della loro (e nostra) disastrata Capitale che, peraltro, dalla trista cronaca di “Mafia Capitale” è giunta ad oggi non troppo cambiata. Per di più, i Vanzina decidono di non inseguire la risata crassa, ma il sorriso beffardo e l’uso di un grottesco contenuto che, nelle loro intenzioni, forse vorrebbe concedere a “Non si ruba in casa dei ladri” – nelle sale dal 3 novembre – un tocco più sobrio e autoriale. Il meglio della commedia all’italiana, per capirci. L’operazione non sembra riuscire appieno: l’ultimo film diretto da Carlo Vanzina, al quale i fratelli lavorano speranzosi da più di due anni, si rivela una commedia un po’ stanca.

Certo, gli interpreti sono di comprovato mestiere. Massimo Ghini è Simone Santoro, un politico romano furbastro e maneggione, Vincenzo Salemme è Antonio Russo, un piccolo imprenditore napoletano nel settore delle pulizie, trasferitosi a Roma, azzoppato da un appalto scippatogli sotto il naso per motivi di bassa cucina clientelare, e dunque finito in difficoltà economiche. Seppur il luogo comune nazionale voglia che il romano è certo sveglio, ma il napoletano lo è ancor di più (“acca nisciun è fesso”), questa volta la sfida sembra vincerla, sulle prime, il politico di sangue capitolino. Per far contento un amico, Santoro toglie l’appalto a Russo, che personalmente non conosce, facendo vincere il concorso al nuovo “cliente”. A questo punto Russo e signora (Stefania Rocca) si devono inventare un nuovo mestiere, per riuscire a pagare gli studi all’amata figlia. L’occasione si presenta quando una coppia di loro ex domestici filippini propongono una sostituzione di due mesi presso la villa di una facoltosa coppia in città. Guarda caso, si tratta proprio di Santoro e della sua bellissima e cafonissima compagna (Manuela Arcuri, al ritorno al cinema dopo parecchio tempo). A questo punto, la storia sterza verso l’heist movie: Russo, moglie e qualche amico fidato (Maurizio Mattioli e la modella e showgirl greca Ria Antoniou, sontuosa per avvenenza) studiano un colpo che incastri Santoro, che ovviamente ha un conto sporco in banca in Svizzera.

I Vanzina non hanno fatto mistero di guardare a diversi titoli celebri per dare forma e spirito al loro ultimo film: da “In nome del popolo italiano” di Dino Risi a “American Hustle” di David O. Russell. Bene, inutile dire che qui si plana a un’altezza decisamente diversa. Non ci si sbellica dalle risa, non si resta stupiti dall’intreccio del piano architettato ai danni del politico maneggione, non si recupera – nei caratteri dei vari protagonisti – nessun colore inedito. La teatralità partenopea di Salemme va (volutamente) a giri contenuti, il Ghini romanesco e grottesco non è inedito. Insomma, “Non rubare in casa dei ladri” si vede e si dimentica con estrema agilità. Il vero moto di riconoscenza va, da parte nostra, ai Vanzina per averci regalato le procaci bellezze di Manuela Arcuri di nuovo in grande schermo.

Ferruccio Gattuso

Non si ruba a casa dei ladri
Regia: Carlo vanzina
Cast: Massimo Ghini, Vincenzo Salemme, Manuela Arcuri
Distribuzione:  Medusa
Uscita nelle sale:  3 novembre
Voto: 6/10

nonsirubaacasadeiladri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Pin It on Pinterest